Quirinale, nello scrutinio spunta una scheda in più. “Ma il voto è valido”

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  • Inciampo nel corso della sesta votazione per il Quirinale che si è tenuta questo pomeriggio alle ore 17. Prima di proclamare il risultato dello scrutinio, il presidente della Camera Roberto Fico ha fatto sapere che è stata trovata una scheda in più nelle urne rispetto ai votanti. Il motivo andrebbe trovato in un possibile errore nella distribuzione. Tuttavia, ha spiegato Fico, si tratta di una “differenza ininfluente” e pertanto la votazione che si è svolta è da considerarsi “pienamente valida“.

    Fico ha comunicato che è stata riscontrata una differenza tra il numero dei votanti e il totale delle schede scrutinate di una unità superiore a quello dei votanti. Il numero superiore è dovuto verosimilmente al fatto che durante la distribuzione delle schede “è stata erroneamente ricevuta da un elettore una scheda in più depositata poi nell’urna“.

    Effettivamente la situazione che emerge al termine della sesta votazione non cambierebbe: gli astenuti sono stati 443, mentre a ricevere una quantità maggiore di preferenze è stato Sergio Mattarella. L’attuale presidente della Repubblica ha incassato 336 voti, ovvero più del doppio rispetto ai 166 raccolti ieri. Da considerare che il fronte progressista (Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e uguali) e Italia viva disponevano rispettivamente di 405 e 44 voti, per complessivi 449, e che avevano dato indicazione per scheda bianca.

    In mattinata, al quinto scrutinio, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha ricevuto 382 preferenze e di fatto ha portato il centrodestra a cambiare completamente strategia. Mattarella invece aveva ottenuto 46 voti, ma in quell’occasione i giallorossi avevano scelto la strada dell’astensione. 38 indicazioni erano andate a Di Matteo, 8 a Berlusconi, 7 a Tajani e altrettanti a Cartabia. Casini aveva incassato 6 voti mentre Draghi ne aveva ottenuti 3, Belloni 2. Le schede bianche sono state 11, le nulle 9. In tutto i votanti 530, i presenti 936. Aumenta dunque il pressing per un bis di Mattarella, che però più di una volta ha già lasciato intendere di non essere disposto a un secondo mandato.

    Nelle ultime ore è spuntato il nome di Elisabetta Belloni, direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Un profilo che gode del sostegno della Lega, di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle. Ma la sua figura deve fare i conti con lo stop di Forza Italia, Italia Viva e Liberi e uguali: le titubanze sono legate al fatto che – sostengono gli scettici – il capo dei servizi segreti possa diventare il prossimo presidente della Repubblica.


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