Capitolo 24: 10 maggio 2018, la svolta! Catia Tomasetti nuovo Presidente di Bcsm mentre il Pdcs “svela” le “ordinanze-Morsiani” e i “magheggi” della “Cricca”. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?
Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:
– Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner
————————————————
Con la “Pratica-Ali Turki” autorizzata in forma condizionata da Banca Centrale -in quei giorni “orfana” del Presidente in seguito alle dimissioni di Wafik Grais, con Roberto Moretti alla Direzione Generale, con il Coordinamento della Vigilanza “allineato” alla linea della Direzione e il Servizio Soggetti Vigilati, invece, “disallineato”- ma ancora da perfezionare nella compravendita vera e propria delle quote di Banca CIS, il 10 maggio 2018 il Consiglio Grande e Generale, dopo aver accolto le dimissioni presentate da Grais nell’autunno dell’anno precedente, “certifica” col voto della sola maggioranza AdessoSm la nomina di Catia Tomasetti alla Presidenza della massima istituzione di governance e vigilanza bancaria e finanziaria della Repubblica.
E’, quella nomina, l’inizio della fine della cosiddetta “Cricca”, di quel “gruppo criminoso” -così definito nel relativo decreto giudiziario- oggi rinviato a giudizio con l’accusa di essere una vera e propria associazione a delinquere.

La scelta per la successione di Grais al vertice di Bcsm, quindi, cade su Catia Tomasetti, nata a Rimini, avvocato e partner di uno dei più importanti studi legali in Italia di cui coordina il dipartimento di diritto bancario e finanziario, abilitata alla professione legale in Italia e in England & Wales, già presidente di banche e società quotate, vanta una ampia e notevole esperienza nel settore legale, bancario, finanziario e management. Inoltre, è laureata con lode in giurisprudenza all’Università di Bologna, vanta specializzazioni nel settore del diritto all’Institut des Hautes Etudes Internationales di Nizza e al College of Law di Londra ed è la prima donna a ricoprire l’incarico di Presidente della Banca Centrale della Repubblica di San Marino.
Già nelle settimane precedenti alla nomina del nuovo Presidente di Bcsm, il clima, tanto a Palazzo quanto nel Paese, è quanto mai teso, con la minoranza che tenta in ogni modo di alimentare le prime evidenti tensioni interne alla maggioranza AdessoSm, le quali hanno base nelle precedenti vicende relative al sistema bancario sammarinese. La svalutazione enorme degli attivi di Cassa di Risparmio, la vicenda Asset Banca e le dimissioni dei vertici di Bcsm nonché del Cda “montepaschiano” di Carisp, hanno generato dubbi in alcune componenti marginali di AdessoSm. E queste si ripercuotono sulla compattezza della stessa maggioranza e quindi sulla “salute” del Governo.
Le ormai celebri “ordinanze-Morsiani” predisposte dall’omonimo Commissario della Legge Simon Luca Morsiani -dalle quali scaturirà, poi, il processo “Caso Titoli”, riunito ad altri fascicoli (illegittima liquidazione coatta di Asset Banca, progetto di assorbimento forzato della stessa Asset in Cassa di Risparmio e mancato rimborso del prestito “Leiton”)- esistono già, ma non sono ancora note nei loro dettagli.
Eppure sono i contenuti di queste, il 7 maggio 2018, nel comma comunicazioni del primo giorno di lavori consiliari, ad infuocare il Palazzo. Ad “accendere la miccia” ci pensa il PDCS che, di fatto, nei suoi interventi, rivela un primo “interessamento” della Magistratura sulle vicende che -si saprà solo poi grazie alle esclusive e dirompenti pubblicazioni da parte di GiornaleSM delle “Ordinanze-Morsiani”– andranno a istruire il famoso “500/2017 e riuniti” che si è chiuso, nel suo primo grado di giudizio, l’8 luglio 2024 con otto condanne e quattro proscioglimenti (intervenuta prescrizione):
Lorenzo Savorelli (ex Dg di Bcsm) condannato a sette anni di prigionia;
Francesco Confuorti condannato a sei anni di prigionia;
Filippo Siotto (Vigilanza Bcsm) condannato a cinque anni di prigionia;
Roberto Moretti (ex Dg di Bcsm) condannato a quattro anni di prigionia;
Daniele Guidi (ex Dg Banca CIS) condannato a quattro anni di prigionia;
Ugo Granata (ex Vigilanza Bcsm) condannato a quattro anni e sei mesi di prigionia;
Mirella Sommella (ex Vigilanza Bcsm) condannata a tre anni di prigionia;
Emilio Gianatti (ex vice Dg di Banca CIS) condannato a un anno e sei mesi col beneficio della sospensione della pena.
Prosciolti, invece, l’ex vicedirettore del CIS Marco Mularoni, l’ex Vicedirettore di Bcsm Raffaele Mazzeo, i consulente CIS Mario Fabiani e l’ex commissario di Asset Banca Roberto Venturini.
Ma, anticipato ciò, torniamo a quella primavera 2018 e a come il Consiglio Grande e Generale, o meglio la maggioranza AdessoSm, visto che in quel comma dell’odg dei lavori parlamentari l’intera minoranza non partecipò alla votazione, decretò la nomina della Tomasetti quale successore di Grais.

Il Pdcs, dunque, attacca fortemente il governo per la -come verrà definita in seguito- “questione-Titoli”. Attacca il primo giorno e riattacca il secondo, quando Gian Carlo Venturini (Pdcs) fornisce dettagli in più sulla precedente notizia di “comunicazioni giudiziarie” che sarebbero giunte ai membri del Ccr e che, già nel giorno precedente, suscitò la decisa smentita del Segretario di Stato agli Affari Esteri Nicola Renzi (Repubblica Futura), a sua volta membro in quei giorni del Comitato al Credito e al Risparmio (Ccr): “Notizie come queste sono lette anche fuori dal Paese e creano nocumento al Paese stesso soprattutto perché sono totalmente false”.
Senza sapere di preciso con cosa avesse a che fare, Venturini si era trovato di fronte un atto relativo alle “ordinanze-Morsiani” che hanno dato vita al “Caso-Titoli”, poi svelate in ogni loro dettaglio -come già accennato- da Marco Severini su queste stesse pagine elettroniche. Ma delle ordinanze Morsiani parleremo approfonditamente in seguito.
Venturini (Pdcs), quindi, due giorni prima di quel fatidico 10 maggio 2018, nel corso della stessa sessione consigliare, spiega all’Aula che col termine “comunicazioni giudiziarie” non si riferisce ad avvisi di garanzia, bensì a richieste di informazioni inviate ai membri dello stesso Ccr, sia a quelli in carica che a quelli presenti in quell’organismo istituzionale nella precedente legislatura. “…Nella giornata di ieri -affermò Venturini- due consiglieri del mio partito hanno ricevuto una convocazione giudiziaria che è stata poi riportata erroneamente dagli organi di stampa. Dopo quelle convocazioni mi sono stati riportati in via sommaria dei fatti e degli elementi molto gravi e significativi, credo ognuno di noi abbia l’obbligo di fare una riflessione su queste cose, su fatti risalenti all’ultimo anno che hanno segnato per molti anni il futuro del Paese”.
Rivelazioni che non fanno indietreggiare la maggioranza… “Anche oggi vedo meccanismi attivati per screditare e attaccare l’avversario a prescindere, al limite del lecito” è la replica chiara di Nicola Selva (Repubblica Futura); mentre Marco Podeschi parla di “vento cospirativo” e quasi sdegnato è l’intervento di Jader Tosi (Civico 10): “Si tirano fuori pseudo articoli di stampa che io non trovo, mi chiedo quali testate pubblichino articoli di così rilevanza per il destino della Repubblica. Sono andato sui principali organi di stampa, sammarinesi e italiani, ma non ho trovato nulla. E parlo di stampa. E ci spiegano i consiglieri Dc su quali dai muovono questa richiesta? Su cosa si basano queste richieste in parlamento? Sul ‘si dice’ da bar? Ci indicate a quale articolo di stampa vi riferite? Ah, ci si dice che saranno pubblicate domani? Noi oggi dovremmo decidere su cosa dirà la stampa domani? Ancora non trovate il tempo di vergognarvi?”.

Eloquente, per comprendere il delicato momento, l’intervento consigliare di Francesco Mussoni (Pdcs): “I due profili sottoposti in Commissione Finanze hanno riscontrato entrambi la mia personale accoglienza. Sono più propenso alla figura dell’Avv. Tomasetti, la scelta di governo e maggioranza mi troverebbe personalmente d’accordo. Ma il punto non è questo, non è la nomina del presidente Bcsm, ma che le notizie che stanno emergendo e auspico ci sia una lettura serena su un quadro preoccupante di quanto pare sia accaduto in ambito Bcsm dal 2017 a tutto il 2018, con i precedenti vertici. Ma non è chiaro qual è stato il ruolo politico del governo rispetto a questi fenomeni che si stanno esternando. La valutazione che faccio è che sarebbe bene chiarire e aspettare, non per la scelta delle persone, ma per capire se ci sono ancora residui di quei meccanismi di cui stiamo leggendo nelle logiche di selezione o nei rapporti con dominus esterni sammarinesi. Il tema è che ci sia stato in questo arco temporale su Banca Centrale un controllo di fatto esterno, un gruppo di persone che faceva scelte sul sistema finanziario e va chiarito, come va chiarito il ruolo del governo su quel meccanismo. Perché se non capiamo ci sia distanza da quel meccanismo per la nomina di Tomasetti, rischiamo di non garantire la reputazione a Banca centrale. Non è quindi la figura, sono inquietanti le comunicazioni che stanno emergendo. Abbiamo aspettato mesi, si prenda ancora del tempo per procedere alla nomina”.
Il comma Presidenza di Banca Centrale, alla fine -e per fortuna visto quanto accaduto dopo-, non viene rinviato e il 10 maggio 2018 la maggioranza, all’unanimità dei suoi presenti (anche se quanto accadrà in seguito lascia intendere che parte di AdessoSm si “pentì” di quella votazione), nomina Catia Tomasetti, prima donna alla Presidenza di Banca Centrale della Repubblica di San Marino.
Quella sessione consigliare del maggio 2018 fu un vero spartiacque per la storia moderna della Repubblica di San Marino e per il futuro di quel “gruppo criminoso” che, fino a quel momento, aveva imperversato assoggettando -secondo la ricostruzione fatta dal Commissario Elisa Beccari- la governance di Banca Centrale e almeno parte dell’amministrazione della giustizia agli interessi privati dello stesso gruppo. Arrivando, addirittura, come abbiamo visto in precedenza, ad influenzare, se non definire, i contenuti di decreti e atti di pura competenza governativa.
Enrico Lazzari