Ricorre il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, avvenuta nella notte fra il 9 e il 10 novembre 1989.

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  • Questo fu certamente uno degli eventi che maggiormente segnarono il XX secolo ed influì in misura determinante sul destino non solo di quella città e della Germania ma anche dell’Europa e del mondo intero.

    La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri intende sottolineare a nome del Governo sammarinese il significato profondo dell’anniversario di tale avvenimento, che portò alla riunificazione del popolo tedesco, dopo tanti anni di divisione, di sofferenze e di paura, aprendo la strada alla costruzione della nuova Germania e favorendo il successivo raggiungimento della indipendenza e l’affermazione della libertà per tanti altri popoli europei che avevano duramente pagato il prezzo della spartizione dell’Europa in due aree di influenza alla fine della seconda guerra mondiale.

    La caduta del Muro di Berlino – che avvenne in modo pacifico, con l’accordo dei Paesi vicini ed un sostegno internazionale di ampia portata – rappresenta la pietra miliare del lungo e sofferto percorso politico che portò alla fine della guerra fredda e della divisione dell’Europa in due parti separate dalla cortina di ferro nonché all’avvio, sulla base di comuni valori ideali, di quel processo di trasformazione politica, sociale e culturale che ha progressivamente coinvolto l’intera Europa spingendola verso una sempre maggiore integrazione attorno ai valori del pluralismo, della democrazia, del rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali che per quarant’anni erano stati il patrimonio soltanto di una parte del continente.

    La Repubblica di San Marino, che ha identificato nella libertà e nel rispetto dei diritti delle persone e dei popoli la sua stessa secolare esistenza, nel rivivere oggi l’emozione profonda di venti anni fa di fronte a quell’evento epocale, rinnova il proprio impegno sul piano internazionale affinché in ogni parte del mondo crollino i muri della divisione e della contrapposizione, si lasci spazio al dialogo fra i diversi soggetti tuttora coinvolti in situazioni conflittuali e si rispettino i diritti fondamentali di tutti, in assenza dei quali non possono esserci né vera democrazia né vera libertà.