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Capitolo 29: Estate 2019, sparisce Banca CIS e trascina con sé il governo AdessoSm… Ma non spariscono gli enormi danni economici fatti al Paese. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?
Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:
– Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner
– Capitolo 26: Ottobre 2018, il “gruppo criminoso” perde il “controllo” di Bcsm: “cacciato” il direttore Moretti e dimessi Mazzeo, Siotto e Granata.
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E’ l’estate del 2019, per la precisione il 22 luglio, quando Banca CIS -attorno alla quale avrebbe ruotato gran parte del malaffare sovversivo del decennio scorso, che ha toccato il suo apice negli anni del Governo AdessoSm sostenuto e composto da Repubblica Futura, SSD e Civico 10 (quest’ultimi due oggi confluiti in Libera)- è oggetto del provvedimento di “risoluzione bancaria” dopo sei mesi di amministrazione controllata, in cui è stata guidata dal Commissario Sido Bonfatti.
Nelle stesse ore si apre la sessione estiva del Consiglio Grande e Generale, nella quale -come è ovvio- la mesta fine di Banca CIS ha un ampio spazio nel confronto che, nonostante l’appello al “senso di responsabilità”, al “superamento delle logiche di parte in favore di una fattiva collaborazione tra le forze politiche”, non sono mancate chiare accuse rivolte alla maggioranza dai banchi di opposizione.
Ben 61, fra consiglieri e Segretari di Stato, gli iscritti a parlare… Eloquente quello di Matteo Ciacci (Civico 10) in cui rivendica il ruolo attivo del suo partito -come si legge nel resoconto dei lavori dell’Agenzia DIRE- “nel cambio di passo, di metodo degli ultimi mesi” e in cui lancia un chiaro monito a chi, evidentemente, secondo lui, questo “cambio di passo” lo ha osteggiato o perlomeno non favorito: “…Chi sbaglia deve pagare”!, è il suo monito… Non appare un caso, dunque, che da lì a poche settimane, il 19 settembre 2019- si apra anche formalmente la crisi di governo, con le dimissioni della maggioranza giunte alle due di notte… La “caduta” di Banca CIS, così, sembra aver trascinato con sé anche il governo AdessoSm.
Ufficialmente, comunque, non ci sarebbe alcun collegamento fra i due eventi, anche se è difficile crederlo, visto che le tensioni interne alla maggioranza, aumentate esponenzialmente negli ultimi 15 mesi, sono andate di pari passo con l’emergere di sconvolgenti rivelazioni proprie delle cosiddette “ordinanze-Morsiani”, in cui -pur senza che ciò fosse citato apertamente- si poteva già evincere una pesante responsabilità politica del governo in carica… Responsabilità poi, negli anni successivi, confermata in una infinità di atti giudiziari propri dei processi istruiti attorno alla galassia Banca CIS.
Ad aprire il dibattito consigliare è toccato al Segretario di Stato alle Finanze, Eva Guidi (SSD) succeduta al dimissionario Simone Celli (SSD): “In questi primi passaggi -ha ricordato- la politica ha subito preso consapevolezza in maniera unitaria della necessità di un percorso comune che è stato fortemente ricercato dalla mia Segreteria, dal governo. Così ha giovato a una risposta di qualità da parte di tutta quanta l’Aula consiliare proprio la consapevolezza della situazione, basata su una piena trasparenza dei dati e delle informazioni disponibili. In tempi brevissimi la rete che ne è nata ha permesso di giungere a una legge innovativa in materia di risoluzione bancaria, predisposta da Banca Centrale, sulla base della mediazione fornita dalla politica, grazie ad incontri di condivisione preliminari anche alla stesura del testo normativo”.
“La legge (quella approvata all’unanimità; ndr) -ha aggiunto- determina anche il conferimento alla società pubblica della titolarità delle azioni giudiziarie attivata dall’amministrazione speciale della banca, quindi queste azioni saranno sotto il controllo dello Stato, in piena garanzia, e soprattutto permetteranno allo Stato di incamerare immediatamente i proventi, una volta definiti eventualmente dal giudice delle responsabilità”.
Durissime le censure, nonostante il “cambio di passo” -imposto a suon di collaborazioni con la minoranza da alcune componenti della maggioranza, gran parte di C10 in testa- che ha ridefinito gradualmente gli equilibri di potere fra Repubblica Futura, SSD e Civico 10 e, dal 18 maggio 2018, ha permesso la totale ridefinizione degli incarichi di vertice e di vigilanza in Banca Centrale, così liberata dal dominio di quel gruppo che il Pdcs, già nell’aprile 2017 aveva definito “sovversivo” in un esposto consegnato ai Capitani Reggenti e il Commissario della Legge Elisa Beccari, anni dopo, ha rinviato a giudizio con l’accusa di associazione a delinquere…
Ma cosa successe nella maggioranza? Chi, C10, isolò nella coalizione AdessoSm, cercando “sponda” nelle opposizioni così da determinare quel “cambio di passo” che ha permesso la sconfitta della famigerata “Cricca”, capace nei primi anni del governo AdessoSm di raggiungere l’apice in termini di potere, sia nella gestione bancaria che in quella politica (non dimentichiamo i tre “decreti-Confuorti” – leggi qui)? Ciacci, pur lasciandolo intendere, non lo dice… Ma qualcosa si può dedurre, facilmente, dall’intervento di Giancarlo Venturini (PDCS): “Abbiamo partecipato al tavolo con la maggioranza sulle crisi bancarie portando proposte, anche se non significa cancellare il giudizio sul governo sulle vicende Asset, Carisp e Cis in due anni e mezzo di legislatura. In questi ultimi mesi, di fronte alle difficoltà, abbiamo apprezzato l’apertura di C10 e Ssd su alcuni temi specifici, anche se abbiamo rilevato che all’interno della maggioranza non si sono arrestate spinte contrarie. E’ vero, i problemi del sistema bancario non nascono oggi, ma in questi due anni di governo le responsabilità sono evidenti”.
Si noti bene: “Abbiamo apprezzato l’apertura di C10 e Ssd” ricorda Venturini, leader del più rappresentativo partito di opposizione ad AdessoSm. Civico 10 ed SSD… Non cita Repubblica Futura… Poi, lo stesso, ricorda, in merito alle aperture, che “all’interno della maggioranza non si sono arrestate spinte contrarie”. Facile ora comprendere a chi si riferisse. Ma tant’è…
Durissime le censure -si diceva- levatesi dai banchi dell’opposizione: “Questa maggioranza -ha accusato Mariella Mularoni (PDCS)- sarà ricordata per le infinite azioni irresponsabili compiute, a partire dalla vendita degli npl di Cassa, del buco di bilancio di Cassa, dei decreti di luglio 2017, della chiusura di Asset, delle ordinanze e tante ce ne sarebbero da dire. Se le forze di opposizione si sono sedute al tavolo insieme a maggioranza, Bcsm, parti sociali per trovare soluzioni a due anni di disastri compiuti in questa legislatura è proprio perché consapevole di come la maggioranza non fosse all’altezza del suo compito, ossia traghettare il Paese fuori dalla crisi”.
Sta di fatto che, mentre il 22 luglio si chiude la parabola Banca CIS, il 19 settembre dello stesso anno, il 2019 -in pratica appena due mesi dopo- si chiude l’esperienza di governo della coalizione Repubblica Futura, Civico 10′ ed SSD… Ambedue le parabole hanno toccato il loro apice nel 2017, per poi precipitare progressivamente dalla primavera del 2018, in seguito alla partenza, da Bcsm, di Wafik Grais, Lorenzo Savorelli, Roberto Moretti, Filippo Siotto e Ugo Granata, e alla nomina di Catia Tomasetti alla presidenza di Banca Centrale.
Cartina tornasole di questo “cambio di passo” è senza dubbio l’ispezione che, avviata il 7 dicembre 2018, dopo due verifiche simili “inquinate” negli anni precedenti e capaci di creare un devastante “terremoto” in Bcsm, ha portato la Vigilanza di Banca Centrale a verificare la situazione di Banca CIS… E questa volta, per la prima volta, il lavoro degli “ispettori” è terminato, il 9 aprile 2019, con una relazione seria, non “inquinata” da condizionamenti e capace di fotografare la “voragine” nei bilanci dell’istituto di credito guidato da Daniele Guidi, quantificata in una potenziale perdita fra 70 e 86 milioni di euro.
In particolare, gli ispettori hanno rilevato che, “in barba a tutte le segnalazioni effettuate dalla Vigilanza di Bcsm per 10 anni -ha sintetizzato la Commissione parlamentare d’inchiesta- Banca CIS non abbia mai posto in essere le raccomandazioni circa il rientro delle esposizioni non garantite, che hanno invece accresciuto il proprio debito, non abbia migliorato e reso efficienti i servizi di controllo interni e abbia continuato nella pratica di porre titoli di terzi impegnati in Pronto Contro Termine per ottenere linee di liquidità per la Banca, dfeterminando così la circostanza per cui, una volta inadempiente nel rientro del prestito, i clienti, ignari si vedono azzerare il sottostante del proprio PCT”.
“Tale prassi -continuava la relazione finale della stessa Commissione Consigliare d’inchiesta- risulta particolarmente dannosa poiché sono posti a garanzia di linee di credito con banche straniere anche i titoli a tutela degli investimenti dei Fondi Pensione gestiti dall’ISS: quando, dopo il commissariamento, il CIS risulta inadempiente al saldo di tale linea di credito, si determina de facto la sparizione dei titoli a garanzia dei Pct dei fondi pensione per circa 42 milioni di euro e, quindi, il corrispondente danno economico” ad un “patrimonio di tutti i lavoratori sammarinesi”.
Dunque, nell’estate del 2019 Banca CIS cessa di esistere (trasformata in Banca Nazionale Sammarinese in base ai termini della “risoluzione”) e, con essa, qualche settimana dopo, anche il governo AdessoSm e la sua coalizione composta da Repubblica Futura, SSD e Civico 10… Non “spariscono”, invece, i danni che si sono creati in quegli anni al Paese e che, sulla base dei procedimenti giudiziari in corso e dei bilanci dello Stato predisposti negli anni a venire, sembrano essere superiori agli 800 milioni di euro e, forse, addirittura quantificabili in circa un miliardo di euro…
Anche alla luce dei temi trattati in questo 29° capitolo, così, torniamo alla solita domanda: Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?
Enrico Lazzari