Rimini. Al via ‘Bar Centrale’ un innovativo modello di welfare di comunità dove si servono relazioni, ascolto e nuovi inizi

 

Un bar che non serve caffè, ma relazioni, ascolto, creatività e nuove possibilità di vita. Questo luogo si chiama ‘Bar Centrale’, si trova in via Portogallo 2 ed è un vero e proprio laboratorio di inclusione sociale, relazionale ed emotiva per giovani adulti, dai 18 ai 35 anni, con disabilità fisico-intellettiva.

Attivo da sei anni grazie alla Cooperativa Sociale New Horizon, il progetto ha trovato nuovo slancio nel programma attuativo annuale del Piano di Zona per la Salute e il Benessere Sociale del Comune di Rimini.

Questo spazio nasce appunto per rispondere a un bisogno semplice e urgente: riempire i pomeriggi ‘vuoti’ dei ragazzi, quei momenti in cui terminano i percorsi scolastici o lavorativi e resta spesso solo il silenzio. Un tempo che rischia di diventare isolamento, chiusura, distanza. Qui invece si trasforma in opportunità: grazie, infatti, anche a due educatori, qui, oltre a passare qualche ora in compagnia, le persone possono costruire percorsi di autonomia, coltivare relazione e immergersi nella vita della città attraverso l’arte, la musica, il movimento, giochi, esperienze sul territorio e l’uso consapevole delle tecnologie. Una parte fondamentale del progetto è anche il rapporto con le famiglie, spesso lasciate sole nel ruolo di caregiver. Il Bar Centrale, a tal proposito, prevede momenti di confronto e mutuo aiuto tra genitori, per costruire un’alleanza educativa.

Il progetto viene sostenuto con un contributo economico di 12 mila euro a valere sulle risorse F.R.N.A per due annualità, in modo da portare avanti le politiche di inclusione e la capacità di costruire reti di questo progetto. L’ente responsabile, in particolare, sarà la cooperativa sociale New Horizon che garantirà la presenza di un’équipe qualificata, il coinvolgimento di professionisti e – novità – l’affiancamento di uno psicologo per supportare le educatrici e gli educatori.

“Il circolo ricreativo Bar Centrale è un progetto prezioso, che nasce dalla consapevolezza della forza delle relazioni e del diritto di ognuno a raccontarsi, a scegliere, a vivere – è il commento di Kristian Gianfreda, assessore alle politiche alla protezione sociale del comune di Rimini -. Un progetto che non si limita a ‘fare qualcosa per’, ma ‘costruisce insieme a’. Uno dei tanti esempi del valore inestimabile che la rete del terzo settore ha sul nostro territorio: un fiore all’occhiello che ci permette di mettere in campo modelli innovativi di welfare di comunità come questo, che fanno bene non soltanto ai singoli partecipanti, ma a tutta la comunità”.

La rete progettuale vede anche il coinvolgimento dell’associazione Esplora, dell’Ausl Romagna, dell’Alma Mater Studiorum Bologna, del Tribunale di Rimini e U.S. Acli.