San Marino Fixing – Riallinearsi agli standard esteri: intervista a Biagio Bossone, nuovo Presidente di Banca Centrale –

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  •  “Al lavoro con spirito di servizio e senza presunzioni, per contribuire alla creazione di un nuovo modello per il sistema finanziario”

    – In anteprima uno stralcio della lunga intervista, raccolta da Loris Pironi, a Biagio Bossone, nuovo Presidente di Banca Centrale. La potete leggere sul numero 12 di San Marino Fixing, in distribuzione da domani.
    Dopo un buco nero di ben tredici mesi, Banca Centrale di San Marino ha un nuovo presidente. La nomina di Biagio Bossone, alla fine, ha messo tutti d’accordo. Per via del suo curriculum (è stato Direttore Esecutivo della Banca Mondiale, e in Bankitalia negli anni Novanta è stato a capo della Divisione pagamenti). Per il grande prestigio di cui gode nelle stanze dei bottoni della finanza italiana (in particolare aPalazzo Koch: si dice che il Governatore Draghi tenga in grandissimo conto le sue indicazioni). E infine, dettaglio certo non trascurabile, per la sua conoscenza della realtà sammarinese. Il suo compito sarà quello di contribuire a traghettare la Repubblica di San Marino verso una situazione di rapporti con l’Italia finalmente ‘normalizzati’, quindi dovrà contribuire a far crescere quello strumento fondamentale che è Banca Centrale. Bossone diventerà operativo molto presto, si parla già di metà aprile. Per statuto, il Presidente di BCSM resta in carica per cinque anni, mandato rinnovabile una volta sola.
    La prima domanda a Biagio Bossone è quasi un obbligo: quanto conosce della realtà di San Marino? Più volte in passato ha avuto modo di occuparsi del Titano.
    “Innanzitutto – afferma – voglio premettere che assumo questo incarico con l’intenzione di incrementare quanto prima il mio bagaglio di conoscenze del vostro Paese. Non porto con me soluzioni ‘preconfezionate’ ma voglio contribuire a migliorare lo standard del sistema lavorando assieme alle istituzioni e alle forze sociali. Io sono solo un supporto, e uno fra i tanti, mi metto al lavoro senza presunzioni e con spirito di sacrificio. Detto questo, sono già venuto diverse volte a San Marino in passato. Formalmente il mio rapporto con la vostra Repubblica è incominciato nel 2003 quando assunsi la responsabilità di Direttore Esecutivo per un certo numero di paesi presso il Consiglio Esecutivo della Banca Mondiale, e tra questi c’era anche San Marino. Tuttavia in realtà, essendo stato anche Consigliere Anziano del Fondo Monetario, si può parlare di un rapporto cominciato molto prima. Ho avuto l’occasione di conoscere non solo a Washington ma anche a San Marino i rappresentanti ufficiali del vostro Paese. Come ho già detto più volte, il mio interesse per il Titano, da un punto di vista più accademico-intellettuale, era addirittura antecedente, e risale a quando facevo parte dello staff di Banca Mondiale e mi occupavo di economie piccole. Allora partecipai ad alcuni lavori di ricerca miranti a capire meglio le peculiarità dei paesi piccoli per rispondere meglio alle esigenze specifiche delle loro economie”.
    Scendendo nel dettaglio della realtà della Repubblica di San Marino, lei conosce gli ultimi sviluppi: lo step intermedio positivo del Moneyval, l’atteso passaggio del G20 di Londra con la paventata black list dell’Ocse, ma anche l’intensificarsi dei controlli della Guardia di Finanza al confine.
    “Come dicevo, nella mia nuova veste, prima di formarmi un’idea in proposito devo approfondire diverse questioni, documentarmi, confrontarmi con le autorità. In linea generale posso dire che ci sono dei problemi di carattere emergenziale che vanno affrontati al più presto, ma ritengo che l’intero sistema sia stato pienamente avviato per rimettersi in sella nel modo migliore. E in questo contesto di attività già avviata il mio impegno è quello di contribuire ad un riallineamento di San Marino con i migliori standard internazionali”.