RIMINI: Domenica, in centro storico, Festa del pane, dell’olio e del vino

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  • Esposizioni di prodotti tipici, degustazioni, conferenze su temi legati allo sviluppo del territorio e concerti animeranno il centro storico per tutta la giornata.


     Una festa per far conoscere le eccellenze della produzione agricola dell’entroterra e tutti i passaggi della filiera produttiva: sono gli obiettivi dei giovani dell’Associazione Nuove Generazioni, che hanno ideato la prima festa del pane, dell’olio e del vino. Stand dei produttori romagnoli, degustazioni con menù preparati dai ristoratori del centro. Spazio anche ai bambini, coinvolti con progetti nelle scuole, e ai giovani con concerti in piazza Cavour. Durante la Festa, sarà celebrata anche l’annuale Messa ringraziamento della Coldiretti, alle 18.30 a Sant’Agostino.

    “E’ importante che impariamo a dialogare con le persone di tutto il territorio per poterlo valorizzare al meglio. In questo senso, anche il mondo rurale è un ambito su cui siamo rimasti indietro negli ultimi anni ma su cui dobbiamo impegnarci correre a tappe forzate” spiega Michele Giovannetti, dell’Associazione ‘Nuove generazioni’. “Vogliamo essere i ‘bagnini dell’entroterra perché vogliamo utilizzare la stessa operosità mostrata dai bagnini per valorizzare fazzoletti di spiaggia, apprendendo la loro esperienza prima dal territorio e ora tornare, con l’esperienza dei bagnini a coltivare il territorio” aggiunge.

    Formazione, impresa e politica sono i temi di quattro diverse tavole rotonde che durante la giornata coinvolgeranno i vari attori coinvolti nello sviluppo del territorio: coltivatori, banche di credito cooperativo che finanziano l’agricoltura, associazioni di categoria e amministratori locali.

    “A volte si cade nel folklore, immaginando prodotti ‘storici’, come si facevano una volta dimenticando che esiste uno sviluppo in tutti i prodotti” afferma Samuele Zerbini, assessore alle Politiche Educative del Comune di Rimini. “Quello che conta è che ci sia la stessa intenzione, lo stesso amore per le cose e la stessa attenzione per le tecniche che si utilizzano oggi. La formazione, da questo punto di vista, è lo strumento necessario per inventare cose nuove e usare al meglio quelle che si sono sempre fatte” conclude.

    (Newsrimini.it)