Riccione. Pubblicità abusiva al Blue Bar, i proprietari fanno barricate. Operai scortati da vigili e carabinieri per rimuovere i tabelloni

Mattinata di tensione in viale Ceccarini. Ieri al Blue Bar assieme a una quindicina di uomini tra carabinieri e agenti della Polizia municipale con i rispettivi comandanti, è arrivata una ditta specializzata per rimuovere in modo coatto gli impianti e i mezzi pubblicitari, affissi sulla facciata principale nel locale. Questo su ordinanza del dirigente del settore Urbanistica del Comune, che aveva emesso l’atto lo scorso 7 dicembre. Gli amministratori sono andati avanti, anche se la società immobiliare Monica snc e la società Publiemme srl, entrambe fanno capo ai titolari del locale, il 4 gennaio hanno presentato un «ricorso straordinario al Capo dello Stato» contro il Comune per disporre la sospensione cautelare dell’ordinanza. Un provvedimento che invano la famiglia Gentile, da decenni proprietaria del Blue Bar, ha cercato di fermare, mentre gli operai salivano sulla tettoia per rimuovere i primi tabelloni pubblicitari: «Non potete intervenire, questa è proprietà privata», «ci state trattando come fossimo briganti, mentre noi abbiamo lavorato tanto anche per il bene della città» «Siamo in casa nostra non si può fare così».
Tutto intorno un cordone di divise, arrivate sul posto alle 7,30 con gli operai e i tecnici del comune per garantire sicurezza. Uno spiegamento imponente che ha incuriosito i passanti. ««C’è stata una rapina?» si chiedeva la gente. Nel ‘salotto’ sono arrivati anche alcuni consiglieri verso l’una, verrà ripreso lunedì sotto la sorveglianza delle divise. Al di là delle insegne, che si trovano lì dagli anni Ottanta, il 24 maggio 1999 Arcangelo Gentile aveva presentato formale domanda per l’installazione del pannello digitale multimediale di due metri per tre, senza ottenere risposta, per cui come da legge, era andato avanti per silenzio assenso, come spiegano i legali Silvio e Massimo Campana. Il 25 marzo del 2014 è partita l’intimazione di rimuovere gli stessi impianti e mezzi pubblicitari abusivi, entro 15 giorni dalla notifica. Ma tutto è rimasto al suo posto, finchè con un successivo provvedimento del 29 marzo 2016, la rimozione è stata posticipata allo scorso 12 dicembre e, dopo l’impugnazione dell’atto, al 20 gennaio. I legali nel ricorso sostengono anche che «l’installazione delle insegne non può in alcun modo essere assimilata a un’attività edilizia, ma che debba piuttosto fare riferimenti al Regolamento comunale sulle insegne». Per questo motivo hanno prospettato una illegittimità dell’atto per errata applicazione della normativa edilizia. Il Resto del Carlino