Primo caso in Italia: paziente guarito. Gb, colpita famosa cantante Hip-hop. Oms: “Malati raddoppiati in 24 ore”

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  • Primo caso di febbre suina accertata in Italia: l’Asl di Massa conferma che il paziente ricoverato nell’ospedale locale e’ affetto da Nuova Infuenza.  

    L’uomo, cinquantenne, era tornato da un viaggio in Messico: un primo tampone aveva dato esito negativo, un secondo, con un alta metodologia esito dubbio, per questo erano stati inviati campioni biologici a Roma al laboratorio di virologia dell’Istituto Superiore della Sanità. E da questi è arrivata la conferma della presenza del virus. 
     

    “È guarito e non rischia niente. Non ha nessun sintomo. Le sue buone condizioni fisiche generali hanno contribuito alla sua guarigione. Sta bene e lo teniamo in ospedale solo per proteggerlo dai media”, assicura il direttore dell’Asl di Massa Carrara, Antonio Delvino. L’uomo, un cinquantenne di Aulla, era tornato da Città del Messico il 23 aprile dove era rimasto per circa 6 mesi, e aveva manifestato i sintomi classici della nuova influenza: febbre alta e problemi alle vie respiratorie.

    L’uomo è ora ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Massa mentre la sua famiglia ed alcuni parenti stretti con cui è venuto a contatto «sono tenuti alcuni in profilassi antivirale, e alcuni sotto monitoraggio», ha dichiarato Delvino. Temendo il panico l’Asl di Massa Carrara ha già potenziato il servizio di pronto soccorso ma al momento «la situazione – ha rassicurato – è tranquilla, e non ci sono state psicosi dopo avere avuto la notizia del caso». 
     

     

    L’INFLUENZA SBARCA IN ASIA

     La febbre suina è arrivata anche in Asia. Dopo il primo caso accertato a Hong Kong, un altro caso è stato individuato in Corea del Sud. Le autorità sanitarie dell’ex colonia britannica hanno rivolto un appello alla calma alla popolazione, sostenendo che si tratta di «un caso importato e non ci sono indizi di una diffusione di massa dell’influenza a Hong Kong».

    Ma intanto l’hotel in cui alloggiava il paziente con il virus A/H1N1 -un messicano di 25 anni arrivato il 30 aprile via Shanghai, ora in condizioni stabili- è stato messo in quarantena, insieme ai clienti e ai dipendenti. In Corea del Sud si è invece ammalata una donna di 53 anni, di recente tornata dal Messico. Al momento, dunque, manca solo l’Africa perchè si possa dire che l’epidemia che ha colpito ovunque.
    La Cina ha sospeso i voli con il Messico e deciso che invierà un aereo per rimpatriare i cittadini attualmente nel Paese. Intanto altri due Paesi hanno fatto sapere di aver registrato casi di contagio in persone che non erano state in Messico: Gran Bretagna e Germania (entrambi comunque ancora non confermati dall’Oms). Nel Regno Unito si tratta di un lavoratore del servizio sanitario residente in Scozia, Graeme Pacitti (24 ani) che ha contratto il virus dopo esser entrato in contatto con due amici, la coppia che si era ammalata durante la luna di miele in Messico.

     

    OMS: CASI RADDOPPIATI

    Il numero dei casi di influenza suina confermati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità si è praticamete raddoppiato nelle ultime 24 ore, salendo a quota 615 (tra cui 17 decessi, tutti in Messico, tranne un bimbo di 23 mesi messicano ma morto in Usa) distribuiti in 15 Paesi diversi.

     

    Il Messico ha riportato 397 casi di contagio confermati per il nuovo ceppo virale. L’aumento di 241 casi, rispetto alle cifre divulgate poche ore prima sul Messico, è dovuto al fatto che stanno arrivano all’Oms i risultati dei campioni che erano stati inviati ai laboratori per le analisi. Negli Stati Uniti, 141 i casi, tra cui il bimbo messicano di 23 mesi, deceduto mentre era in vacanza in Texas.
    I casi confermati, ma senza decessi sono in Austria (1), Canada (34), Cina (Hong Kong: 1), Danamarca (1), Francia (1), Germania (4), Israele (2), Olanda (1), Nuova Zelanda (4), Corea del Sud (1), Spagna (13), Svizzera (1) e Regno Unito (13).
    Mel suo sito web, l’organizzazione sanitaria ripete che non raccomanda di limitare i viaggi, nè la chiusura delle frontiere, ma consiglia che «le persone malate ritardino i viaggi internazionali e che quelli che hanno sintomi dopo un viagggio inetrnazionale si rivolgano a sanitari». Allo stesso modo l’Oms «assicura che non c’è rischio di infezione nel mangiare maiale ben cotto o prodotti derivati»; e ripete i suoi appelli perchè la gente rafforzi le misure di igiene abituali, in modo particolare il lavarsi frequentemente le mani con il sapone. 

     

    MESSICO, ECONOMIA IN CRISI

    Mentre la sua economia affonda (le stime parlano di un calo del Pil annuale del 5,5%), il Messico intanto affronta l’emergenza sanitaria: il governo ha reso noto che la cifra dei decessi confermati per il micidiale virus è salito a 16, mentre i pazienti contagiati sono 381 (ma l’aumento dei morti non è dovuto a nuovi decessi, ma agli esami necroscopici sulle persone morte nelle ultime due settimane). Le autorità hanno anche ridotto (da 176 a 101) il numero dei decessi probabili.
    Secondo il governo, il tasso di mortalità per l’influenza A/H1N1 è dell’1,2 per cento. Intanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è messa in contatto con l’industria farmaceutica perchè produca un vaccino che sarà disponibile in 4/6 mesi.

     

     

    NEGLI USA CHI– USE OLTRE 430 SCUOLE

     Cresce la paura per la febbre suina negli Stati Uniti. Più di 430 scuole sono state chiuse in 18 Stati per prevenire il diffondersi dell’epidemia, mentre nelle ultime ore sono stati registrati una ventina di nuovi contagi nel Paese.
    Il governo Usa ha intanto emanato un nuova direttiva per le scuole dove sono stati riscontrati casi di contagio, che impone la chiusura degli istituti interessati per almeno 14 giorni. Gli studenti ammalati possono infatti trasmettere il virus per un periodo compreso dai sette ai dieci giorni dal momento in cui lo hanno contratto.
    Gli esperti hanno comunque sostenuto che il virus dell’influenza suina è meno pericoloso di quanto si temesse in un primo momento.

     

    RICOVERATA CANTANTE DI FAMOSO GRUPPO HIP HOP

    La febbre ‘suina’ colpisce anche i vip. La cantante di un gruppo hip hop molto celebre fra i teenager del Regno Unito, gli ‘N-Dubz’, è stata ricoverata con i sintomi della nuova influenza A-H1N1. Lo scrive il Sun di Londra, che ha pubblicato le foto in ospedale della 20enne Tulisa Contostavlos, leader della band di Camden Town insignita recentemente del prestigioso Mobo award.
    Giovedì sera, Contostavlos aveva preso un aereo diretto ad Atene per fare visita ai genitori al termine di un’impegnativa tournee in Inghilterra premiata da migliaia di fan. Ma già durante il volo ha accusato i primi disturbi, via via degenerati: dopo il ricovero in ospedale, i medici le hanno diagnosticato la nuova influenza potenzialmente letale. Stanotte, scrive il tabloid, Tulisa era sotto osservazione in una stanza isolata dell’ospedale di Pendeli, in Grecia, mentre i medici attendevano i risultati delle analisi.
    Una fonte vicina al gruppo – attualmente al numero uno della classifica dei singoli più venduti in Gb con ‘Number One’ – ha fatto notare che “Tulisa ha avuto una sorte davvero infelice. E’ passata dal successo delle vendite e del tour al panico per la sua salute. La sua famiglia – ha raccontato – è stata costretta a indossare mascherine per avere appena un minimo contatto con lei. E’ un momento terribile”.