Rimini, Montevecchi attacca la giunta Sadegholvaad: “Censura totalitaria contro i manifesti Pro Vita”

Matteo Montevecchi, consigliere regionale di Rimini, si scaglia contro l’amministrazione comunale guidata da Sadegholvaad, accusandola di censura e oscurantismo dopo la decisione di vietare l’affissione di cento manifesti contro l’ideologia gender. L’iniziativa era promossa dall’associazione culturale San Michele Arcangelo e conteneva una citazione di Donald Trump contro l’influenza dell’ideologia gender, accompagnata da un appello al governo italiano.

Montevecchi non ha risparmiato critiche: “La giunta di Rimini ha deciso di definire il messaggio come discriminatorio, pur non essendo veritiero e suscitando allarmismo sociale”, ha dichiarato. Per il consigliere, la decisione della giunta rappresenta una forma di “censura democratica”. Montevecchi ha anche sottolineato come, secondo lui, questa censura contrasti con i principi democratici di cui spesso si parla. “Ogni volta che si accusano altri paesi, come l’Ungheria, di non avere democrazia, bisogna solo sorridere”, ha aggiunto, criticando anche alcuni cattolici che, a suo dire, supportano il Partito Democratico in questa azione.

La vicenda ha suscitato un acceso dibattito sulla libertà di espressione e sulla gestione del dibattito pubblico a Rimini.