RIUNITA L’ASSEMBLEA DEI MODERATI

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  • Rilanciamo l’economia reale con un buon progetto economico e con la stabilità politica
    Riunita l’assemblea dei Moderati per fare il punto sulla crisi e sugli interventi per lo sviluppo
    Crisi o non crisi? Quali effetti avrà sull’economia la grande congiuntura internazionale scatenata dai sub prime? Quando arriverà la ripresa?
    Ad onor del vero, a San Marino la percezione generale pare ancora lontana dagli effetti che si vedono in molti altri Paesi. Il benessere sembra essere ancora assai diffuso. La ragione sta tutta in un immenso ammortizzatore sociale chiamato PA: posto fisso e stipendio garantito per oltre cinque mila dipendenti. Il che vuol dire quasi uno per famiglia. Un immenso paracadute contro i rischi del caro vita quotidiano.
    Ma per chi lavora nel privato, sia esso imprenditore o dipendente, le cose vano sicuramente peggio. I primi dati, ufficiosi, parlano di una flessione di circa il 20% del fatturato e della monofase e, se il sistema bancario fortunosamente ha tenuto, il decremento pare comunque inevitabile entro fine anno. Aumentano invece mobilità, licenziamenti e CIG. Tradotto, più spese e meno risorse. Soprattutto per le casse pubbliche.
    Quasi tutto incentrato sulla situazione economica il dibattito politico interno all’assemblea dei Moderati, riunita lunedì sera presso la sede del partito. Ma soprattutto sulle proposte, da trasferire poi in seno alla maggioranza, per superare il periodo di crisi che ci separa dalla ripresa. Che arriverà quando la collaborazione bilaterale con l’Italia e il sistema delle regole e della trasparenza, potranno ridare impulso all’ingresso di nuovi investimenti.
    Nel frattempo, dobbiamo misurarci con un sistema economico che ha fatto il suo tempo, che non garantisce più le risorse necessarie, e che deve essere riconvertito.
    Dai Moderati è arrivato l’ok al pacchetto anticrisi attualmente in discussione sul tavolo unnico del governo, nonché all’obiettivo politico di mantenere l’operatività delle imprese al fine di salvaguardare i posti di lavoro.
    Ma è urgente pensare ad un progetto economico di rilancio per mantenere anche le entrate dello Stato. Potrebbe essere quindi funzionale pensare alle grandi opere, con investimenti nel settore delle infrastrutture, che tra l’altro ha un immenso bisogno di essere ammodernato. E poi, l’Università, capace di generare un indotto assai interessante; e così pure il commercio, il turismo, la sanità. Per rilanciare i consumi, oltre agli strumenti già previsti come la SMAC e “Abbasso i prezzi”, potrebbe essere utile individuare alcuni prodotti “di cassetta” in grado di attirare l’attenzione anche dei consumatori esterni. Altri interventi potrebbero essere messi in campo nel settore finanziario, rilanciando una nuova immagine del sistema Paese; così pure nel settore aeroportuale, mettendo a frutto il nuovo accordo con l’Italia; e nel settore delle energie alternative, che potrebbero essere prodotte grazie alle nuove tecnologie, con investimenti non eccessivamente onerosi e con guadagni sicuri. Pensiamo ad esempio agli impianti ad osmosi inversa.
    Ma soprattutto è arrivata la raccomandazione che governo e maggioranza lavorino con compattezza e determinazione alla realizzazione del programma, per il quale è stato chiesto il voto alla gente. Senza scivolare nelle tentazioni di fibrillazioni che hanno caratterizzato l’ultimo decennio e che hanno portato il nostro Paese all’attuale recessione. Tutto questo, senza tema di tagliare i rami secchi, le società fasulle e tutto quanto è stato causa di distorsione.
    San Marino 21 aprile 2009