Si legge dall’articolo di Giacomo Amadori de LA VERITA’ ”Commissione Covid, schiaffo dell’Oms: «Non ci confrontiamo con il Parlamento»” del 2 aprile 2025.
”Per provare a completare la caccia al tesoro è in arrivo in pianta stabile nella commissione la pm napoletana Paola Izzo, esperta di reati contro la pubblica amministrazione, la quale ha già avuto il via libera per l’incarico fuori ruolo da parte del Csm. Nelle scorse settimane è stato ingaggiato pure un consulente del calibro di Antonio Rinaudo, ex procuratore aggiunto antimafia e antiterrorismo di Torino, una carriera iniziata combattendo le Br e conclusa con i processi ai No Tav violenti. Il magistrato in pensione sta analizzando le rogatorie inviate dalla Procura di Roma in Cina e a San Marino. In quei documenti emerge il ruolo fondamentale nelle trattative e nella gestione dei flussi finanziari del banchiere sammarinese Daniele Guidi, già condannato per complessivi 15 anni di reclusione nella Repubblica del Monte Titano per vari reati e imputato per ulteriori contestazioni, che vanno dall’associazione per delinquere al riciclaggio. (con la condanna in primo grado di ieri a circa 20 anni ndr). Guidi ha emesso fattura ai consorzi cinesi tramite la Bgp & partners limited (di cui erano soci anche Stefano Beghi e Ivano Ferruccio Fran Poma) per incassare almeno 13 milioni di provvigioni a lui destinate. I compensi sono transitati anche sulle società riconducibili alla moglie Maria Stefania Lazzari e al suo studio di commercialista. Nel mirino sono finite in particolare la Pacific business advisory limited (riconducibile alla donna e registrata a nome di Poma) e la Chenxing management consulting limited, entrambe con base a Hong Kong, dove i coniugi hanno spostato i propri interessi, ottenendo anche un permesso di soggiorno. I due vivono all’estero con i soldi delle provvigioni non sequestrate? I commissari vogliono scoprire questo.
Interesse suscita anche la rapidissima archiviazione dall’accusa di corruzione per l’ex commissario Domenico Arcuri. Come ha rivelato a suo tempo questo giornale il manager e il suo braccio destro, Antonio Fabbrocini, sono stati iscritti sul registro degli indagati il 9 novembre 2020. Il 19 e il 20 dello stesso mese La Verità diede notizia dell’affaire delle mascherine e Arcuri inviò alla Procura di Roma una lettera (protocollata il 24) in cui ipotizzava il proprio coinvolgimento in un’inchiesta capitolina e si metteva a disposizione per eventuali chiarimenti. A stretto giro gli inquirenti hanno chiesto al gip l’archiviazione di quella contestazione per i due indagati. Adesso la commissione sembra intenzionata a capire sul- la base di quali elementi sia stata presa la decisione, magari acquisendo dal Tribunale l’istanza dei pm.”