San Marino. Buriani a spasso con il cane, chi l’ha visto? … di Alberto Forcellini

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  • Confuorti, il “fantomatico”, sembra sparito dalla circolazione. Insieme a lui, tutti i suoi sottoposti, a cominciare da Grais e Savorelli, per continuare con Siotto, Okaue Chio (sua moglie), Borri, Cotella, Cartanese, Mazzeo, Romito e altri. Ci fosse una classifica delle citazioni, questi sarebbero tutti nella top ten di quelli più nominati nelle cronache degli ultimi tre anni. Scomparsi. Compreso quel Domenico Lombardi da un milione di stipendio all’anno, più i benefit, che avrebbe dovuto rilanciare la faetanese Banca di San Marino e che invece, sotto banco, insieme a Celli e compagnia, cercava di eliminarla con il roboante progetto di fusione con Carisp. Se fosse andato in porto, come quello degli NPL, sarebbe stato il colpo di grazia per il sistema bancario e finanziario di San Marino. Per fortuna, un gruppetto di soci della fondazione, subito spalleggiato dai dipendenti della banca, ha dichiarato guerra ai vertici della banca e al governo. Davide contro Golia. Ma hanno dato scacco matto al gruppo di potere. Questa è stata la prima, importantissima, zeppa nell’intricato ingranaggio che era stato costruito dal gruppo lussemburghese per impossessarsi di San Marino e delle sue banche. Già aveva in mano il governo, il tribunale e Banca Centrale, mancava solo il colpo di grazia. A proposito, i comprimari locali. Ce n’erano parecchi, più o meno espliciti, ma molto impegnati a mandare avanti il progetto. La narrazione fornita dalle famose tre ordinanze Morsiani (tutte pubblicate da Giornalesm) hanno reso uno spaccato a dir poco inquietante di quello che si muoveva sulle teste di tutti, perché aveva i contorni di una vera a propria dittatura economica, oltre che politica. Non c’era azione parlamentare in grado di contrastare questo potere, perché era difeso a spada tratta dal governo e dalla maggioranza di Adesso.sm. La quale ebbe solo un’incrinatura, quando uscì Tony Margiotta, in rotta di collisione proprio sugli NPL. Ma il potere e i soldi (spesso anche i ricatti) a volte fanno miracoli, e il posto vacante fu subito rimpiazzato. Peccato per Margiotta, che ha sbagliato la campagna elettorale ed è rimasto fuori dai giochi. D’altra parte, avendo sbattuto lo porta in faccia a SSD non poteva entrare in Libera e si è appoggiato a Paride Andreoli, ma senza successo.

    Tanti di quei personaggi che hanno animato le cronache di quei tre anni “ruggenti” sono scomparsi dalla circolazione. Come la prima Reggenza al femminile, che pensò bene di firmare il famoso decreto titoli. Altrettanto per la Reggenza che firmò il bilancio di previsione 2018 senza il buco di Carisp, che nel frattempo era diventata di proprietà dello Stato. In seguito alla bocciatura del FMI, il bilancio fu poi aggiustato con un decreto, firmato sempre dalla stessa Reggenza. Sparito anche quel famoso “Nicola” della telefonata con Marino Grandoni, che suscitò la disapprovazione dell’intero Paese. Invece l’ingegnere non è per niente scomparso. Testimoni oculari raccontano che frequenta tranquillamente il bar sullo Stradone, dove si intrattiene con gli amici di sempre.

    Non lo si vede più in giro, ma continua a comparire sui titoli dei giornali per lo scandalo delle mascherine, il mega-super direttore/amministratore di banca CIS, Daniele Guidi. Quello che “comandava” in tribunale. Il suo sottoposto, amico, collaboratore, il giudice Alberto Buriani: anche lui sembra scomparso dalla circolazione. Dopo essere stato sospeso dalle funzioni giurisdizionali dalla Commissione Giustizia, era stato visto più volte passeggiare con il cane sui sentieri che vanno dalla curva del Panoramic verso il sito archeologico della Tanaccia, e nella strada sottostante. Ma da qualche settimana, nessuno racconta di averlo incontrato. Certo che comunque è caduto in piedi, perché anche se gli è stato ridotto lo stipendio della metà, gli rimane una cifra che, a detta dei bene informati, dovrebbe aggirarsi sui 5mila mensili. Senza fare niente, non è davvero poco. Il problema è che forse ha sentito avvicinarsi quel “tintinnar di manette” con cui a lui piaceva tanto intimorire gli avversari. Tra l’altro, non si vede più in giro neppure la sua bellissima, preziosa amica dai boccoli d’oro, che amava preparare dolci e crostate quando invitava a cena Buriani e altri colleghi del tribunale. Però, non dovrebbe essere molto lontano perché è lei che si occupa del Polo della moda a Rovereta, i cui lavori stanno proseguendo e che, dopo tante promesse, tante speranze illuse e un bel po’ di soldi dello Stato, dovrebbe essere inaugurato forse quest’anno. E forse la vedremo a far da madrina al taglio del nastro, insieme agli amici che non l’hanno abbandonata.

    a/f