San Marino. Commissione Esteri di ieri giovedì 21 febbraio. Gli interventi dei commissari by Dire – SMNA

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COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE
ED IMMIGRAZIONE, SICUREZZA E ORDINE PUBBLICO, INFORMAZIONE

-GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO- 

+++Il progetto di legge “Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e l’attività dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale” viene approvato con 12 voti a favore, 2 astrnuti e 0 contrari+++

L’adesione di San Marino al Global Compact e la questione ‘targhe’ sono tra gli argomenti affrontati in comma Comunicazione dalla Commissione Affari Esteri, riunita oggi a Palazzo Pubblico, e su cui si è concentrato il dibattito. Nel suo riferimento introduttivo, il Segretario di Stato Nicola Renzi  chiarisce i termini dell’adesione di San Marino al Patto globale per la migrazione sicura-Global Compact, lo scorso dicembre. “L’interpretazione che deve essere data alla partecipazione di San Marino al Global Compact- precisa- non è quella di favorire migrazioni indiscriminate, non è assolutamente che ‘San Marino apre le porte ai migranti’”. Diversamente, “essere tra i 164 paesi che hanno aderito- chiarisce il Segretario di Stato- vuol dire lottare contro le forme di immigrazioni illegali e prevenire fenomeni migratori incontrollati e dannosi che possono favorire terrorismo, tratta di esseri umani etc…”. Rilevante infine è che il G. C. “sia legalmente non vincolante- aggiunge- è la sottoscrizione e condivisione di principi, per cui non necessita di ratifica”. 

Sulla questione targhe, presenta un Odg Matteo Zeppa, Rete, sottoscritto da Mdsi, Pdcs, Psd e dall’indipendente Tony Margiotta per “impegnare il governo nel recarsi immediatamente presso gli omologhi rappresentanti istituzionali italiani per addivenire a una soluzione immediata della problematica”. In replica, il Sds Renzi rivendica il risultato della circolare ministeriale interpretativa che ha fortemente limitato i casi di sequestri e sanzioni.  “E’ stato il primo risultato delle sensibilizzazioni fatte- sottolinea- certo, non risolve la situazione”. Stigmatizza quindi l”iniziativa dell’opposizione: “Davvero qualcuno pensa che la soluzione sia nel piantonare davanti a un ministero?- interroga- La soluzione è far sentire la propria voce, e noi ci stiamo adoperando per ogni iniziativa utile a questo scopo”. 

Un secondo Odg presentato da Zeppa, e sottoscritto dalle opposizioni, riguarda le residenze elettive, per impegnare il governo “alla possibilità di poter prendere visione delle intere documentzioni attestanti le richieste pervenute e depositate presso il Dipartimento Affari Esteri per entrambe le tipologie della suddetta legge”.

Nel corso del comma Comunicazioni, da parte del commissario Gian Carlo Capicchioni, Psd, viene poi presentata una mozione d’ordine per richiede di svolgere in seduta pubblica il comma 17, relativo al riferimento del Sds Affari Esteri sullo stato di avanzamento dell’accordo di associazione con l’Ue previsto nella giornata di domani. A motivare la richiesta, l’approvazione da parte del Consiglio grande e generale, nella seduta di venerdì scorso, di un Odg presentato dal Psd per promuovere la condivisione delle informazioni sulla negoziazione dell’accordo.

Tra le comunicazioni, infine, viene annunciata- da parte del Sds Esteri e del presidente Alessandro Bevitori- la visita del Gruppo Efta a San Marino nel mese di marzo, che incontrerà una delegazione della Commissione, nella giornata di giovedì 21 marzo.

Concluso il comma Comunicazioni, nel corso della seduta viene esaminato e approvato a larga maggioranza il progetto di legge “Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e l’attività dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale”: 12 i voti a favore, 2 astenuti e 0 contrari. E’ indicato come relatore unico Margherita Amici, Rf. Nel corso del dibattito sul provvedimento viene sottolineato a livello bipartisan il sostegno all’adeguamento agli standard internazionali su tali materie e all’attività dell’Aif che ha collaborato alla redazione del provvedimento.

La seduta termina con il riferimento del Segretario di Stato su nomine e revoche di rappresentanti diplomatici. I lavori riprenderanno domani mattina, con la previsione della seduta segreta per il comma 17 (la mozione del Psd sarà votata comunque domani).

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

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Comma 1 Comunicazioni

Nicola Renzi, Sds Affari Esteri

Il mio riferimento è relativo a più punti, il primo rispetto alla sigla del Memorandum d’intesa tra San Marino ed Emirati e Arabi Uniti sull’esenzione reciproca dall’obbligo del visto di ingresso,  firmato ad Abu Dhabi l’11 luglio scorso.  

Quindi sull’ Adesione al Patto globale per la migrazione sicura-Global Compact- a cui la Repubblica di San Marino ha dato formalmente il sostegno ai principi contenuti nel patto sull’immigrazione nella sessione delle Nazioni unite dello scorso dicembre. Il Global compact aveva l’obiettivo fondamentale di trovare un quadro di riferimento condiviso che permettesse di affrontare la problematica delle migrazioni in modo legale, di lottare contro i fenomeni distorsivi- come il traffico e la tratta di esseri umani- che mettono in discussione la dignità delle persone. Malgrado le letture negative che sono state a questa adesione, l’interpretazione che deve essere data alla partecipazione al Global Compact non è quella di favorire migrazioni indiscriminate. Non è assolutamente che ‘San Marino apre le porte ai migranti’, il G. C. è lo strumento perché le migrazioni siano ordinate.  Abbiamo un nostro sistema di regole e leggi che dicono chiaramente quali sono i requisiti per accedere in territorio e quello non è in discussione. Essere tra i 164 paesi che hanno aderito vuol dire lottare contro le forme di immigrazioni illegali e prevenire fenomeni migratori incontrollati e dannosi che possono favorire terrorismo, tratta di esseri umani etc…

Rilevante poi è che il G. C. sia legalmente non vincolante: non si tratta infatti di un accordo, sottoscrivendo il quale il Paese si prende impegni normativi. E’ la sottoscrizione e condivisione di principi, per cui non necessita di ratifica. 

Adesione al ‘Paris call‘,  promosso dal presidente francese Macron, il 21 gennaio scorso, si tratta di un accordo per “la fiducia e sicurezza nel cyber spazio”, cui hanno sostenuto la dichiarazione, insieme a San marino,, 63 paesi e un centinaio di aziende.

Quindi, sulla prossia visita del gruppo Efta a San Marino, prevista a marzo. Il gruppo Efta si occupa anche delle relazioni tra Ue e paesi quali Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.  L’incontro si inquadra nel percorso di San Marino per l’accordo di associazione europea e  consentirà di acquisire utili elementi informativi sul nostro Paese. La Commissione esteri sarà coinvolta in un incontro previsto il 21 marzo prossimo. 

Sulla recente visita a Palazzo Chigi mia e del Segretario Guidi: ribadisco che rappresenta la bontà dei rapporti e la volontà di lavorare intensamente per trovare migliori soluzioni per il rilancio delle relazioni della Repubblica italiana e della Repubblica di San Marino. I rapporti a livello formale sono buonissimi e continuano ad implementarsi a livello informale. Rispetto ai punti di problematicità, come le immatricolazioni dei veicoli, stiamo lavorando a una soluzione, e ci sono poi tantissimi dossier che stanno procedendo in maniera fruttuosa e che potranno darci risultati in tempi brevi. Riferirò in Commissione quando avremo dati più consolidati.

Tony Margiotta, Gruppo Misto

Il Segretario nella sua comunicazione ha velatamente introdotto l’argomento delle problematiche delle taghe sammarinesi con l’Italia, dicendo che appena avrà informazioni più specifiche, ci potrà dare delle risposte. Ma credo sia importante approfondire e trovare una soluzione immediata, molte nostre imprese hanno riscontrato grosse problematiche per il ‘caos targhe’. E’ stata già sequestrata un’auto. Anis ha chiesto all’ambasciatore italiano di intervenire, e non al Segretario di riferimento, questo fa pensare ci sia la necessità di un interlocutore diretto con l’Italia. Chiedo di approfondire questo argomento. A fronte di un problema che potrebbe essere risolto in tempi brevi, la politica estera sammarinese si dimostra invece debole, incapace di rapportarsi con un interlocutore direttoe ci troviamo ancora lo stesso problema dopo due mesi. 

Jader Tosi, C10

Mi sono informato, ci sono indicazioni precise dal ministero, tanto che non ci sono stati sequestri di mezzi targati San Marino. Ci sono problemi semmai legati alle residenze fittizie sammarinesi: il passato lo conosciamo tutti, prima questo Paese ne trae gli insegnamenti e meglio è. Le aziende hanno bisogno di certezze, è vero, ma per averle bisogna eliminare condizioni distorte che hanno dato fastidio. Al consigliere Margiotta: ci sono dati oggettivi rispetto a questo sequestro? Probabilmente non era di un’azienda e ci saranno stati altri problemi. 

Tony Margiotta, Gruppo Misto

Io non ho detto che l’Italia per ripicca ha fatto quest’azione, addirittura il Segretario ha parlato di ‘dimenticanza’ da parte dell’Italia. Ribadisco semplicemente che, se c’è stato il problema, bisogna risolverlo. 

Gian Carlo Capicchioni, Psd

Intervengo sul comma 17, per cui è previsto il Riferimento trimestrale del Segretario di Stato per gli Affari Esteri sullo stato di avanzamento dell’accordo di associazione con l’Unione Europea, in seduta segreta. Come sappiamo tutti, il 15 febbraio, il Consiglio Grande e Generale ha approvato un Odg dove si chiedeva, di “rendere la negoziazione dell’accordo con l’Ue un valore condiviso”. Per questo, noi presentiamo una mozione che è in linea con l’Odg approvato per render il comma 17 non più segreto, è quello che il Consiglio ha approvato il 15 febbraio. Capisco che la convocazione di questa Commissione era del 14 febbraio e non poteva tenerne conto. Ora penso che anche i commissari debbano convenire che il comma si debba tenere in seduta pubblica. Presenterei una mozione d’ordine in tal senso. “In relazione all’Ordine del giorno approvato dal CGeG in data 15 febbraio 2019 che richiede d’ ‘rendere la negoziazione dell’accordo con l’Ue un valore condiviso’, Considerando che il riferimento in comma segreto sullo stato di avanzamento dell’accordo di associazione con ‘Ue è stato inserito in una convocazione di codesta Commissione prima dell’approvazione del suddetto Odg’ (…) Si richiede di svolgere il comma 17 della presente convocazione in seduta pubblica o in subordine di rimuovere il vincolo di segretezza per permettere ai consiglieri di analizzare le informazioni ricevute nell’ambito delle attività dei partiti di appartenenza”.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Sulla Questione Global compact, è vero che non è un’adesione. Posso convergere con le sue opinioni Segretario e che quanto deciso in quel contesto è assolutamente condivisibile, il problema è che noi come Commissione Esteri lo veniamo a sapere tre mesi dopo. Manca la volontà da parte della sua Segreteria di condividere preventivamente argomenti su cui ci può essere intesa.

Veniamo alla questione targhe: come Dim con altri gruppi di opposizione presenteremo due Odg in cui chiediamo al Segretario di attivarsi. Collega Tosi, qui non è il problema di quanti casi ci siano, a me risultano tre ditte cui è stato sequestrato il mezzo, nonostante avessero la delega. Qui però c’è un problema politico da risolvere a livello politico. Non interessa alla politica che lei, Segretario, dica che i rapporti sono buonissimi con l’Italia, interessa che lei vada a Roma a risolvere politicamente il problema. E’ da qui evidente che mancano rapporti politici con l’Italia. 

L’altro Odg che presentiamo è relativo alle Residenza elettive, in particolare, ad una residenza elettiva nota, quella di Turki, su cui si stanno dipanando una serie di questioni giudiziarie. Ali Turki aveva acquisito un immobile poi non riscattato. In tre riferimenti sulle residenze elettive qui dentro non è stato detto nulla.  Do lettura degli Odg.

Odg presentato da Dim sottoscritto da Pdcs, Ps e dall’indipendente Tony Margiotta

1) Tenuto conto dell’articolo 29 bis del Decreto Sicurezza italiano che ha introdotto il divieto di circolazione per veicoli con targa straniera guidati da residenti italiani; valutate le recenti dichiarazioni del Segretario agli Esteri in data 10 gennaio 2019 rilasciate presso la tv di Stato, in cui annunciava uno scambio di note tra i referenti omologhi dei dicasteri interni ed esteri sammarinesi ed italiani “per sensibilizzare ulteriormente a una rapida soluzione della problematica” e rimarcando che questi atti, unitamente ad altri “corroborino il fatto che noi (il governo) siamo convinti che si possa arrivare a una soluzione in tempi molto rapidi”; (…) evidenziando infine che al di là dei buoni propositi rappresentanti non siano nel frattempo sopraggiunte novità in merito alla questione, e nemmeno documenti ufficiali presentati nei luoghi opportunamente deputati, ingenerando e aumentando difficoltà sia per soggetti privati sia per aziende; La Commissione consiliare Affari Esteri impegna il governo nel recarsi immediatamente presso gli omologhi rappresentanti istituzionali italiani citati in preambolo per addivenire a una soluzione immediata della problematica.

Odg presentato da Dim sottoscritto da Pdcs, Ps e dall’indipendente Tony Margiotta

2)  Considerata la legge 94/2017 e in particolare l’art.19 ‘introduzione dell’articolo 16 bis nella legge 28 giugno 2010 n.118” e successive modifiche, con particolare riferimento alle residenze elettive; tenuto conto che all’interno dei riferimenti spettanti trimestralmente al Sds Affari Esteri verso la Commissione consiliare Affari Esteri, così come previsto dal comma 14 della summenzionata legge, trattasi esclusivamente di mere prese d’atto, con l’evidente impossibilità di non poter accedere in alcun modo a documentazioni meritorie, rendendo totalmente impossibile che si possano svolgere valutazioni più efficaci;

la Commissione Affari Esteri impegna il governo alla possibilità di poter prendere visione delle intere documentzioni attestanti le richieste pervenute e depositate presso il Dipartimento Affari Esteri per entrambe le tipologie della suddetta legge.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

Vorrei sottolineare come non tutti i sammarinesi interpretino negativamente la sottoscrizione del Global Compact, anzi, c’è stato tanto sostegno a una iniziativa volta a dare un segnale concreto di solidarietà umana. Il G. C. si fonda sul rispetto dei diritti umani e impegna più paesi verso questa problematica, vogliamo dare piena e totale colaborazione e, se si tratta di ospitare qualche migrante a San Marino, ci fa solo piacere, naturalmente come migrazione ordinata e rispettosa delle nostre norme. Non riteniamo l’immigrazione sia elemento di compromissione della società, se ben gestito e organizzato, e se tutti i paesi si attrezzano per affrontare il problema con intelligenza. Il Global Compact va in questa direzione. 

Francesco Mussoni, Pdcs

Sul Global Compact, l’adesione non mi scandalizza, se usciamo dal dibattito spicciolo, senza la necessità di parlare alla pancia delle persone. Perchè il G. C. è l’unica strada possibile per un piccolo Paese per regolare in modo armonico il fenomeno e per esprimere in modo istituzionale la propria voce.  Divido quindi la strada istituzionale alla tendenza demagogica all’ospitalità di Morganti, che nulla ha a che vedere con la determinazione del Global Compact. Il riferimento del Segretario Renzi mi pare mirasse ad evidenziare che noi aderiamo a regole e principi non vincolanti, che è l’unica strada per un’entità statuale ad affrontare il fenomeno in modo sostenibile. Ad oggi il tema è più enfatizzato rispetto la sua effettività

Margherita Amici, Rf

Sul caso targhe, sarebbe opportuno in sede di Commissione fare ragionamenti più approfonditi e meno superficiali. Mi ha colpito sentire dal commissario Margiotta che per chiunque il problrma potrebbe essere risolto immediatamente e da qui si desume la debolezza della nostra politica estera. Le opinoni personal s ono sacrosanti, però invito chi fa queste affermazioni a valutare la fonte di questa situazione, che è un decreto di un altro Paese che esercita la sua sovranità come noi la esercitiamo con le nostre leggi. Non è qualcosa originato da noi, dalla nostra politica estera. Sicuramente è una situazione con cui con costanza si riuscirà a trovare una soluzione, però non si può dire che questa situazione è stata causata e non si risolve perché la politica estera è debole. Ricordo che stiamo parlando della sovranità di un altro Paese e bisogna guardare al governo che esiste oggi in Italia e che sta portando avanti proposte e programmi legittimamente, banalizzare la risoluzione di questa problematica non mi sembra costruttivo. 

Fabrizio Francioni, Rf

La vicenda delle targhe coinvolge anche altri Paesi, non è banale. Per risolvere la causa si sono spesi anche parlamentari italiani. E’ tutt’altro che semplice, ma ci sono persone che stanno lavorando in questo senso e confido si risolverà quanto prima.

Alessandro Bevitori, Ssd

Il Gruppo Efta sarà a San Marino nel mese di marzo, è stato calanderizzato un incontro per giovedì 21 marzo con i membri della Commissione esteri che parteciperà con una delegazione. 

Altra comunicazione: nel mese di febbraio a me come Presidente della commissione è stata inviata una lettera da parte di don Marco Scandelli, in cui si sollecita una problematica relativamente alla normativa sulla residenza, in quanto l’associazione ‘Madonna della consolazione di Borgo’ segnala un problema per l’integrazione dei giovani accolti dall’associazione Papa XXIII. Come Commissione sarebbe opportuno rispondere a queste richieste, a fine seduta possiamo confrontarci un attimo o tramite mail concordiamo una risposta condivisa. 

L’ultima comunicazione è che nel corrente mese di febbraio mi ha inviato una lettera l’ambasciatore della Federzione Russa per l’Italia e San Marino in cui comunica di avermi nominato coordinatore rappresentante del gruppo di amicizia tra la Duma di Stato russa e il Consiglio grande e generale. Ci saranno ulteriori sviluppi per migliorare le relazioni e creare nuove iniziative. 

Pasquale Valentini, Pdcs

La lettera del parroco di Borgo, responsabile dell’accoglienza della Casa di San Michele, fa riferimento a una problematica sollevata e per cui abbiamo presentato una proposta che interviene sulla legge su residenze e permessi di soggiorno che prevede il permesso speciale umanitario, ma non la sua trasformazione in residenza, quindi non consente a chi lo detiene di prendere la patente o il lavoro, per esempio. E’ un permesso che va bene in modo temporaneo ma non per una permanenza più stabile. Avevamo fatto questa proposta la prima volta che si è presentato il caso della siriana che lavorava in ambasciata, si è scelta la via di una residenza senza che quella casistica fosse contemplata nella legge. Con la proposta di legge presentata non si crea automatismo, ma si dà la facoltà alla Commissione di valutare il caso e di passare con deliberazione alla residenza. Sarebbe una risposta concreta.  

Sul gruppo Efta: non so se un incontro con il gruppo Efta vada fatto senza preparazione. Nelle ipotesi iniziali in cui abbiamo inziato a parlare di integrazione Ue, c’era anche quella di entrare nel gruppo Efta che ha di suo un accordo di associazione con l’Unione. Oggi è un gruppo poco nutrito, ci sono 4 paesi, allora abbiamo approfondito con il Liechtenstein che vuole mantenere la loro formula. Quando però la Commissione europea valutò quella ipotesi l’aveva eclusa nel nostro caso, favorendo piuttosto un accordo ex novo con Monaco e Andorra. Sempre utile è il confronto e sapere come questi paesi stanno vivendo il loro rapporto con l’Ue, nello stesso tempo è importante nella situazione attuale con l’europa essere moto chiari nel rapporto con questi paesi. Il percorso che noi stiamo cercando di attuare è diverso dal loro. Come delegazioni ecco, non andrei al buio.

Franco Santi, Sds Sanità

Relaziono in merito alla sottoscrizione, avvenuta nel mese di dicembre scorso, del rinnovato Piano di azione, previsto dal Memorandum di intesa del Ministero della salute italiano e della Segreteria per la Sanità di San Marino del 2012.  Il Memorandum individua diversi campi di collaborazione e favorisce l’armonizzazione agli standard europeei, scambi di informazioni e professionisti. Il Piano di azione, in particolare, prevede la formalizzazione di tavoli tecnici finalizzati alla concretizzazione degli obiettivi del Memorandum. I tavolo tecnici oggi formalizzati e che lavorano in continuità dal 2014 riguardano il settore della programmazione sanitaria, della sanità pubblica e malattie infettive, sangue ed emoderivati, materiali farmaceutici, formazione continua in medicina. 

Nicola Renzi, Sds Affari Esteri

La questione targhe ha iniziato a evidenziarsi come potenziale criticità nel mese di novembre scorso in cui avevamo chiesto un primo incontro all’ambasciatore d’Italia per far presente che potenziamente avrebbe rappresentato gravi problematiche per San Marino. La questione – come tutti oramai sanno- riguarda due diverse fattispecie: la prima è quella delle auto guidate da privati, intestate e immatricolate a San Marino, ma guidate da non residenti a San Marino. E questo è già un problema per noi. Se nel passato si sono presentati fenomeni distorsivi, è interesse della Repubblica di San Marino risolverli. Non è tollerabile che un residente a Roma intesti l’auto a un familiare residente a San Marino per pagare meno imposte. Altre casistiche invece: un figlio che studia a Roma e prende la residenza lì e per un certo periodo guida l’auto del padre. Spiegare queste casistiche e trovare soluzioni concrete non è così semplice quando si va a scrivere un dispositivo di legge. Da novembre abbiamo già prodotto e consegnato all’autorità italiana un elenco di casistiche che si possono presentare, chi dice che non abbiamo fatto niente mente o fa finta di non capire. 

L’altra fattispecie riguarda le auto di aziende sammarinesi guidate da non residenti ed è u caso ancora peggiore, si incappa nel paradosso che vengono colpite proprio quelle aziende che danno lavoro a lavoratori italiani. Anche questo è stato fatto presente. Poi per arrivare a soluzioni dobbiamo fare in conto che all’interno di un sistema di governo ci sono sensibilità diverse. Cè’ chi fa meno attenzione ai danni collaterali, altri che, capendo i danni collaterali, sono invece più disponibii a trovare soluzioni. 

Quindi la collaborazione con le associazioni: Segreteria si è attivata subito per fare un censimento dei casi, e abbiamo ottenuto un risultato importante con la circolare ministeriale interpretativa che ha fatto sì che i casi accaduti siano estremamente limitati. E’ stato il primo risultato delle sensibilizzazioni smosse. Certo non risolve la situazione, a noi preme una soluzione globale basata sulla modifica di legge.  

Rispetto agli Odg: Davvero qualcuno, anche il consigliere Mussoni, pensa che la soluzione sia nel piantonare davanti a un ministero? La soluzione è far sentire la propria voce, e noi ci stiamo adoperando per ogni iniziativa utile a questo scopo. 

Visto che il consigliere Zeppa dice di avere tanti contatti in Italia, informi lei allora la cittadinanza. Noi comunichiamo con omologhi e funzionari, lei invece con chi parla? 

Rispetto al secondo Odg: u documeti presentati per la residenza elettiva non sono altro che i dati di acquisto di un immobile o un bonifico di 600 mila euro a Bcsm per ottenere la residenza elettiva. Poi ci sono altri documenti che come sempre sono riservati, ma come in ogni caso, non credo che andiamo a chiedere cartelle cliniche, dati di bilancio di società. Chiediamo un business plan ma non altri dati che chi chiede la residenza ha tutto l’interesse che non diventino di dominio pubblico.

Francesco Mussoni, Pdcs 

Il secondo Odg è una richiesta di trasparenza: abbiamo una richiesta di residenza che ha fatto parlare per mesi nel paese, quella di Ali Turki e ancora c’è un mistero su questa residenza che era stata concessa su basi tecniche ma non si è perfezionata. Se avessimo avuto trasparenza non avremmo lasciato il paese in stand by per mesi. Abbiamo voluto fare un odg per attirare l’attenzione su un tema che può essere approfondito. Se un procedimento è amministrativo lo sia in toto, ma se è un procedimento amministrativo che è anche politico, le opposizioni dovrebbero essere informate. Firmo gli Odg perché ‘repetita juvant’. 

Comma 7.  Esame in sede del progetto di legge “Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e l’attività dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale”/ Pdl approvato con 12 voti a favore e 2 astenuti. 

Sds Nicola Renzi dà lettura della relazione

L’articolato normativo in oggetto è frutto del ripensamellto dell’attuale normativa in materia di prevenzione, contrasto e repressione del finanziamento del terrorismo e dell’allivitù dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale alla luce dci più recenti sviluppi che hanno interessato il quadro internazionale in materia. Attualmente la normativa di riferimento è parte integrante della Legge n. 92 del 17 giugno 2008 (di seguito “Legge antiriciclaggio”), nello specifico il Titolo IV; tali norme disciplinano misure per prevenire e contrastare il terrorismo e il suo finanziamento in attuazione degli standard internazionali che dispongono in materia (principalmente le Raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale), nonché delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell ‘ONU, in cui gli stessi standard trovano fondamento. Un’analisi approfondita di tale quadro internazionale, nonché delle tendenze adottate in sede di valutazione (esterna) dei livelli di attuazione degli stessi, ha fatto emergere come la normativa sopra citata non risulti, ad oggi, pienamente in linea con quella internazionale. Da tali valutazioni è sorta dunque l’esigenza di revisione e miglioramento della stessa, anche in vista di future valutazioni della nostra Repubblica da parte degli organismi internazionali competenti in materia (in particolare, il Moneyval). È proprio in tale prospettiva, infatti, che le proposte di modifica oggi presentate tengono in forte considerazione le criticità sollevate dal Moneyval, sia a livello normativo che a livello di effettività del sistema, nel corso dell’ultimo ciclo di valutazione della Repubblica e, con riferimento ad esse, mirano a elaborare delle soluzioni effettive. 

Riflessioni verso una revisione della normativa in oggetto sono state sollecitate altresì dal fatto che, dall’ultima valutazione di San Marino (risalente al 2011), gli standard internazionali di riferimento sono stati aggiornati e ampliati: ciò ha spinto, a maggior ragione, a tenere in considerazione una possibile revisione e aggiornamento della normativa interna di attuazione. A titolo esemplificativo, si riporta il caso della Raccomandazione 7 del GAFI, introdotta nel corpo degli standard di cui trattasi (ad oggi 40 Raccomandazioni) nel 2012, secondo cui gli Stati devono applicare le sanzioni finanziarie adottate in seno al Consiglio di Sicurezza per contrastare programmi nucleari e la proliferazione delle armi di distmzione di massa e dotarsi di procedure a ciò funzionali in 

conformità al sistema istituito dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che dispongono in 2 

materia. Di conseguenza, la nostra Repubblica non può che dare seguito a tali sviluppi attraverso l’adeguamento della normativa attualmente in vigore, pena la non conformità con lo stesso sistema delle Nazioni Unite e, in particolare, con quelle risoluzioni vincolanti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU adottate ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. 

Tenuto conto del sensibile ampliamento che la normativa nazionale in oggetto subirebbe a seguito delle modifiche e integrazioni proposte, è sembrato opportuno elaborare un corpo di norme ad hoc, formalmente distinto dalla Legge antiriciclaggio in cui la materia è attualmente incorporata. 

(…)

Alla luce di quanto sopra esposto, si sottolinea l’importanza del progetto di legge allegato alfine di garantire la piena conformità dell’ordinamento samlllarinese alle disposizioni vincolanti adottate in seno al Consiglio di Sicurezza dellONU e alle Raccomandazioni del Gafi, di conseguenza, si confida nel suo favorevole accoglimento da parte del Consiglio Grande e Generale. 

Ringraziamo la partecipazione del dott. Nicola Muccioli, Aif, sarà di supporto al dibattito visto la tecnicità della materia, se fossero necessarie integrazioni tecniche. 

Pasquale Valentini, Pdcs

Sottolineo l’importanza perché il Paese sia conforme su questa materia riguardante la lotta al terrorismo, è essenziale sapere se ci sono dei punti nel territorio vulnerabili da questo punto di vista. Credo che sia indispenabile questo tipo di aggiornamento, ci costringe anche a costituire organismi specifici, e deriva dal fatto che le norme hanno bisogno di attuazione. Ci dovremo rendere consapevoli maggiormente delle competenze che sono maturate nel paese, competenze che dobbiamo valorizzare e programmare in modo che siano riproducibili. Da tempo siamo chiamati a rinnovare e aggiornare le procedure, è una questione che va affrontata seriamente, è non solo un problema di adeguamento, ma di consapevolezza e di avere al proprio interno chi è a conoscenza piena di queste norme e possa svolgere al pieno la sua funzione. Elemento nuovo è che anche la Repubblica può segnalare questa situazione: significa che si hanno gli elementi per individuarle al pari di altri Paesi. Sono segnali che passano come secondari, invece sono elementi primari su cui siamo valutati come Stato sovrano virtuoso. 

Jader Tosi, C10

Mi accodo al ragionametno del commissario Valentini per sottolineare l’importanza dell’aggiornamento normativo per il contrasto a tutte quelle forme che si posso  omettere in atto in spazi di debolezza. Ringrazio anche io chi ci ha permesso di arrivare a un adeguamento, l’istituto Aif ha già portato alla luce distorsioni e le ha prevenute, certo bisogna rafforzarlo e dargli ancora maggiore credito.

Stefano Palmieri, Rf

Siamo chiamati a un intervento di portata mondiale affinchè non diventiamo anche noi complici di fenomeni contro cui la guardia deve essere sempre alta. 

San Marino sta perseguendo l’internazionalizzazione anche per farsi conoscere e questo può portare ad attenzioni da riconoscere ed evitare. Sosteniamo il Pdl.

Francesco Mussoni, Pdcs

Intervengo per sostenere l’utilità del lavoro portato avanti dell’Aif e per sottolineare come il futuro del Paese dipenda da istituzioni riconosciute internazionalmente. Come ci percepiscono all’esterno dipende molto da come applichiamo effettivamente gli standard internazonali. Il passaggio da Paese off shore a Paese virtuoso è determinato dal lavoro e dall’effettività delle normative che grazie alle agenzie sono portati avanti. 

Dott. Nicola Muccioli, Aif

San Marino non è comunque alieno da possibili passaggi di proventi da operazioni commerciali e finanziarie collegate a queste minacce, è necessario un aggiornamento della norma ma soprattutto l’azione congiunta delle autorità. Come Aif intensificheremo le attività per individuare la presenza di eventuali infiltrazioni. San Marino deve avere lo strumento per prevenire tali attività dove necessario e contrastare dove è assolutamente prioriario. Aif è sempre a disposizione delle istituzioni per poter affrontare situazioni rilevanti, ha sempre avuto un profilo basso sulla comunicazione, ma dove è necessario per voi commissari affrontare queste materie- riciclaggio, terrosmo, etc.- Aif sempre dispoibe ad un dialogo costruttivo nell’interesse dei cittadini. 

 

Repubblica di San Marino, 21 Febbraio 2019

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