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  • San Marino. Capitolo 9: Con la nomina di Savorelli alla Direzione generale, Bcsm finisce sotto il pieno e diretto controllo del “gruppo criminoso”. Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?

    Le “puntate” precedenti della “serie” Repubblica Futura “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?:

    Capitolo 1: Antonella Mularoni e la “cacciata” di Caringi durante l’ispezione a Banca Partner

    Capitolo 2: Antonella Mularoni al fianco di Gatti (che oggi si vergogna di quelle azioni) nell’esercitare “ingerenze e pressioni” su Bcsm 

    Capitolo 3: le azioni del governo a guida Alleanza Popolare (2008-2012) apparentemente decisive per la nascita di Banca CIS e per aver avviato la devastazione del sistema bancario sammarinese.

    Capitolo 4: le misteriose dimissioni del Commissario Rita Vannucci che permisero al Giudice Alberto Buriani di diventare il magistrato più potente del Titano.

    Capitolo 5: col “Mazzini” il Tribunale “spazza via” una generazione politica aprendo la strada a nuovi “potenti” che nominano Grais alla Presidenza Bcsm

    Capitolo 6: San Marino. Capitolo 6: primavera 2015, una registrazione “nascosta” costringe il Generale Gentili a lasciare il comando della Gendarmeria.

    Capitolo 7: Un’indagine del Commissario Buriani su Dg e Responabile Vigilanza “decapita” Bcsm durante un’ispezione in Banca CIS.

    Capitolo 8: Primo atto della scalata nelle Istituzioni, la politica nomina Wafik Grais Presidente e spinge il “gruppo criminoso” alla guida di Bcsm.

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    Con Wafik Grais nominato il 21 gennaio 2016 -sulla base di un controverso bando pubblico internazionale- dal Consiglio Grande e Generale successore del dimissionario Renato Clarizia alla Presidenza di Banca Centrale di San Marino (Capitolo 8 – leggi qui), resta ancora vacante la “poltrona” del Direttore Generale, “abbandonata” da Mario Giannini in seguito al suo coinvolgimento in una indagine condotta dal Commissario Alberto Buriani che, come spiegato in precedenza (Capitolo 7 – leggi qui), a ridosso di una ispezione presso Banca CIS, si è abbattuta sul Responsabile del Coordinamento di Vigilanza di Bcsm, Andrea Vivoli, a sua volta dimessosi da quel ruolo e, a “cascata” -direttamente e indirettamente- sul resto dei vertici.

    Quel 21 gennaio 2016 è una data “chiave” per la scalata del “gruppo criminale” (così è indicata la “Cricca” in atti giudiziari preliminari) all’occupazione dei posti di potere delle Istituzioni e della gestione di realtà chiave della governance finanziaria e bancaria sammarinese. Con la “salita” di Grais alla guida di Bcsm, difatti, per la prima volta un presunto sodale di questa ipotizzata associazione a delinquere che -come si deduce sempre da situazioni giudiziarie- avrebbe ridotto le casse pubbliche con le “pezze” al sedere, si ritrova nella massima carica del più importante ente di vigilanza e governo di uno dei più delicati settori economici del Titano.

    Ma il controllo di Banca Centrale, con il solo Grais, non può essere totale e il perseguimento della “mission sovversiva” potrebbe venire vanificato dall’arrivo di un Direttore Generale non “allineato”.

    E il nuovo DG arriva… E’ l’11 marzo 2016 quando il Consiglio Direttivo di Bcsm nomina Lorenzo Savorelli a quel delicato incarico, il quale nella seduta del successivo 16 marzo riceve anche il “gradimento” del Consiglio Grande e Generale.

    Per meglio comprendere il “peso” di questa nomina nel perseguimento degli obiettivi della “Cricca”, è necessario fare un salto in questo 2024, nel decreto di rinvio a giudizio per associazione a delinquere disposto dal Commissario della Legge Elisa Beccari nei confronti dello stesso Savorelli, pur ricordando che non contiene verità giuridiche ormai “certificate” da una sentenza definitiva, ma soltanto una inquietante ipotesi accusatoria, pur predisposta da fonte autorevole (leggi qui).

    Lorenzo Savorelli -vi si legge- in qualità di collaboratore ed esecutore dell’associazione a delinquere, reclutato da Francesco Confuorti e Wafik Grais, asserviva i poteri pubblici derivanti dal ruolo di Direttore Generale di Bcsm nell’interesse del sodalizio e per la persecuzione delle finalità programmate”. In tal senso, così, “coordinava i i funzionari di Bcsm, legati a Confuorti e da lui direttamente reclutati per il ruolo, all’interno dell’istituto e quale pedissequo esecutore degli ordini di questi siano alla data del suo licenziamento”; in pratica, “agevolava e consentiva le operazioni pianificate” dal finanziere lucano “sul sistema finanziario sammarinese nell’interesse di Banca CIS”.

    Inoltre -spiega l’ipotesi accusatoria- Savorelli “si interponeva abusando dei suoi poteri per tenere indenne Banca Cis dagli esiti dell’ispezione effettuata nel 2016”, accordandosi “indebitamente con Guidi per una rivisitazione cartolare” delle risultanze della medesima ispezione.

    Un aspetto specifico delle accuse, quest’ultimo, che presenta una chiave di lettura inquietante sugli eventi immediatamente precedenti, del 2015, ovvero sulla “decapitazione” di Banca Centrale e del Responsabile della sua vigilanza, in seguito ad una indagine condotta dal Commissario Buriani (a sua volta indicato con un sodale dello stesso “gruppo criminoso” negli atti della Beccari) a ridosso di una ispezione presso Banca CIS. Quella stessa ispezione che parrebbe, poi, essere stata “aggiustata” nei contenuti da Daniele Guidi (Dg di Banca CIS, a sua volta presunto sodale dell’associazione a delinquere, già oggetto di una condanna in secondo grado per fatti attinenti la galassia delle indagini sulla stessa banca) e dal nuovo Direttore Generale di Bcsm, Savorelli appunto, subentrato a chi si dimise -aspetto determinante in questa analisi “maliziosa”- perché indagato da Buriani e dal suo pool.

    Acquisito ciò, torniamo ai fatti di quel marzo 2016. Precisamente al giorno 11, quando il Consiglio Direttivo di Banca Centrale di San Marino, presieduta dal neoeletto Grais, nomina Lorenzo Savorelli all’incarico di Direttore Generale.

    Il successivo 16 marzo detta nomina è chiamata a passare anche il vaglio, a ricevere il “gradimento” nel Consiglio Grande e Generale, cosa che avviene a maggioranza, grazie al voto favorevole, quindi, di PDCS, NS, PSD e AP.

    Annuncio il profilo scelto dal Consiglio Direttivo di Banca Centrale, a completamento della governance” di Banca Centrale, apre il dibattito Giancarlo Capicchioni, Segretario di Stato alle Finanze: “…Il nuovo presidente di Banca Centrale è già al lavoro. La nomina del direttore generale era un’urgenza. Il Consiglio Direttivo di Banca Centrale ha individuato il profilo necessario seguendo le direttive del Consiglio Grande Generale. E’ stata selezionata una rosa di 5 candidati, scesa a tre. E’ stato poi indicato Lorenzo Savorelli, nato a Firenze. Il suo percorso di studi è di carattere internazionale. Ha ricoperto ruoli nel settore privato e di responsabilità in istituzioni come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Esperto di vigilanza e sistemi pensionistici, ha all’attivo docenze universitarie e pubblicazioni scientifiche”. Sembrava, così, l’uomo perfetto… Almeno secondo la presentazione dell’allora Segretario di Stato alle Finanze del governo sammarinese.

    Così, però, col senno di poi, non sarebbe stato. Da quel momento, infatti, il “gruppo criminoso” di cui Marino Grandoni è accusato di essere il fondatore e il “capo”, di cui Francesco Confuorti e Daniele Guidi sono accusati di esserne stati le due “braccia operative”, e di cui il Commissario Alberto Buriani è accusato di essere l’incaricato di assoggettare Giustizia e Diritto agli interessi del medesimo “gruppo criminoso”… Da quel momento -si diceva-, dalla nomina di Savorelli alla Direzione Generale di Banca Centrale, lo stesso organismo istituzionale di governance e vigilanza bancaria e finanziaria appariva sotto il pieno e diretto e diretto controllo della cosiddetta “Cricca”. Non sembra essere un caso, quindi, che da quel giorno, sul Titano, il potere di quella -per ora- presunta associazione a delinquere sia cresciuto esponenzialmente fino ad avere il potere di, addirittura, sottoporre illegittimamente ad una liquidazione amministrativa coatta nientemeno che uno dei più importanti istituti di credito sammarinesi concorrenti di Banca CIS e arrivando quasi a coronare il piano di fusione fra la stessa Banca CIS e Cassa di Risparmio, dopo una svalutazione controversa degli attivi di quest’ultima, quantificata in circa 500 milioni di euro.

    Ma queste sono altre storie, che approfondiremo nei prossimi “capitoli” di questo ampio approfondimento. Per ora, abbiamo fissato -al fianco di altri precedente posti- un altro importante “puntino” sulla carta bianca, nell’attesa che l’unione di tutti questi -come in un celebre gioco della Settimana Enigmistica dei tempi che furono- possa definire un disegno, un quadro chiaro di tutto quanto accaduto nel decennio scorso, rivelatosi devastante per il sistema bancario e per il Diritto della più antica Repubblica del mondo. E, magari, di dare una risposta alla domanda che è il filo conduttore di questa serie di approfondimenti: Repubblica Futura (ma non solo essa, verrebbe oggi da aggiungere) “contro” GiornaleSM per nascondere sotto il tappeto un passato politicamente scomodo?

    Enrico Lazzari