Rimini. Truffa, indagati dalla Procura gli ex vertici di Banca Cis (Grandoni e Guidi). Indagati anche Pelliccioni e Asharaf.

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(…) Quattro i nominativi scritti sul fascicolo aperto dal sostituto procuratore Davide Ercolani.

Sono quelli di Marino Grandoni e Daniele Guidi, rispettivamente l’ex proprietario e l’ex amministratore delegato di Banca Cis, l’istituto di credito sammarinese ora commissariato. Con loro nel registro degli indagati anche i nomi di Flavio Pelliccioni e di un importante imprenditore egiziano Mohamed Ali Asharaf.

La storia. Sono diverse, ma una collegata all’altra, secondo la nutrita documentazione allegata alla denuncia, le truffe di cui Ali Turki sarebbe stato vittima, dopo aver raggiunto un accordo per acquistare il Cis a 92 milioni di euro.

Accordi siglati dopo la presentazione di un bilancio, risultato poi palesemente falso come emerso dalla vicenda che ha portato al commissariamento dell’istituto di credito.

La prima viene ricondotta dal finanziere e dal suo legale ai 15 milioni di anticipo versati dopo l’intesa, che la banca avrebbe potuto toccare solo a definitiva conclusione della transazione. Soldi invece usati subito secondo le prove raccolte da Turki, per dare un po’ di ossigeno alla banca.

Finanziere, che sempre in buona fede, tanto alla sua ricostruzione, dopo aver letto una lettera di risposta di Cis a Banca Centrale che dava piena garanzia su alcuni correntisti ”chiacchierati” tra cui spiccava il nome di Mohamed Alì Ashraf, aveva staccato un assegno da 12,5 milioni di euro per finanziare una mega lottizzazione di quest’ultimo alle porte de IL CAIRO.

Soldi che non sarebbero mai arrivati in Egitto, perché utilizzati per ripianare il debito contratto dall’egiziano con il Cis.

Corriere Romagna

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