San Marino. E’ giallo sul compenso di Sido Bonfatti

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A dire dell’ex commissario straordinario di banca Cis, oggi amministratore speciale del nuovo istituto, ci sono questioni che magari interessano molto il lettore ‘non tecnico’ ma che sarebbero di fatto irrilevanti. Tra queste andrebbe annoverato il suo compenso.

Inutile dire che siamo di tutt’altro avviso, trattandosi di soldi pubblici!

Per questo durante l’ultima uscita pubblica del commissario, lo scorso 19 luglio, abbiamo approFIttato per sentire dalla sua viva voce l’ammontare del proprio compenso. La sua risposta è risultata particolarmente simpatica al segretario alle nanze Guidi che seduta al suo fianco si è lasciata andare ad una fragorosa risata.

Non c’è però tanto da ridere. “Per ora – ha detto Bonfatti – non ho avuto riconoscimenti economici. Non avrò comunque nessuna difficoltà a far vedere la contabile. Dico fin da ora che i compensi saranno economicamente mortificanti, ciò evidenzia la mia presunzione”.

Poi partendo da lontano ha affermato: “Io sono stato anche dall’altra parte della barricata, sono stato presidente di Cassa di Risparmio di Rimini dopo che era stata commissariata, in assemblea mi chiesero chi avrebbe pagato i commissari straordinari, io dissi che li avrebbe pagati la banca perché per due anni non aveva pagato tre consiglieri di amministrazione e tre sindaci.

Allora anche Bcsm quando pagherà o pagasse me, pagherebbe il mio compenso ma per sei mesi non avrebbe pagato 7-8 consiglieri e tre sindaci. Dobbiamo essere intellettualmente onesti. Se mi fosse riconosciuto un semestre equivalente ai compensi risparmiati del consiglio disciolto, del collegio disciolto, del revisore…”.

I panegirici del commissario Bonfatti e le giustificazioni preventive su un compenso che non sarebbe ancora arrivato, se da un lato non chiariscono, dall’altro lasciano però presagire che non sarà cosa da poco. E non pare molto trasparente – è francamente incredibile – il fatto che si sia accettato un lavoro al buio senza specificare clausole e condizioni.

Scriveva Bertolt Brecht in Vita di Galileo che “la verità riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo”.

La RepubblicaSM

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