Rimini, nuove contraddizioni nel “giallo” di Pierina: la pesante questione dei barattoli

L’interrogatorio di Manuela Bianchi, avvenuto lo scorso 4 marzo, ha sollevato numerosi interrogativi e contraddizioni che potrebbero rivelarsi cruciali per l’evolversi delle indagini sulla morte di Pierina, la suocera della donna. In particolare, rimangono oscuri i dettagli sul riconoscimento del corpo e le circostanze che hanno portato alla scoperta della tragedia.

Il Giallo dei Barattoli: Una Contraddizione Fondamentale

Uno degli aspetti più controversi riguarda la chiamata al 118 del 4 ottobre 2023, quando la Bianchi ha parlato di “barattoli” in mano alla vittima, una dichiarazione che ha subito suscitato dubbi. Come osservato dal pubblico ministero Daniele Paci, “solo l’assassino poteva sapere che quei barattoli erano lì”. Durante l’interrogatorio, la Bianchi non ha saputo fornire una spiegazione convincente su come fosse a conoscenza di tali dettagli, rimanendo incapace di rispondere con chiarezza. Al tentativo di dare una giustificazione, la donna ha finito per contraddirsi, un aspetto che sicuramente sarà oggetto di discussione nell’incidente probatorio previsto per martedì.

Il Riconoscimento del Corpo: Due Versioni Contrastanti

Altro punto focale riguarda il riconoscimento della vittima, Pierina. In un primo momento, la Bianchi aveva affermato di aver identificato la suocera grazie alla borsa che portava con sé, salvo poi cambiare versione, dichiarando di averla riconosciuta dal volto. Questo doppio racconto non è passato inosservato agli inquirenti, che potrebbero farne un tema centrale durante il prossimo confronto in aula.

La Ricostruzione degli Eventi e la Difesa di Dassilva

Un altro aspetto su cui si concentrerà la difesa riguarda la ricostruzione degli eventi del 4 ottobre 2023, quando il senegalese Louis Dassilva avrebbe atteso la Bianchi nei garage di via del Ciclamino, informandola della morte della suocera e indicando il corpo dietro la porta tagliafuoco. Gli avvocati di Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi, sono pronti a mettere in discussione la versione dei fatti fornita dalla Bianchi, che potrebbe rivelarsi determinante per la decisione del gip riguardo la possibile scarcerazione del loro assistito.

Domani, quando la Bianchi tornerà in aula, le sue risposte alle domande della difesa e dell’accusa potrebbero avere un impatto decisivo sul futuro del caso e sulla situazione di Louis Dassilva, il quale attende con trepidazione le evoluzioni del processo.