San Marino. Chiesta la testa di Fabio Zanotti

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Odg delle minoranze: “Deplorevole che decisioni relative a Carisp vengano discusse in organismi improvvisati e totalmente inventati, come quello della ‘delegazione ristretta’ imposta dal Presidente Zanotti, non prevista dalle normative vigenti né dotata di alcun potere decisionale o di qualsivoglia altra natura, priva di procedure codi cate e trasparenti, avversa al codice etico di Cassa di Risparmio, lesiva dei diritti dei Consiglieri esclusi…”

Mercoledì 13 si aprirà un’altra lunga sessione consiliare, quella di febbraio. Molti i punti all’ordine del giorno tra i quali spicca quello dedicato al dibattito sulle dimissioni di Simone Celli e sulla sua sostituzione. Ci sono poi ordini del giorno che dovranno essere votati e che è facile prevedere, contribuiranno a tenere ‘caldo’ il clima.

Giova ricordare come nell’ultima seduta la coalizione Adesso.sm abbia deciso di andare avanti imperterrita non votando l’org delle opposizioni che chiedeva la revoca delle manleve a chi ha compiuto il disastro su Asset che si è poi abbattuto sull’intero Paese non solo in termini di fuori-uscita di liquidità (che ha avuto un peso di circa un miliardo di euro).

L’attenzione ora si sposta sul presidente di Carisp Fabio Zanotti al centro di un odg che le minoranze chiedono venga votato in aula. Si chiede che nei riguardi dell’attuale presidente di Carisp (già consigliere di Bcsm nella stagione Savorel- li-Grais.

Alla fine di agosto, inizio settembre 2017 sono arrivate in rapida successione le dimissioni di Savorelli e Zanotti) vengano valutate azioni di responsabilità per eventuali danni legali e reputazionali e che esso sia immediatamente sostituito. Non sussistono infatti più – si legge nell’odg – i presupposti di fiducia nei suoi riguardi dopo la lettura di stralci dei verbali del cda di Carisp con il riferimento al ricorso presentato da alcuni dei membri del consiglio di amministrazione (prof. Vento, dott. Francini e prof. Forcellini) il 20 agosto 2018.

Zanotti si sarebbe infatti rifiutato di consegnare a tutti i membri del cda il documento da essi richiesto limitandosi a darne lettura nonostante fosse indirizzato all’intero Cda, contenente la comunicazione dell’allora segretario Celli sul fatto di valutare con urgenza l’ipotesi di aggregazione tra Carisp e altri istituti bancari.

A tale comunicazione il presidente Zanotti avrebbe dato seguito mediante l’estromissione di alcuni consiglieri (Vento, Francani e Forcellini) ovvero attraverso la creazione di una delegazione ristretta che peraltro non ha tenuto in alcun conto il fatto che Vento fosse l’unico all’interno del Cda a vantare esperienze professionali legate alle fusioni bancarie.

“Reputando deplorevole – è scritto nell’odg – che decisioni relative alla Cassa di Risparmio vengano discusse e approfondite in organismi improvvisati e totalmente inventati, come quello della “delegazione ristretta” imposta dal Presidente Zanotti, non prevista dalle normative vigenti né dotata di alcun potere decisionale o di qualsivoglia altra natura, priva di procedure codificate e trasparenti, avversa al codice etico di Cassa di Risparmio, lesiva dei diritti dei Consiglieri esclusi, contraria agli interessi e alle prerogative dell’Ecc.ma Camera, ritiene non sussistano più i presupposti di fiducia nei confronti dell’avv. Fabio Zanotti nella sua veste di Presidente della Cassa di Risparmio di San Marino”.

Impossibile non notare a questo punto che mentre in certi casi gli organismi istituzionali sono stati ‘ristretti’, in altri casi non si stia invece esitando ad ‘allargarli’.

La RepubblicaSM

 

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