San Marino. Caso Filipin, quando vince il “quarto potere”! Dal “web” la lezione ai “Montanelli” biancazzurri … di Enrico Lazzari

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  • …E vissero tutti felici e contenti! Finiscono così un po’ tutte le più celebri fiabe. E, talvolta, anche qualche tragicomica situazione che malcapitati cittadini si ritrovano, loro malgrado a vivere.

    Infatti, se nelle fiabe il lieto fine è la consuetudine, nella vita reale ciò non è per nulla scontato, specie se le vicissitudini si abbattono su investimenti o imprenditori, che si ritrovano, alla fine, con attività “cotte” e patrimoni compromessi.

    …E vissero tutti felici e contenti, per una volta, è la conclusione di una di queste vicissitudini tutte sammarinesi.

    Mi riferisco alla vicenda che ha visto malaugurato protagonista Sean Filipin, detentore della maggioranza di Riunione Assicurativa Sammarinese srl -semplificando all’estremo- prima acquistata, poi -nel novembre 2021- d’ufficio restituita al venditore e in questi giorni nuovamente restituita all’acquirente, riconosciuto definitivamente legittimo proprietario.

    …E vissero, è il caso di dire, tutti felici e contenti! Compreso chi ha “accettato documentazione falsa” e chi quella stessa documentazione l’ha prodotta. Non risultano, al momento, infatti, provvedimenti di sorta nei confronti di chi è responsabile di quegli errori che hanno tolto il sonno per mesi ad un imprenditore straniero che ha scelto il Titano per investire i suoi soldi e avviare la sua nuova attività.

    Il non scontato lieto fine, in questa vicenda che di certo non contribuirà a favorire la salita in Repubblica di nuovi investitori esteri, è stato sancito pochi giorni fa in una comunicazione che l’Ufficio Attività Economiche ha inviato allo stesso Filipin ammettendo di -come si legge in un comunicato emanato dal medesimo imprenditore lunedì scorso- “aver accettato documentazione falsa, prodotta unilateralmente dal notaio Tania Ercolani, come pretesto per variare le iscrizioni a pubblico registro; aver mantenuto iscritte annotazioni false sul pubblico registro; ignorato per mesi, dal dicembre 2021, le legittime richieste trasmesse” dal socio di maggioranza di Ras “e dai suoi legali all’ufficio ai fini del ripristino dell’effettiva proprietà presso il registro pubblico”.

    Ora, però, anche alla luce del muro di gomma istituzionale con cui si scontrava Filipin nelle prime fasi di questa disavventura, mi viene naturale una domanda: sarebbero finiti col vivere tutti felici e contenti se un “blog” -così amano definire GiornaleSm i suoi detrattori, ignorando che l’informazione online ha ormai soppiantato drasticamente in tutto il mondo quella cartacea- al contrario di altri media biancazzurri, non avesse coraggiosamente deciso di prestare una forte attenzione a questa vicenda?

    Impossibile dirlo con certezza… ma è un dato di fatto, riconosciuto -non esplicitamente ma implicitamente dallo stesso Ufficio Attività Economiche secondo il comunicato di Filipin-, che le “legittime richieste” dell’imprenditore sono state “ignorate per mesi. Fino a che il “testardo” -in senso positivo ovviamente- Marco Severini, “padre” di GiornaleSM, ha puntato la sua attenzione sul caso, portandolo ad essere di dominio pubblico.

    Non sapevo più che pesci pigliare -mi raccontò a suo tempo Filipin, incontrato casualmente sul Titano-. Ovunque mi rivolgevo trovavo un muro di gomma impenetrabile. Poi, quando la vicenda è diventata di dominio pubblico, finalmente questo muro si è prima incrinato e poi è crollato…”.

    E’ proprio questo il tema che voglio affrontare: il ruolo dell’informazione, non a caso definito quarto potere. Un potere che in una democrazia compiuta deve affiancare i tre cardini del sistema, ovvero il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Specie in questi anni dove anche il Titano sembra avere subito pesantemente il dominio di uno di questi tre poteri, quello giudiziario (peraltro in alcune sue componenti forse addirittura “deviato”), il “quarto” potere diventa l’ultimo baluardo, l’ultima trincea in difesa della democrazia. E quindi del diritto, ovvero di quell’insieme di principi che pongono tutti, dal vertice delle istituzioni all’ultimo dei cittadini, sullo stesso piano di fronte a leggi e disposizioni.

    La democrazia e il diritto sono conquiste costate tantissimo. Conquiste che, però, vanno tutelate ogni giorno perchè non basta la “dicitura” Repubblica” per comprovare un sistema democratico.

    Corporazioni, lobbies, “logge”, mafie, massonerie -storicamente capaci di inquinare i poteri esecutivo, legislativo, giudiziario e gli stessi media- minacciano ogni giorno la qualità del Diritto in quanto tale.

    Il “caso Filipin” appare quanto mai eloquente in tal senso.

    Non solo per il “muro di gomma” con cui l’imprenditore italiano si è trovato a scontrarsi -forse espressione di questo, chiamiamolo, “corporativismo” nazionalistico o, forse, di “amicizie” profonde fra i diversi protagonisti (chissà?)-, ma anche per le pressioni a “mollare”, quanto mai esplicite e decise, che si sono riversate su chi -Marco Severini appunto- aveva reso pubblica una vicenda che, vien da pensare, per risolversi “alla sammarinese” non doveva diventare di dominio pubblico.

    Ma il “blog” non ha mollato… Anzi, ha rilanciato! …Celebre la diretta Facebook dalla sede di RSA durante l’ispezione di Banca Centrale. 

    Dal “blog” ha dato una lezione di giornalismo ai Montanelli biancazzurri. E ha ribadito la grande forza dell’informazione (web, televisiva o cartacea che sia), nonché il ruolo chiave che il cosiddetto “quarto potere” -nel caso “elettronico”- può, anzi deve, sempre avere in tutela del Diritto… E quindi della democrazia.

    Proprio la formula “online”, per i suoi costi inferiori rispetto altre tipologie di informazione, può offrire maggiori garanzie in tal senso, non dovendo necessariamente dipendere, per sopravvivere, dalla “generosità” della lobby o del partito “amico”. Una condizione, questa, esasperata in una realtà piccola come quella sammarinese, dove, oggi, i media tradizionali devono scontrarsi con un bacino di utenza limitato e una “tiratura” giornaliera, per i quotidiani cartacei, di qualche decina di copie, chiaramente insufficienti sia per proporsi come veicolo pubblicitario che altrettanto insufficienti per garantire equilibrio di bilancio e utili per l’editore… Altro che “quarto potere!”

    La morale di questa vicenda che ha visto malaugurato protagonista Filipin è chiara: solo con una informazione libera, attenta, vigile e, soprattutto, “elettronica”, anche sul Titano, negli anni a venire, si potrà vivere tutti felici e contenti!

    Enrico Lazzari