UN TETTO per viale Dante ed atttirare così clienti anche con il maltempo. E’ l’idea che accomuna diversi operatori dell’asse commerciale più lungo della città (circa un chilometro). Ne è convinto anche il presidente del comitato Promoalba-Viadante, Pasquale Lonero: «La strada va ripensata e riprogettata, anche per creare spazi idonei per l’aggregazione e piccoli spettacoli–esordisce–. Tutto questo, al momento, dal porto all’Alba è davvero difficile organizzare. Siamo consapevoli del fatto che una proposta del genere debba fare i conti con il capitolo economico, ma un progetto di riqualificazione, che vada oltre l’arredo urbano (quello attuale è stato inaugurato il 14 giugno 1999), è davvero importante». A riaccendere il sogno di quindici,vent’anni fa, quando il Comune aveva proposto di proteggere i negozi dalle intemperie con una serie di tende, progettate ad hoc per il Dante, è il processo di riqualificazione di gran parte delle attività, tuttora in corso, e anche l’arrivo di alcune punti vendita di nicchia. Un trend che va avanti, mentre si è arrestata l’apertura di nuovi bazar, gestiti da stranieri. Da qui anche l’intenzione di dare un impulso alla destagionalizzazione del viale che conta più di 200 attività. Va in questa direzione anche «Riccioneperlastrada», che dopo il successo della scorsa settimana, sarà ripetuto il 18 e il 25 settembre. Ma è stata proprio questa manifestazione a far emergere anche alcune criticità dell’asse commerciale. «Viale Dante è un lungo budello, tempestato da pali e senza piazza –osserva Lonero –. Dal porto all’Alba, a meno che non si trasformi tutta la strada in isola pedonale, in queste occasioni i pubblici esercizi non si possono allargare con tavolini e sedie sulla strada. Abbiamo delle difficoltà tecniche a posizionare anche le strutture che servono per le iniziative, tant’è che è difficile installare anche una piccola tenda». Tanto più che va mantenuta una fascia larga 2,40 metri per il passaggio dei mezzi di soccorso e dei trenini, che transitano sul viale anche quando scatta la zona a traffico limitato. L’entusiasmo della riprogettazione parte anche da una stagione estiva che è «andata bene per la maggior parte delle attività –conferma Lonero –. Lo dimostra il fatto che, a differenza degli anni scorsi, nel viale ci sono solo due negozi sfitti, mentre in passato a settembre era già pieno di cartelli con su scritto: affittasi o cedesi attività. La qualità premia, c’è stato un gran flusso di turisti». Tra gli altri nodi da sciogliere c’è quello della merce esposta all’esterno. Se ne parlerà oggi in un incontro tra Comune e operatori .
Fonte: RESTO DEL CARLINO