Capitolo 17: primavera 2017, il “gruppo criminoso” ha bisogno di una Cassa di Risparmio in forte crisi, AdessoSm “silura” il vecchio Cda e piazza un nuovo gruppo dirigente. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?
Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:
– Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner
E’ ormai l’estate del 2017, “l’omicidio” d’impresa nei confronti di Asset Banca è compiuto, ma questa scellerata azione portata avanti dal “gruppo criminoso” -così oggi definito nel rinvio a giudizio disposto dal Commissario della Legge Elisa Beccari– non è che il primo atto di un piano ben più ampio, da coronare -come vedremo nei prossimi capitoli- con l’inglobamento di Cassa di Risparmio di San Marino in Banca CIS.
Se, come abbiamo visto nei precedenti due capitoli, già in quella tarda primavera del 2017 la liquidazione coatta dell’istituto di credito privato appariva controversa, oggi, in questo 2025 ai suoi albori, si può sostenere che l’illegittimità sia una dato acquisito. Lo sostengono, del resto, due sentenze (primo grado e appello) del tribunale amministrativo, nonché le conclusioni che il Giudice inquirente Beccari ha tratto nel decreto di rinvio a giudizio emesso a carico di Daniele Guidi, Marino Grandoni, Francesco Confuorti, Lorenzo Savorelli e di un folto gruppo di dirigenti e funzionari sia di Banca Centrale che di Banca CIS, al pari -e non è elemento di poco conto in una visione globale su quegli anni bui della storia recente sammarinese- del Commissario della Legge Alberto Buriani, accusato di “assoggettare” l’amministrazione della giustizia agli interessi della stessa associazione a delinquere ipotizzata negli atti istruttori.
Si legge infatti nel decreto di rinvio a giudizio di questo presunto “gruppo criminoso”: “Mirella Sommella, in qualità di collaboratrice ed esecutrice dell’associazione a delinquere per quanto riguarda le attività necessarie al sodalizio di competenza di BCSM e degli organi delle procedure di rigore di Asset Banca, alle dipendenze di Confuorti e nell’interesse dello stesso Confuorti, di Grandoni, di Guidi e di Banca CIS, asserviva i poteri pubblici derivanti dal ruolo di membro del Coovig di BCS/vl e di amministratore e commissario straordinario di Asset Banca, pedissequa esecutrice delle disposizioni di Confuorti, pur subordinata a Savorelli e Siotto, da cui assumeva impulsi esecutivi veicolati da Confuorti o direttamente palesati da Confuorti stesso”.
“Nominata -continua l’atto giudiziario- grazie all’influenza di Confuorti, quale amministratore straordinario di Asset, formava una relazione apodittica strumentale all’amministrazione straordinaria (a.s.) dell’istituto indi la trasmetteva a BCSM (Savorelli e Siotto) che assumevano, in modo strumentale ed illegittimo, i provvedimenti di rigore…”.
Se immediatamente dopo la liquidazione di Asset Bank i suoi “sicari” evidenziano una forte preoccupazione per le conseguenze di quell’atto, le cui motivazioni appaiono anche ai vertici di Bcsm necessarie di un rafforzamento “post-mortem”, le settimane successive non sono certo un periodo tranquillo e piatto. La vicenda Asset, infatti, come anticipato, non è che la prima parte di un piano più ampio finalizzato a concretizzare l’obiettivo finale consistente in una sorta di fusione fra Carisp e Banca CIS. Perchè ciò si realizzi è indispensabile gettare in una profonda crisi la più importante banca della Repubblica di San Marino, Cassa di Risparmio appunto, in quei giorni guidata -in seguito al “siluramento” da parte del governo AdessoSm del precedente gruppo dirigente (come ricordava Marianna Bucci, Rete, in Consiglio il 28 maggio 2018)- da un Cda “rinnovato” dall’Assemblea dei Soci nella prima metà di aprile dello stesso anno e guidato da Nicola Romito, Presidente e Legale Rappresentante, indicato dall’Ecc.ma Camera.
Al fianco di Romito siedono nel Cda Carisp Filippo Francini, Luigi Borri, Giuliana Michela Cartanese, Massimo Cotella, Angelo Lazzari e Andrea Rosa… Un Cda che nei nomi di Romito, Borri, Cotella e Cartanese proviene da Monte Paschi di Siena.
Alla luce, col senno “di poi”, vien da credere che la liquidazione di Asset Banca non sia -come pareva all’epoca- il primo atto del piano globale della “Cricca”, bensì il secondo, almeno in una cronologia puramente temporale. Il primo atto, infatti, appare riconducibile a responsabilità esclusivamente politiche, del governo AdessoSm e delle forze politiche che lo componevano: Repubblica Futura, SSD e Civico 10 (quest’ultimi oggi confluiti in Libera).
Il cosiddetto Cda Montepaschiano di Carisp, infatti, appare oggi come una condizione essenziale per il buon fine del piano sovversivo e della inaudita svalutazione da 534 milioni di euro degli attivi di Cassa di Risparmio, altra condizione essenziale nel tentativo di fondere lo storico istituto di credito sammarinese con Banca CIS.
Facciamo quindi un piccolo balzo indietro, all’inverno e primavera del 2017, periodo in cui si è consumato il siluramento del gruppo dirigente di Carisp e la sua sostituzione con il cosiddetto Cda Montepaschiano.
“Nella scelta dei 5 membri del Consiglio di Amministrazione di competenza dell’Ecc.ma Camera -afferma l’allora Segretario di Stato alle Finanze, Simone Celli (SSD), nell’aprile 2017– il Governo ha individuato figure con skills professionali di elevatissimo livello, con esperienze rilevanti in campo bancario, con competenze tecniche significative in ambito giuridico e contabile, con un importante standing di relazioni anche internazionali; ha cercato profili adeguati a definire, prima, e a realizzare, poi, un piano di rilancio serio e credibile per il risanamento di Cassa di Risparmio”… E’ chiaro, in queste parole, che la scelta di quel Cda, al pari del “siluramento” del vecchio, sia stata un’operazione prettamente politica, portata avanti da governo e maggioranza AdessoSm.
Una responsabilità che assume contorni ancor più gravi alla luce della forte opposizione che le minoranze, Pdcs, Rete e Psd in testa, produssero verso quell’operazione descritta come una serie di “ingiustificate forzature”. “Quelle che le forze di opposizione hanno definito ingiustificate forzature -sono sempre parole di Celli dell’epoca-, in realtà sono stati atti consapevolmente messi in campo per raggiungere l’obiettivo primario su cui si è focalizzata l’azione di Governo in queste settimane, cioè l’insediamento di una nuova governance alla guida di Cassa di Risparmio. Ora che la nuova governance c’è e permettetemi di rivendicare questo risultato con fierezza e orgoglio…”.
Ovviamente -è doveroso ricordarlo- le responsabilità politiche di questa scelta (il “siluramento” politico del vecchio e la nomina del nuovo Cda Carisp), rivelatasi poi -come vedremo- almeno apparentemente “scellerata”, non possono essere ricondotte al solo Segretario di Stato alle Finanze, bensì vanno ricondotte all’intero governo AdessoSm e alla sua maggioranza.
In ogni caso, il 9 aprile 2017, Cassa di Risparmio di San Marino ha un nuovo Cda e a guidarlo è Nicola Romito. Il compito del nuovo gruppo dirigente -come evidenziato in Consiglio da Celli- è quello di “realizzare un piano di rilancio serio e credibile per il risanamento di Cassa di Risparmio”. Ma quel è uno dei primi atti di questo nuovo Cda voluto da Repubblica Futura, SSD e C10? L’aumento della remunerazione dei membri del medesimo Cda, concretizzato quintuplicando il gettone di presenza alle riunioni di una realtà bancaria la cui maggioranza azionaria è detenuta dall’Ecc.ma Camera, ovvero dallo Stato. E ciò senza che Govenro e maggioranza “battessero ciglio”.
Ma questo è niente, in termini di costi, rispetto a quanto accadde in seguito… Come in altre vicende direttamente o indirettamente collegabili all’azione e ai piani del “gruppo criminoso”, quindi, torniamo alla domanda che è il filo conduttore di questa serie di approfondimenti, legati uno con l’altro in un filo logico e temporale: Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?
Enrico Lazzari