San Marino. Capitolo 12: già nel 2017 Pdcs e Rete fornirono alla maggioranza di RF, SSD e C10 tutto il necessario per fermare la “Cricca”. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo? … di Enrico Lazzari

Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:

Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner

Capitolo 2: Antonella Mularoni al fianco di Gatti (che oggi si vergogna di quelle azioni) nell’esercitare “ingerenze e pressioni” su Bcsm 

Capitolo 3: le azioni del governo a guida Alleanza Popolare (2008-2012) apparentemente decisive per la nascita di Banca CIS e per aver avviato la devastazione del sistema bancario sammarinese.

Capitolo 4: le misteriose dimissioni del Commissario Rita Vannucci che permisero al Giudice Alberto Buriani di diventare il magistrato più potente del Titano.

Capitolo 5: col “Mazzini” il Tribunale “spazza via” una generazione politica aprendo la strada a nuovi “potenti” che nominano Grais alla Presidenza Bcsm

Capitolo 6: San Marino. Capitolo 6: primavera 2015, una registrazione “nascosta” costringe il Generale Gentili a lasciare il comando della Gendarmeria.

Capitolo 7: Un’indagine del Commissario Buriani su Dg e Responabile Vigilanza “decapita” Bcsm durante un’ispezione in Banca CIS.

Capitolo 8: Primo atto della scalata nelle Istituzioni, la politica nomina Wafik Grais Presidente e spinge il “gruppo criminoso” alla guida di Bcsm.

Capitolo 9: Con la nomina di Savorelli alla Direzione generale, Bcsm finisce sotto il pieno e diretto controllo del “gruppo criminoso”.

Capitolo 10: Il primo atto del duo Grais-Savorelli fu la sospensione del progetto di istituzione della Centrale Rischi connessa a Banca d’Italia. 

Capitolo 11: Capitolo 11: politica “cieca” mentre Grais, Savorelli e parte del Tribunale epurano la Vigilanza di Bcsm da ispettori “troppo” integerrimi.

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La seconda ispezione della Vigilanza di Bcsm a Banca CIS (2015-2017) -come visto nel Capitolo 11– è costata il posto a diversi funzionari direttamente o indirettamente coinvolti in quella pratica ispettiva. Ispettori, dirigenti e funzionari, forse, troppo integerrimi per accettare una “aggiustamento” sugli esiti di quella ispezione così scomoda per la “Cricca” e che, se non “ammorbidita” nei suoi esiti, avrebbe forse messo la parola fine alla storia di quell’istituto di credito sammarinese attorno a cui sarebbe ruotata tutta l’attività del “gruppo criminale”, oggi rinviato a giudizio con l’accusa di associazione a delinquere alla chiusura di una lunga indagine condotta dal Commissario della Legge Elisa Beccari.

Ma era possibile, per i governi e le maggioranze di quegli anni, cogliere segnali di allarme che avrebbero potuto interrompere sul nascere la scalata sovversiva” ai posti di potere della governance e della vigilanza bancario-finanziaria di San Marino? Sì… Se non nell’immediatezza della nomina di Wafik Grais alla Presidenza di Banca Centrale e di Lorenzo Savorelli alla Direzione Generale, di certo era possibile bloccare questa occupazione “criminosa” del potere nella primavera del 2017, quando a guidare il Paese c’era la coalizione AdessoSm composta da Repubblica Futura, SSD e Civico 10, quest’ultimi due partiti oggi confluiti in Libera.

Giù l’11 gennaio del 2017, infatti, il Movimento Rete depositava una interpellanza (leggi qui) in cui, fra l’altro, chiedeva al Governo AdessoSm di “verificare, con l’amministrazione lussemburghese, se e quali siano i legami tra le società anonime proprietarie di banca CIS e il presidente di Banca Centrale di San Marino, anche alla luce del mancato rispetto dei requisiti del bando internazionale di selezione e delle anomale fughe di notizie che hanno condotto al ritiro di due candidati su tre”.

Pochi giorni dopo la nomina di Grais alla Presidenza, difatti, proprio su queste pagine elettroniche (Marco Severiniclicca qui) si denunciarono strani “collegamenti” fra lo stesso Grais e Banca CIS (Capitolo 8) che non passarono per nulla inosservati… Anzi!

Ricordato ciò, l’interpellanza di Rete trovava risposta dal Segretario di Stato alle Finanze Simone Celli (SSD), nella quale si leggeva: “In riferimento al quesito di cui alla lettera d), relativo ai presunti legami tra le società anonime proprietarie di Banca Cis e una società di cui è stato amministratore il Presidente di Banca Centrale, si evidenzia che in Lussemburgo le società holding sono spesso domiciliate presso la società di revisione che ne cura l’amministrazione”.

Quindi, nonostante i “roboanti” campanelli d’allarme, il governo fece “orecchie da mercante”Imitato, il 19 aprile dello stesso anno da maggioranza consigliare (Repubblica Futura, Civico 10 e SSD) e addirittura dall’Ecc.ma Reggenza, composta in quel semestre da Mimma Zavoli (C10) e Vanessa D’Ambrosio (SSD), la quale rigettò al mittente un esposto che il Pdcs le aveva inoltrato E non si trattava di un esposto qualunque, visto che nel suo interno di smascherava già allora la “Cricca” e si svelavano i suoi piani “sovversivi”. Perdipiù, l’invito finale fatto all’intero Consiglio Grande e Generale era quanto mai chiaro e risolutivo: “…Si approvi un ordine del giorno del Consiglio Grande e Generale che impegni il Governo a proporre l’istituzione di una commissione di inchiesta

I democristiani Stefano Canti, Alessandro Cardelli, Marco Gatti, Teodoro Lonfernini, Oscar Mina, Mariella Mularoni, Francesco Mussoni, Massimo Andrea Ugolini, Pasquale Valentini e Gian Carlo Venturini (questi i firmatari dell’esposto), presero atto del fallimento della loro iniziativa verso i Capitani Reggenti, ma non si persero d’animo e, quel che era stato rigettato fuori dalla porta del palazzo, lo reintrodussero dalla finestra, allegandolo ad un ordine del giorno consigliare che presentarono nella seduta del 19 aprile 2017, allegandolo ad un ordine del giorno conseguente il dibattito sul futuro di Cassa di Risparmio (clicca qui per scaricare il file .zip, estrai e leggi allegato n.1). 

L’Ecc.ma Reggenza, specchio dell’unità nazionale di questa Repubblica, svolge il proprio ruolo super partes vigilando, presiedendo e coordinando tutti gli Organi espressione dei poteri dello Stato -si leggeva in quella segnalazione del PDCS-. È proprio tenuto conto del ruolo di supremi garanti dell’ordinamento costituzionale della Repubblica, riconosciuti alla Reggenza dalla Legge Costituzionale, che indirizziamo a Voi, Ecc.mi Capitani Reggenti, il presente esposto, volto a segnalare la presenza di precisi e circostanziati indici che segnano l’esistenza di un disegno opaco, silente ed inarrestabile che mira ad un controllo eversivo di alcune funzioni dello Stato, verosimilmente a servizio di alcuni deteriori interessi economici stranieri”.

Il Pdcs, già nell’aprile del 2017, fornì ai Capitani Reggenti, al Governo AdessoSm e alla maggioranza di Repubblica Futura, Civico 10 e SSD (quest’ultimi due oggi confluiti in Libera) tutti gli elementi che, se fossero stati presi sul serio, se gli si fosse prestata l’attenzione che meritavano e che ogni autorità averebbe -almeno a mio parere- avuto il dovere di dare, forse, oggi, Asset Banca sarebbe ancora operativa e nelle casse pubbliche ci sarebbe quasi una miliardata di euro in più… E sul mercato finanziario internazionale non ci sarebbero quei bond che, oggi come oggi, costano decine di milioni di euro ogni anno di soli interessi…

Ma cosa rivelava, in concreto, l’esposto del gruppo consigliare di Via delle Scalette? Lo vedremo, punto per punto, nome per nome, nel prossimo capitolo…

Enrico Lazzari