Nel corso dell’ultimo secolo l’incremento considerevole dell’aspettativa di vita (80 anni nell’uomo, 85anni nella donna) ha portato ad importanti cambiamenti demografici e di conseguenza a nuovi scenari clinici. Attualmente le patologie croniche, le comorbilità e i fattori socio-economici rappresentano le tre questioni centrali nella gestione della salute pubblica, soprattutto nei paesi occidentali. Importante è identificare le persone anziane fragili, che costituiscono quel settore di pazienti ad alto rischio nella loro gestione clinica e sociale.
Per fragilità dell’anziano si intende una condizione di aumentata vulnerabilità dell’individuo che sono dovute a modificazioni fisiopatologiche età-correlate ed associate ad un aumentato rischio di eventi negativi ambientali sulla salute che portano alla: disabilità, perdita dell’autonomia funzionale, ospedalizzazione, istituzionalizzazione e morte.
La fragilità rende necessario, come sottolinea il Dott. Carlo Renzini Presidente dell’ASGG, l’utilizzo di approcci e strumenti in grado di esplorare nel modo più completo possibile la complessità del paziente anziano, allo scopo di ottenere un corretto inquadramento diagnostico, terapeutico ed assistenziale. Si parla infatti di una metodologia di indagine, valutazione multidimensionale (VMD), introdotta” dalla Geriatria che si serve di una vasta gamma di test, misurazioni e scale al fine di valutare in modo standardizzato e condiviso da varie specialistiche le diverse problematiche dell’anziano fragile, che sono di natura sanitaria, ma anche sociale ed economica.
I principali obiettivi della VMD sono un inquadramento sistematico delle patologie dell’anziano, identificazione dei bisogni, programmazione dell’intervento assistenziale con cure e riabilitazione del caso, ottimizzazione delle risorse e controllo della qualità del trattamento tramite raccolta dei dati. Certamente la VMD ha portato un beneficio globale sia per il paziente, sia per gli operatori sanitari e sociali e naturalmente per la popolazione. Negli ultimi anni gli strumenti della VMD si sono sempre più ampliati e la metodologia si è diffusa anche ad altre specialistiche come: cardiologia, oncologia, endocrinologia ecc… Oggi viene introdotto il concetto di “Gerontecnologia”, un nuovo campo di attività di studio, che comprendono tutte quelle tecnologie di informatica, digitale, robotica (telemedicina) che possono avvantaggiare le persone anziane, sia dal punto di vista di stato di salute ed anche in termini di qualità di vita e sicurezza. Esistono già a tale riguardo percorsi per la valutazione della persona con il sistema di sensoristica dell’ambiente, domotica, che utilizzano strumenti che permettono di interagire con la persona stessa e l’ambiente in cui vive.
In pratica questa tecnologia può essere applicata alla persona, sia quando sta bene per programmare dei percorsi di prevenzione e fare in modo di allontanare il più possibile la disabilità e le condizioni di fragilità e sia per programmare degli interventi di trattamento ed assistenziali, come facilitare il rientro dell’anziano ricoverato in ospedale al proprio domicilio.
La “Gerontecnologia” prevede sistemi di teleriabilitazione motoria per soggetti che hanno avuto ictus o persone affette da malattia di Parkinson, oppure percorsi di allenamento mentali e fisici per persone anziane che presentano iniziali deficit cognitivi di memoria. L’applicazione di queste nuove tecnologie ha dato dei vantaggi clinici come è stato dimostrato soprattutto per quegli anziani residenti in strutture protette o residenziali (RSA).
Anche l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (A.I) nella medicina geriatrica è un aspetto contemporaneo della pratica clinica che cerca di ovviare a quei deficit delle nostre conoscenze che derivano da studi standardizzati e scarsamente efficaci per una popolazione anziana, utilizzando degli algoritmi che migliorano la diagnostica e la terapia farmacologica, altrimenti testati ancora ad una popolazione di età giovane-adulta e non anziana. Ultimamente la VMD è in grado di identificare soggetti anziani ad alto rischio che possono beneficiare di un “Programma di Prevenzione Personalizzata (PPP)”, avvalendosi anche di queste nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale (A.I.). Proprio nell’ambito delle “Cure Primarie” l’individuazione precoce e il trattamento preventivo di patologie assume un ruolo importante per l’attività della Medicina Generale Territoriale, utilizzando come supporto questi approcci che hanno come obbiettivo generale di migliorare la salute delle persone ed in particolare dell’anziano fragile.
Questi argomenti verranno affrontati all’interno del II Modulo del Master in Medicina Geriatrica ”Giancarlo Ghironzi” il giorno 21/22 Febbraio presso l’aula didattica universitaria dell’Alta Formazione in via Salita la Rocca 44, alla presenza dei candidati e dei docenti Prof. Stefano Volpato, Prof. Alberto Pilotto e Prof. Antonio Cherubini.