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  • San Marino. Capitolo 14: I Titoli Demeter e il ruolo decisivo di AdessoSm per favorire l’operazione che ha portato otto milioni in tasca a Confuorti. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo? … di Enrico Lazzari

    Capitolo 14: I Titoli Demeter e il ruolo decisivo di AdessoSm per favorire l’operazione che ha portato otto milioni in tasca a Confuorti. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?

    Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:

    Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner

    Capitolo 2: Antonella Mularoni al fianco di Gatti (che oggi si vergogna di quelle azioni) nell’esercitare “ingerenze e pressioni” su Bcsm 

    Capitolo 3: le azioni del governo a guida Alleanza Popolare (2008-2012) apparentemente decisive per la nascita di Banca CIS e per aver avviato la devastazione del sistema bancario sammarinese.

    Capitolo 4: le misteriose dimissioni del Commissario Rita Vannucci che permisero al Giudice Alberto Buriani di diventare il magistrato più potente del Titano.

    Capitolo 5: col “Mazzini” il Tribunale “spazza via” una generazione politica aprendo la strada a nuovi “potenti” che nominano Grais alla Presidenza Bcsm

    Capitolo 6: San Marino. Capitolo 6: primavera 2015, una registrazione “nascosta” costringe il Generale Gentili a lasciare il comando della Gendarmeria.

    Capitolo 7: Un’indagine del Commissario Buriani su Dg e Responabile Vigilanza “decapita” Bcsm durante un’ispezione in Banca CIS.

    Capitolo 8: Primo atto della scalata nelle Istituzioni, la politica nomina Wafik Grais Presidente e spinge il “gruppo criminoso” alla guida di Bcsm.

    Capitolo 9: Con la nomina di Savorelli alla Direzione generale, Bcsm finisce sotto il pieno e diretto controllo del “gruppo criminoso”.

    Capitolo 10: Il primo atto del duo Grais-Savorelli fu la sospensione del progetto di istituzione della Centrale Rischi connessa a Banca d’Italia. 

    Capitolo 11: Capitolo 11: politica “cieca” mentre Grais, Savorelli e parte del Tribunale epurano la Vigilanza di Bcsm da ispettori “troppo” integerrimi.

    Capitolo 12: già nel 2017 Pdcs e Rete fornirono alla maggioranza di RF, SSD e C10 tutto il necessario per fermare la “Cricca”.

    Capitolo 13: RF, C10 e SSD fanno “orecchie da mercante” alle denunce del Pdcs spianando la strada al “gruppo criminoso”.

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    Se -come abbiamo visto fino ad oggi- con la nomina di Wafik Grais (Capitolo 8) e Lorenzo Savorelli (Capitolo 9), rispettivamente alla presidenza e alla direzione generale di Banca Centrale di San Marino, nonché con l’immediata sospensione del progetto di realizzazione di una Centrale Rischi in materia finanziaria (Capitolo 10) e le pesanti epurazioni fra dirigenti e funzionari del Coordinamento di Vigilanza “ostacolo” o non funzionali al progetto del “gruppo criminoso” (Capitolo 11) è il 2016 l’anno in cui la presunta associazione a delinquere rinviata a giudizio dal Commissario della Legge Elisa Beccari sembra avere conquistato il pieno controllo della governance e della vigilanza bancaria e finanziaria della Repubblica, l’anno più drammatico per il Sistema San Marino e per le sue casse pubbliche è senza dubbio il 2017, periodo del commissariamento di Asset Bank (poi “assassinata”), dell’avvio dell’attacco sferrato a Cassa di Risparmio (poi costato 537 milioni di euro di controversa svalutazione degli attivi) e della imprudente -se non illegittima- cessione dei Titoli Demeter da Banca CIS a Bcsm (con relativo danno economico derivante); ma il 2017 è anche l’anno della scrittura a “quattro mani -fra l’allora Segretario di Stato Simone Celli (SSD) e vertici o tecnici della Advancial Financial riconducibile a Francesco Confuorti- dei celebri decreti numero 78, 79 e 80 recanti “Misure a sostegno del sistema bancario”…

    Il 2017, oltre ad essere, nella sua primavera, l’anno della prima articolata denuncia (Capitolo 13) che smaschera i piani presenti e futuri della “Cricca” in un esposto predisposto dalla Democrazia Cristiana e inviato ai Capitani Reggenti, nonché, poi -in seguito al primo rigetto da parte della Suprema Magistratura- reintrodotto in Consiglio Grande e Generale dalla “finestra” come allegato ad un ordine del giorno conclusivo del dibattito incentrato sulla crisi di Carisp, è il primo anno di “regno” del governo AdessoSm, formato da Repubblica Futura, SSD e Civico 10 all’indomani della vittoria del ballottaggio del 4 dicembre 2016. Un governo che, dopo il declino del 2012, riporta Repubblica Futura (appena nata dalle ceneri di Alleanza Popolare) ad avere un ruolo di primissimo piano nell’assetto politico di potere, tanto che Nicola Renzi (RF) si ritrova a guidare la Segreteria di Stato storicamente più importante, ovvero quella degli Affari Esteri, con delega alla Giustizia, alle Telecomunicazioni e agli Affari Politici…

    Una Segreteria di Stato “pesante” resa determinante dagli eventi di quella XXIX Legislatura, viste le successive tensioni in ambito giudiziario nonché anche il grande investimento pubblico fatto -e poi “bruciato” nella successiva legislatura a guida Pdcs- nel progetto di rete pubblica delle Telecomunicazioni in partnership con la cinese ZTE.

    Simone Celli (SSD), invece, è alla guida della Segreteria di Stato alle Finanze, altro ministero “chiave” nella concretizzazione del piano “sovversivo” della “Cricca” creata attorno a Banca CIS.

    In questo contesto, il 20 marzo del 2017, poco tempo dopo il commissariamento di Asset Banca (poi oggetto dell’illegittima liquidazione coatta amministrativa del 12 giugno dello stesso anno), il Comitato Gestore dei Fondiss delibera -come accertato dalla Commissione consigliare d’inchiesta su Banca CIS- di “accentrare i fondi previdenziali disponibili, pari a 44.225.832 euro, presso un conto tecnico” aperto in Banca Centrale, si ricordi guidata dal duo Grais-Savorelli. L’obiettivo ufficiale di questo trasferimento è mettere quei preziosi fondi al riparo dalle incertezze che in quei giorni turbano il sistema bancario sammarinese.

    Così, il 31 marzo del 2017 si perfeziona l’operazione, nonostante anche forti “attriti” fra il Comitato Gestore e il Dg di Bcsm Savorelli “in merito alle tutele di quei fondi e alla loro remunerazione”. Dietro questa operazione, si evidenzierà poi, sembra invece esserci un fine preciso ed “occulto”: iniziare a creare le condizioni per rendere possibile uno scambio fra Banca Centrale e Banca Cis, con la prima che riversa soldi “veri” a CIS in cambio di titoli CDO (Collateralized Debt Obbligation), ovvero “titoli strutturati, vale a dire che le possibilità di rientro si basano sulla capacità dei debitori di far fronte ai propri impegni”. “La molteplicità dei debitori, tuttavia -spiega la Commissione d’inchiesta nelle sue conclusioni- rende estremamente complesso comprendere la natura e l’entità del rischio da sostenere”, tanto che proprio i CDO sono considerati fra le cause primarie della crisi “subprime” del 2007 e 2008, abbattutasi a catena sull’intero mondo occidentale. Con questa operazione, in pratica, a piano completato, si finisce per trasferire da Banca CIS a Banca Centrale, ovvero da una entità privata ad una pubblica, il rischio legato ai CDO ceduti dall’istituto di credito privato.

    Ma non corriamo troppo in avanti, vista la complessità della tematica… L’accentramento degli oltre 44 milioni di Fondiss in Bcsm non è che la prima parte dell’operazione, visto che il Comitato Gestore di quei soldi potrebbe decidere in qualsiasi momento di richiedere indietro anche l’intera cifra. E l’ipotesi, visti i citati “attriti”, non può definirsi certo remota.

    Così, si arriva al 10 luglio del 2017, quando il governo emana tre decreti legge presentati dalla Segreteria alle Finanze guidata da Simone Celli, inerenti a “Misure urgenti a sostegno del sistema bancario”. Il più controverso di questi è il numero 79/2017, relativo proprio all’accentramento dei fondi previdenziali in Banca Centrale. Un decreto che -scrive la Commissione d’indagine- è verosimile fosse funzionale a Savorelli per prevenire l’ipotesi che il Comitato Gestore potesse” chiedere indietro i soldi prima che l’operazione potesse essere messa in atto.

    Attorno a quei tre decreti, in Consiglio Grande e Generale, scoppia il pandemonio, con l’opposizione supportata dalle parti sociali e determinatissima a bloccarli e la maggioranza quanto mai “arroccata” nel difenderli (ma di questo e, nel dettaglio, dei decreti scritti a “quattro mani”, parleremo in un prossimo capitolo).

    Con il decreto n.79/2017 a regime, il 20 luglio del 2017 -dopo una costosissima perizia commissionata da Bcsm ad una agenzia privata per effettuare una analisi del rischio di questi CDO, dopo che l’intera operazione sarebbe stata (sempre secondo la Commissione) dal finanziere lucano Confuorti, il quale “sovrintende l’operazione e impartisce ordini ai vertici di Bcsm”- si chiude l’operazione di compravendita con l’inoltro, da parte del DG Savorelli a Banca CIS, di un vero e proprio ordine di acquisto.

    Banca Centrale paga un totale di 43.287.886 euro determinando per i detentori del titolo in CIS (Rosa Confuorti, Luise Manzon, Chio Okaue e Advantage Financial come società) una plusvalenza, un guadagno su quei titoli pari a 8,2 milioni di euro.

    Già il giorno successivo, all’interno di Bcsm, si evidenziano le prime perplessità sulla legittimità dell’operazione, condotta in assenza di una precisa delibera del Condir che autorizzasse la compravendita. Infatti, non solo Banca Centrale “non può comprare titoli illiquidi, complessi e privi di rating” come erano i CDO Demeter, ma Banca Centrale “non può intermediare strumenti finanziari con CIS per più di pochi milioni di euro”.

    Nei giorni successivi i “tecnici” di Bcsm e di Banca CIS sono freneticamente impegnati a dare, in forma postuma, una parvenza di regolarità all’operazione che, fin da subito, si rivelò fare acqua da tutte le parti… In questa “trottola” di provvedimenti -estremamente tecnici e complicati da comprendere ai più, ragion per cui sorvoliamo- accade che Banca Cis riacquista da Bcsm il Titolo ceduto solo quattro giorni prima. Lo stesso identico titolo, così, viene pagato 128,55 da Bcsm a CIS e riceduto quattro giorni dopo alla stessa Banca CIS a 100. In soldoni Bcsm, il 20 luglio 2017, pagò quel titolo 12 milioni e 535 mila euro per poi rivenderlo appena quattro giorni dopo, a chi glielo aveva ceduto, per 9 milioni e 750 mila euro, rimettendoci, in quattro giorni, ben due milioni e 785 mila euro.

    Ma non finisce qui. Bcsm lo ricede al venditore “per poi riacquistarlo dopo due mesi -spiega la Commissione d’inchiesta- ad un tasso dell’1,20%. Cioè, sostanzialmente, perchè Banca Centrale si fa prestare ad interesse da CIS una parte di soldi che lei stessa ha riversato in quell’istituto?

    Intanto, il 25 luglio 2017, Asdvantage, le signore Confuorti e Okauc, saldano il proprio debito con CIS e trasferiscono tutte le plusvalenze a favore di Advantage Financial in Lussemburgo.

    Il “bubbone” scoppia il primo settembre del 2017 quando il CCR (Comitato per il Credito e il Risparmio), chiede al Vicedirettore, che sostituisce Savorelli licenziato due giorni prima, informazioni in merito alla ricerca di liquidità di Bcsm. La risposta gela tutti: non è stata reperita liquidità e, anzi, questa è diminuita in seguito ad una “strana operazione in titoli. A qyuel punto -spiega la Commissione- il CCR chiede al Vicedirettore Bernardi di produrre una relazione in merito”, che viene poi prodotta e inviata “al Presidente Grais, il quale non la mostrerà mai al Comitato per il Credito e il Risparmio”.

    Il 29 settembre 2017, rispondendo ad una richiesta di Bcsm relativamente alla quotazione del Titolo, Credit Suisse dichiara di non essere autorizzata dal proprietario degli strumenti a rilasciare informazioni sui prezzi, “come se Banca Centrale non fosse proprietaria”… In effetti, all’epoca, i titoli erano ancora depositati presso Advancial Financial e vennero trasferiti nel portafoglio titoli di Banca Centrale solo il 24 ottobre dello stesso anno.

    La questione Titoli Demeter si chiude nel 2019 con la cessione dell’intero pacchetto e, fra la vendita del capitale e le cedole incassate nel tempo, i titoli hanno determinato per Bcsm un sostanziale pareggio. Ma -precisa la Commissione di indagine- “è verosimile sostenere che l’investimento di 43 milioni in altri titoli più sicuri (e conformi alle regole di acquisto di Banca Centrale) avrebbe determinato un utile” ben più consistente e molti meno rischi.

    Chi ci ha guadagnato alla fine da questa controversa operazione? Non certo la componente pubblica… A beneficiarne fu Banca CIS che ottenne il rimborso dei debiti da alcuni dei beneficiari di quei titoli e il “Gruppo Confuorti”, che da quella operazione avrebbe intascato oltre 8 milioni di euro.

    La vicenda, in seguito, è oggetto di una indagine, poi riunita nel procedimento 500/2017 denominata “Caso Titoli” e nella quale, oltre alla vicenda dei Titoli Demeter, si è trattata l’illegittima liquidazione di Asset Banca, l’assorbimento forzato della stessa in Carisp e il mancato rimborso del prestito Leiton. Amministrazione infedele, malversazione di pubblico ufficiale, truffa, rivelazione del segreto d’ufficio, abuso di autorità, bancarotta e interessi privati in atti d’ufficio le ipotesi di reato contestate.

    L‘8 luglio 2024 è giunta la sentenza di primo grado con otto condanne e altrettanti proscioglimenti. La condanna più severa è stata inflitta a Lorenzo Savorelli, condannato a sette anni di prigionia, un anno in più di quanto inflitto a Francesco Confuorti. Quattro anni a Daniele Guidi, direttore generale di Banca CIS…

    Le responsabilità penali sono quindi in corso di accertamento… Ma quelle politiche che hanno permesso questa ennesima “tarantella” sui conti pubblici e sugli interessi dello Stato, quindi sulla testa della cittadinanza? No… Ancora no! Eppure, la sola vicenda dei tre decreti “corretti”, se non “dettati” da Advantage Financial al Segretario di Stato alle Finanze del governo AdessoSm, tracciano da soli una prima verità sulle responsabilità politiche individuali… Ma non ancora palese e che non tutti sono in grado di trarre. E, soprattutto, apparentemente ben più diffuse rispetto alla tesi di un solo responsabile…

    Anche in questo caso, così, torniamo alla domanda che il filo conduttore di questa serie di approfondimenti, legati uno con l’altro in un filo logico e temporale: Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?

    Enrico Lazzari