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  • San Marino. Capitolo 11: politica “cieca” mentre Grais, Savorelli e parte del Tribunale epurano la Vigilanza di Bcsm da ispettori “troppo” integerrimi. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?

     San Marino. Capitolo 11: politica “cieca” mentre Grais, Savorelli e parte del Tribunale epurano la Vigilanza di Bcsm da ispettori “troppo” integerrimi. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?

    Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:

    Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner

    Capitolo 2: Antonella Mularoni al fianco di Gatti (che oggi si vergogna di quelle azioni) nell’esercitare “ingerenze e pressioni” su Bcsm 

    Capitolo 3: le azioni del governo a guida Alleanza Popolare (2008-2012) apparentemente decisive per la nascita di Banca CIS e per aver avviato la devastazione del sistema bancario sammarinese.

    Capitolo 4: le misteriose dimissioni del Commissario Rita Vannucci che permisero al Giudice Alberto Buriani di diventare il magistrato più potente del Titano.

    Capitolo 5: col “Mazzini” il Tribunale “spazza via” una generazione politica aprendo la strada a nuovi “potenti” che nominano Grais alla Presidenza Bcsm

    Capitolo 6: San Marino. Capitolo 6: primavera 2015, una registrazione “nascosta” costringe il Generale Gentili a lasciare il comando della Gendarmeria.

    Capitolo 7: Un’indagine del Commissario Buriani su Dg e Responabile Vigilanza “decapita” Bcsm durante un’ispezione in Banca CIS.

    Capitolo 8: Primo atto della scalata nelle Istituzioni, la politica nomina Wafik Grais Presidente e spinge il “gruppo criminoso” alla guida di Bcsm.

    Capitolo 9: Con la nomina di Savorelli alla Direzione generale, Bcsm finisce sotto il pieno e diretto controllo del “gruppo criminoso”.

    Capitolo 10: Il primo atto del duo Grais-Savorelli fu la sospensione del progetto di istituzione della Centrale Rischi connessa a Banca d’Italia. 

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    Siamo nel 2017, l’anno in cui Banca Centrale effettua una delle più controverse operazioni a vantaggio di Banca CIS, ovvero l’acquisto da parte di Bcsm dei titoli Demeter (poi oggetto del processo noto come “Caso Titoli”). Ma quello stesso anno fu anche il momento dei controversi Decreti Legge 78, 79 e 80 che, si è saputo poi, sarebbero stati -semplifico- scritti a “quattro mani” dalla Segreteria di Stato alle Finanze guidata da Simone Celli (SSD) e la Advantage Financial s.a., riconducibile al finanziere lucano Francesco Confuorti, nome ricorrente nelle vicende politico-finanziarie del decennio scorso, oggi rinviato a giudizio quale presunto sodale di una associazione a delinquere al fianco di Marino Grandoni (azionista Banca CIS), Daniele Guidi (DG di Banca CIS) e del Commissario della Legge Alberto Buriani, nonché ai vertici di Bcsm e ai dirigenti della stessa Banca CIS.

    Ma, soprattutto, quel 2017 fu l’anno della illegittima liquidazione coatta amministrativa di Asset Banca…

    Ma di questo e di quanto accaduto in seguito, tratteremo nei prossimi capitoli. La primavera di quell’anno, del resto, è teatro di uno dei momenti che potremmo definire chiave nella scalata sovversiva al potere attuata dalla “Cricca” e coronata con il momento di massimo potere conquistato nel corso della prima fase del Governo AdessoSm, composto da Repubblica Futura, Civico 10 e la Sinistra di SSD, insediatosi il 19 dicembre 2016 dopo la vittoria del ballottaggio che ha visto sconfitta la Democrazia Cristiana e i suoi alleati, che devono accontentarsi dei banchi di opposizione dopo essere stati ridimensionati nella loro rappresentanza parlamentare dal premio di maggioranza conquistato da AdessoSm.

    Il 19 dicembre 2016, così, si apre la XXIX Legislatura con la sinistra, alleata di Repubblica Futura, al governo e partiti storici come quelli di ispirazione socialista, nonché il Pdcs, relegati al ruolo di opposizione. 

    Quell’anno inizia con Banca Centrale guidata dal Presidente Wafik Grais e dal Direttore Generale Savorelli, mentre l’ispezione a Banca Cis avviata il 16 novembre del 2015, non è ancora giunta alle sue conclusioni, anche in seguito alla sospensione di “tutte le decisioni di vigilanza rilevanti” disposta dal neoeletto Direttore Generale Savorelli.

    Ma prima di arrivare al 2017 mancano dei tasselli indispensabili per fissare ineludibli puntini sul foglio bianco… Indispensabile, dunque, approfondire cosa successo alla Vigilanza incaricata di portare a termine l’ispezione a Banca CIS avviata nel 2015 e chiusa nel giugno 2017.

    Questa ispezione a Banca Cis (che determinò un terremoto in BCSM decapitandola dei vertici gestionali e del suo Coordinamento di Vigilanza, come accadde nel 2010 con Biagio Bossone, Luca Papi e Stefano Caringi, in ambedue i casi a ridosso di una ispezione alle banche del -chiamiamolo- “gruppo Grandoni”) si chiuse solo nel giugno del 2017, con un Coordinamento di Vigilanza (COOVIG) totalmente rivoluzionato rispetto la composizione che aveva al momento in cui l’ispezione a Banca Cis venne avviata.

    Se si è trattato marginalmente nel Capitolo 7 (leggi qui) l’impatto -o la coincidenza- che l’ispezione ha avuto sui vertici di Bcsm, la stessa vicenda aperta nel 2015 e chiusa soltanto nel giugno del 2017 merita un approfondimento a sé. Se non altro -come detto- per le vicende che hanno interessato il Coordinametno di Vigilanza di Bcsm in quel periodo.

    Ma partiamo dall’inizio. Come ricostruito nelle conclusioni della Commissione Parlamentare di inchiesta su Banca CIS (Legge Costituzionale 2/2019), l’8 gennaio 2014 giunge alla Vigilanza una richiesta inoltrata da “Forth Asset Management Limited”, nella quale viene manifestata l’intenzione di rilevare il 100% delle quote del capitale sociale di Banca Partner (all’epoca detenute da Leiton Holding e Gleinor Holding), a sua volta azionista di larghissima maggioranza di Banca CIS.

    Una richiesta che, il 26 marzo 2015, induce il Coovig, composto da Mario Giannini, Andrea Vivoli e Francesco Ielpo, richiede ad AIF di effettuare le necessarie verifiche e, al contempo, detta precise condizioni relativamente alla possibilità di cessione della Banca agli acquirenti. Nello stesso periodo, inoltre, la stessa Vigilanza programma l’ispezione a Banca CIS, unitamente ad altre in diversi istituti di credito del Titano.

    Nella seduta successiva, quella del 4 maggio 2015, lo stesso organismo vede la presenza di Daniele Bernardi, Patrizio Ettore Cherubini, Fabio Mazza e Giuliano Battistini.

    Il 27 maggio 2015, dopo che il Commissario Buriani -titolare dell’indagine nota come “Mazzini” e nell’ambito di quell’istruttoria- dispose l’acquisizione presso Bcsm di alcuni documenti relativi ad un “progetto” di trasferimento di titoli dal Giappone per un valore ingente, Giannini, Vivoli e Ielpo vengono reintegrati nel Coordinamento di Vigilanza, al fianco di Cherubini, Battistini e Mazza.

    Ma il giorno prima di quel “reintegro”, avendo acquisito nella citata “visita” in Bcms anche un documento relativo ad un incontro tenuto alla Segreteria di Stato alle Finanze fra l’allora Segretario di Stato Claudio Felici (PSD) e l’investitore ungherese (Gyorgy Matrai, presentato dall’ex Segretario di Stato Fiorenzo Stolfi) che intendeva trasferire legittimamente e nel rispetto di tutte le disposizioni  centinaia di milioni di euro in Titoli sul Titano -incontro a cui furono “malauguratamente” chiamati a partecipare anche Giannini e Vivoli, il Commissario Buriani, aprì il fascicolo “343/15”, ovvero un procedimento penale nei confronti di Vivoli e Giannini, sospettati di “omessa segnalazione” dell’operazione, accusa dalla quale vennero assolti con formula piena -“il fatto loro ascritto non sussiste”- in una sentenza definitiva emessa 12 marzo 2018.

    Il successivo 5 giugno 2016, così, il Direttore Generale e il membro del Coordinamento di vigilanza, ricevono la comunicazione giudiziaria e vengono estromessi definitivamente dalla vigilanza per poi, quattro giorni dopo, rassegnare le loro dimissioni.

    Vivoli -durante la testimonianza resa anni dopo dinnanzi alla Commissione d’inchiesta-  riferì “di non aver mai conosciuto Gyorgy Matrai prima di quell’unico incontro e di avere avviato celermente collaborazioni con le Agenzie di Informazione Finanziarie di vari Paesi e con Interpol, per ottenere tutte le informazioni possibili sul soggetto”.

    In ogni caso, nonostante il “terremoto” abbattutosi sul Coovig oltre che su Bcsm nel suo complesso, il 25 febbraio 2016 lo stesso organismo di Bcsm, composto da Bernardi, Cherubini, Mazza e Battistini, rigetta la richiesta di Forth Asset Management Limited sull’acquisto del 100% di Banca Partner.

    Il 5 maggio 2016, il Coordinamento di Vigilanza -composto da Savorelli, Cherubini, Mazza e Basttistini), dopo l’illustrazione fatta da Pappalardo (responsabile di quella verifica ispettiva) approva il rapporto su Banca CIS (in pratica la conclusione dell’Ispezione relativa alle prime 30 posizioni di rischio) deliberando la trasmissione delle risultanze agli organismi di Banca CIS e riservandosi di trasmetterne parte anche ad AIF.

    Ma ciò non avvenne in seguito alla sospensione di tutte le decisioni di vigilanza disposta da Savorelli appena insediatosi alla Direzione generale di Bcsm. Così, il 6 maggio 2016, nonostante la procedura normale avrebbe previsto la consegna del rapporto approvato, si tenne un summit alquanto anomalo fra Daniele Guidi, Aldo Busignani ed Emilio Gianatti per Banca CIS; Battistini, Mazza, Pappalardo e Savorelli per Bcsm.

    Durante quella anomala riunione venne redatta una lettera a “quattro mani” tra Savorelli e Guidi e il successivo 12 maggio il Coovig delibera di avviare nuovi accertamenti cartolari… In pratica ogni conclusione di quell’ispezione presso Banca CIS venne -per usare un termine giuridico- rinviata in istruttoria.

    Pochi mesi dopo, nel luglio 2016 -un mese dopo il licenziamento di VivoliCherubini si dimise e, il 18 ottobre 2016, Battistini -che si stava occupando della Centrale Rischi (Capitolo 10, leggi qui), venne licenziato. L’anno dopo toccò a Pappalardo (il responsabile dell’Ispezione a Banca CIS), il quale -scrive la Commissione nelle sue conclusioni- “venne messo da parte con la comunicazione del mancato rinnovo del permesso di soggiorno”. A completare la “decapitazione” di quel Coovig arrivò, poi, anche il demansionamento a semplice addetto di Fabio Mazza.

    Sta di fatto che il 26 ottobre 2016 il Coordinamento di Vigilanza di Bcsm è composto dal Dg Lorenzo Savorelli, Mirella Sommella, Ugo Granata e Filippo Siotto (tutti oggi condannati in primo grado nel “Caso Titoli”). E, in quella seduta del 26 ottobre 2016, viene approvato il Rapporto del Servizio di Vigilanza ispettiva su Banca CIS, senza che venissero rilevate situazioni critiche importanti in quella Banca.

    In pratica, spiegò Vivoli ai Commissari della Commissione parlamentare, “tutta la prima linea responsabile del servizio vigilanza viene eliminata…”. Prima, è il caso di aggiungere, che l’ispezione a Banca CIS fosse conclusa.

    Dove stava guardando la politica sammarinese quando i Vertici di Banca Centrale “epuravano” tutti i collaboratori scomodi al perseguimento degli interessi della “Cricca”?

    Sta anche in questa vicenda la eventuale risposta al dubbio che è il filo conduttore di questa serie di ampi approfondimenti sugli eventi del decennio scorso che hanno devastato le casse pubbliche sammarinesi?

    Repubblica Futura (Alleanza Popolare ai tempi dei fatti citati), quindi, “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?

    Enrico Lazzari