San Marino. 71° del PDCS: il contributo presente di un impegno politico originale e insostituibile  

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Il 9 aprile 1948 veniva pubblicato ufficialmente il manifesto della fondazione del Partito Democratico Cristiano Sammarinese. A seguito di una mobilitazione che aveva dato vita ad una aggregazione in tutti i Castelli della Repubblica, avute le necessarie rassicurazioni da Don Luigi Sturzo, incontrato a Roma nel dicembre del ’47 da Zaccaria Savoretti e Federico Bigi su sollecitazione di Eugenio Reffi, ex popolare emigrato negli USA, il P.D.C.S. entrava con forza nella scena politica sammarinese e nella grande famiglia dei Democristiani italiani ed europei.

“L’azione nostra sarà civiltà cristiana in atto” recita il manifesto. A motivare questi amici, a spingerli a mettere a disposizione il loro tempo e le loro capacità, non furono né le lusinghe del potere, né l’utopia di un progetto ideologico. Fu innanzitutto la responsabilità che nasceva da un’esperienza in atto, nella quale erano cresciuti, avevano costruito la loro vita e il loro lavoro nell’alveo di un’educazione che aveva avuto nella famiglia, nella Chiesa e nelle Organizzazioni Cattoliche i suoi ambiti privilegiati. E tale esperienza li aveva portati a riconoscere nel rispetto della dignità della persona, nella difesa della libertà e nella ricerca del bene comune i fattori decisivi per risollevare il Paese nell’“ora di angoscioso travaglio” che stava attraversando.

Questo modo di intendere l’impegno politico è quanto di più attuale questa lunga storia ci abbia consegnato e la crisi di fiducia che tutta la popolazione avverte nei confronti della politica è dovuta principalmente allo smarrimento di queste fondamentali caratteristiche, senza il rispetto delle quali il degrado è inevitabile. Questo, però, ci dice anche che la tanto sbandierata riforma della politica non verrà principalmente dalla politica stessa, ma da un’educazione che riponga l’uomo di fronte alla possibilità di mantenere vivo il desiderio di felicità, di giustizia, di libertà, di bellezza e di bene che sta all’origine di ogni movimento della persona e, quindi, anche di quella responsabilità che porta gli uomini a mettersi insieme per ricercare il bene di tutta la società in cui vivono.

Grati nei confronti delle persone che hanno fatto sì che giungesse a noi questo inestimabile patrimonio di esperienze e di ideali, sentiamo oggi il compito di rendere presente ed operosa questa grande eredità. E’ questo anche il contributo, originale e insostituibile, che possiamo portare ad un dialogo, sempre più inevitabile, fra tutti coloro che vogliono riportare il Paese fuori dallo stallo che rischia di impoverire tutti e tutto, compromettendo innanzitutto il mantenimento delle libertà democratiche e delle conquiste sociali che hanno caratterizzato la storia della nostra Repubblica.

 

 

San Marino, 9 aprile 2019                                                                             Ufficio Stampa del PDCS

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