San Marino Fixing: “Accordo di Cooperazione, adesso si completi il lavoro”

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  • Sul numero 14 di Fixing, in distribuzione da oggi, i commenti “a mente fredda” dopo la firma dell’accordo di cooperazione con l’Italia. Ecco il testo integrale.
    Tra la firma sull’Accordo di Cooperazione e gli sviluppi del G20 di Londra, la Repubblica di San Marino ha vissuto un inizio di aprile piuttosto intenso sul fronte internazionale. Questi due eventi avranno, già dai prossimi mesi, un impatto molto significativo sull’economia sammarinese. In particolare, per quello che riguarda l’accordo, i giudizi sono in parte sospesi in quanto manca ancora una parte significativa, quella relativa alla finanza e la fiscalità.
    Il Segretario Generale del-l’ANIS Carlo Giorgi sostiene un concetto espresso già da tempo, e cioè che la strada da seguire è quella della collaborazione, e che a maggior ragione questo concetto va espresso in relazione ai rapporti con l’Italia. “Il Paese – afferma Giorgi – deve mettere in campo le sue norme per adeguarsi ai mutati scenari internazionali, e lo dobbiamo fare guardando con attenzione agli Stati nostri competitori”. La normalizzazione dei rapporti con l’Italia per il Segretario Generale dell’ANIS è “positiva”, e adesso i lavori si devono focalizzare sulla “definizione di un accordo contro le doppie imposizioni e sulla configurazione di accordi economici specifici volti a sviluppare i vantaggi offerti dalla peculiarità del rapporto tra San Marino e Italia”.
    Quella di Marco Beccari, Segretario CDLS, è una visione positiva, sia pure con beneficio d’inventario. “Un accordo con l’Italia è una delle nostre principali richieste non solo a questo Governo ma anche a quelli precedenti, che si sono susseguiti negli ultimi anni. Abbiamo sempre spinto per una firma che andasse a risolvere i problemi che si stavano creando e che si sono effettivamente manifestati con risvolti negativi sulla nostra economia. Accogliamo con soddisfazione l’Accordo firmato il 31 marzo, ma soprattutto possiamo dire che è cambiata l’atmosfera nel rapporto con l’Italia. Quello che manca ancora è il pacchetto finanziario e l’accordo sulle doppie imposizioni: il Ministro Frattini ha spiegato che l’Italia voleva aspettare le deliberazioni del G20, un’impostazione molto corretta. E adesso noi aspettiamo”. Beccari focalizza l’attenzione sulla questione delle doppie imposizioni (“Auspichiamo che si possa trovare una soluzione per i frontalieri”) e sul rischio che le soluzioni che verranno prese possano finire per penalizzare le aziende del Titano, come è successo nel recente passato con alcune interpretazioni di esterovestizione. “Ma il giudizio resta positivo, in attesa di vedere nella pratica cosa succederà”.
    Il Segretario Generale CSdL Giovanni Ghiotti dal canto suo parla di accordo “necessario” dopo una lunga fase di rapporti problematici. “Tuttavia – afferma Ghiotti – va rilevato che l’accordo è incompleto, dal momento che gli aspetti valutari e quelli contro le doppie imposizioni sono stati rimandati, e questo rappresenta un punto debole, che auspichiamo sia superato al più presto. Ma al di là di ciò, sul piano generale, vorrei evidenziare che i rapporti, seppur importantissimi e prioritari, con l’Italia, non sono sufficienti. È anche con l’Europa che dobbiamo relazionarci, e in questo senso è altrettanto importante e urgente compiere una scelta precisa circa la collocazione di San Marino rispetto alla Unione Europea, e raggiungere i conseguenti accordi, sia di tipo bilaterale con i singoli Stati che con le istituzioni della UE”. Sul piano specifico, per il Segretario Ghiotti un aspetto interessante dell’Accordo di Cooperazione è quello relativo all’intesa per la creazione di un Parco Scientifico-Tecnologico Italo-Sammarinese. “È un’opportunità significativa – prosegue – per creare un Centro di ricerca volto ad implementare aziende ad elevato contenuto tecnologico, in grado di realizzare prodotti e servizi innovativi e di alto livello qualitativo. È proprio questo il terreno su cui si deve orientare l’economia reale sammarinese, per essere competitiva anche in prospettiva sui mercati internazionali.”
    E la politica? Il Patto per San Marino, la coalizione alla guida del Paese in una nota sottolinea il fatto che “In appena tre mesi il governo ha messo in piedi tutte le condizioni per garantire l’operatività del sistema bancario sammarinese, uscire dalla procedura rafforzata del Moneyval e aspirare alla white list”. E tesse l’elogio dell’esecutivo, che “ha saputo gestire una fase di emergenza che avrebbe potuto avere ripercussioni devastanti sulla nostra economia”. Dal canto suo il Segretario agli Esteri Antonella Mularoni giudica “altamente positivo” l’accordo sancito, così come la visita ufficiale del Ministro Frattini: “Oltre alla firma dell’Accordo di Cooperazione Economica che apre nuove prospettive in molti settori vitali, quale quello industriale, commerciale, della ricerca, dell’Università e della collaborazione in campo tecnologico, abbiamo finalmente rimosso l’ultimo ostacolo per l’utilizzo dell’Aeroporto di Rimini, che darà un nuovo impulso al nostro Paese e creerà sinergie con tutto il contesto economico e turistico della riviera romagnola”. Di ben altro avviso, naturalmente, l’opposizione. L’ex Segretario agli Esteri Fiorenzo Stolfi infatti rimarca che “l’Accordo di Cooperazione Economica non brilla di luce propria perché non è ancora entrato in vigore” e, soprattutto, perché “manca la parte sostanziale, l’articolo 14 che già noi avevamo redatto e che comprendeva l’accordo finanziario”. Stolfi conclude affermando che se “la maggioranza può essere contenta della visita di Frattini, sull’accordo e la sua efficacia la soddisfazione deve essere ridimensionata”.
    Tra la firma sull’Accordo di Cooperazione e gli sviluppi del G20 di Londra, la Repubblica di San Marino ha vissuto un inizio di aprile piuttosto intenso sul fronte internazionale. Questi due eventi avranno, già dai prossimi mesi, un impatto molto significativo sull’economia sammarinese. In particolare, per quello che riguarda l’accordo, i giudizi sono in parte sospesi in quanto manca ancora una parte significativa, quella relativa alla finanza e la fiscalità.
    Il Segretario Generale del-l’ANIS Carlo Giorgi sostiene un concetto espresso già da tempo, e cioè che la strada da seguire è quella della collaborazione, e che a maggior ragione questo concetto va espresso in relazione ai rapporti con l’Italia. “Il Paese – afferma Giorgi – deve mettere in campo le sue norme per adeguarsi ai mutati scenari internazionali, e lo dobbiamo fare guardando con attenzione agli Stati nostri competitori”. La normalizzazione dei rapporti con l’Italia per il Segretario Generale dell’ANIS è “positiva”, e adesso i lavori si devono focalizzare sulla “definizione di un accordo contro le doppie imposizioni e sulla configurazione di accordi economici specifici volti a sviluppare i vantaggi offerti dalla peculiarità del rapporto tra San Marino e Italia”.
    Quella di Marco Beccari, Segretario CDLS, è una visione positiva, sia pure con beneficio d’inventario. “Un accordo con l’Italia è una delle nostre principali richieste non solo a questo Governo ma anche a quelli precedenti, che si sono susseguiti negli ultimi anni. Abbiamo sempre spinto per una firma che andasse a risolvere i problemi che si stavano creando e che si sono effettivamente manifestati con risvolti negativi sulla nostra economia. Accogliamo con soddisfazione l’Accordo firmato il 31 marzo, ma soprattutto possiamo dire che è cambiata l’atmosfera nel rapporto con l’Italia. Quello che manca ancora è il pacchetto finanziario e l’accordo sulle doppie imposizioni: il Ministro Frattini ha spiegato che l’Italia voleva aspettare le deliberazioni del G20, un’impostazione molto corretta. E adesso noi aspettiamo”. Beccari focalizza l’attenzione sulla questione delle doppie imposizioni (“Auspichiamo che si possa trovare una soluzione per i frontalieri”) e sul rischio che le soluzioni che verranno prese possano finire per penalizzare le aziende del Titano, come è successo nel recente passato con alcune interpretazioni di esterovestizione. “Ma il giudizio resta positivo, in attesa di vedere nella pratica cosa succederà”.
    Il Segretario Generale CSdL Giovanni Ghiotti dal canto suo parla di accordo “necessario” dopo una lunga fase di rapporti problematici. “Tuttavia – afferma Ghiotti – va rilevato che l’accordo è incompleto, dal momento che gli aspetti valutari e quelli contro le doppie imposizioni sono stati rimandati, e questo rappresenta un punto debole, che auspichiamo sia superato al più presto. Ma al di là di ciò, sul piano generale, vorrei evidenziare che i rapporti, seppur importantissimi e prioritari, con l’Italia, non sono sufficienti. È anche con l’Europa che dobbiamo relazionarci, e in questo senso è altrettanto importante e urgente compiere una scelta precisa circa la collocazione di San Marino rispetto alla Unione Europea, e raggiungere i conseguenti accordi, sia di tipo bilaterale con i singoli Stati che con le istituzioni della UE”. Sul piano specifico, per il Segretario Ghiotti un aspetto interessante dell’Accordo di Cooperazione è quello relativo all’intesa per la creazione di un Parco Scientifico-Tecnologico Italo-Sammarinese. “È un’opportunità significativa – prosegue – per creare un Centro di ricerca volto ad implementare aziende ad elevato contenuto tecnologico, in grado di realizzare prodotti e servizi innovativi e di alto livello qualitativo. È proprio questo il terreno su cui si deve orientare l’economia reale sammarinese, per essere competitiva anche in prospettiva sui mercati internazionali.”
    E la politica? Il Patto per San Marino, la coalizione alla guida del Paese in una nota sottolinea il fatto che “In appena tre mesi il governo ha messo in piedi tutte le condizioni per garantire l’operatività del sistema bancario sammarinese, uscire dalla procedura rafforzata del Moneyval e aspirare alla white list”. E tesse l’elogio dell’esecutivo, che “ha saputo gestire una fase di emergenza che avrebbe potuto avere ripercussioni devastanti sulla nostra economia”. Dal canto suo il Segretario agli Esteri Antonella Mularoni giudica “altamente positivo” l’accordo sancito, così come la visita ufficiale del Ministro Frattini: “Oltre alla firma dell’Accordo di Cooperazione Economica che apre nuove prospettive in molti settori vitali, quale quello industriale, commerciale, della ricerca, dell’Università e della collaborazione in campo tecnologico, abbiamo finalmente rimosso l’ultimo ostacolo per l’utilizzo dell’Aeroporto di Rimini, che darà un nuovo impulso al nostro Paese e creerà sinergie con tutto il contesto economico e turistico della riviera romagnola”. Di ben altro avviso, naturalmente, l’opposizione. L’ex Segretario agli Esteri Fiorenzo Stolfi infatti rimarca che “l’Accordo di Cooperazione Economica non brilla di luce propria perché non è ancora entrato in vigore” e, soprattutto, perché “manca la parte sostanziale, l’articolo 14 che già noi avevamo redatto e che comprendeva l’accordo finanziario”. Stolfi conclude affermando che se “la maggioranza può essere contenta della visita di Frattini, sull’accordo e la sua efficacia la soddisfazione deve essere ridimensionata”.