San Marino. Ecco chi e come avrebbe sottratto e diffuso il video “hard” della donna sammarinese. Gli inquirenti hanno già una pista da seguire!  (PARTE2) … di Enrico Lazzari

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  • San Marino. Ecco chi e come avrebbe sottratto e diffuso il video “hard” della donna sammarinese. Gli inquirenti hanno già una pista da seguire!  (PARTE1) … di Enrico Lazzari

    PARTE2

    In tal senso l’attenzione degli inquirenti sarebbe stata indirizzata verso una attività sammarinese che, non si sa se come attività primaria o a margine di altri business, ripara telefonini. Infatti, sarebbe emersa una particolare coincidenza fra le tempistiche della diffusione, o meglio della circolazione del video “hot” e, a fine agosto scorso, la rottura e successiva riparazione dello schermo dello smartphone di una delle ragazze che, circa due anni fa, aveva ricevuto il video dalla “protagonista” e lo aveva gelosamente e fedelmente custodito nel segreto della loro amicizia.

    Il video “hard”, così, potrebbe essere stato indebitamente trafugato dal cellulare di questa inconsapevole donna dal “tecnico” -o da uno dei “tecnici”- che hanno provveduto a ripararlo? Impossibile dirlo fino a che le indagini non saranno concluse. Ma ad indirizzare gli inquirenti ad approfondire con attenzione questo scenario ci sarebbero anche altri elementi, come il fatto che i “tecnici” avrebbero ricevuto dalla donna, unitamente al telefono da riparare, anche le password per accedere alle funzioni del cellulare e quindi alla sua memoria interna e, conseguentemente, anche al cloud collegato al profilo di attivazione dello stesso smartphone.

    Se ne saprà di più -e con maggiore certezza e autorevolezza- nei prossimi giorni. Intanto, la vicenda della malaugurata donna sammarinese e del suo compagno deve insegnare un’altra accortezza (da unire a quelle suggerite nei giorni scorsi: clicca qui per leggere) a chi custodisce dati sensibili nel proprio smartphone o nel relativo cloud online: disattivare il profilo personale e cancellare dalla memoria interna del telefono ogni dato sensibile prima di consegnare lo smartphone in mano ad estranei o tecnici.

    Enrico Lazzari