L’art. 15 ha infatti aumentato al 55% il secondo acconto IGR, un aumento del 20% che peserà in maniera importante sulla liquidità aziendale. Inoltre l’art. 16 reintroduce le sanzioni per la mancata presentazione dei bilanci alla Camera di Commercio. Questo articolo creerà confusione e possibili costi alle aziende che, in meno di un anno, si sono viste prima eliminare e poi reintrodurre questo adempimento, che deve essere fatto entro il prossimo 31 agosto. Misure che ricordiamo hanno solo un fine statistico e che potrebbero essere evitate se Camera di Commercio e gli Uffici preposti dialogassero tra di loro.
Quindi, ancora una volta, le aziende dovranno pagare per l’inefficienza della Pubblica Amministrazione, nonostante le tante promesse di semplificazione e si preferisce utilizzare la liquidità delle imprese piuttosto che intervenire in maniera decisa sulla spending review.
E’ inconcepibile che per risanare i conti dello Stato si chiedano sacrifici solamente agli operatori economici, tutti devono fare la loro parte e le prime misure da attuare devono essere quelle per la riduzione della spesa pubblica che a nostro avviso, così come prospettata dal Governo, è ancora insufficiente.
Se continuiamo su questa strada le aziende, sempre più in difficoltà, chiuderanno e senza imprese, non ci saranno più lavoratori. E’ impensabile che un modello del genere possa attrarre nuovi investitori, stiamo infatti presentando un sistema Paese che fa pesare sulla fiscalità e sulla liquidità aziendale i costi per il mantenimento di una spesa corrente improduttiva.
Comunicato stampa Osla