San Marino. Il taglio degli alberi? E’ ‘colpa’ degli uffici

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Parte lo scaricabarile e spunta anche chi ai cittadini dà degli invasati. Canti (Pdcs): “Le responsabilità non sono degli uffici ma della politica. Sotto gli occhi di tutti il fatto che sono stati sbagliati i tempi per l’esecuzione del lavoro”

Il taglio degli alberi in pieno agosto continua a mandare su tutte le furie i cittadini che, stanchi e frustrati, non hanno più peli sulla lingua e non la mandano a dire ai nostri Segretari di Stato. Così se su Facebook Zafferani scrive che a risolvere il problema della mancanza dell’acqua ci devono pensare i cittadini consumando meno, c’è anche chi rispondendogli a tono ha scritto: “Parlano da 20 anni di fare un invaso per tenere l’acqua ancora niente, si fanno le rotonde, si tagliano gli alberi, si fanno centri commerciali, ma le cose utili niente”.

L’immancabile difesa del Segretario è giunta da Ivan Foschi che invece la vede così: “Sono sicuro che non appena si dovesse presentare il progetto dell’invaso partirebbe la raccolta firme per fermarlo considerandolo dannoso per l’ambiente, magari perché comporterebbe la perdita di qualche albero…Siamo tutti un po’ invasati”.

Pronta anche la risposta di Zafferani, abituato a giocare in difesa “Il Governo non taglia alberi, primo perché come eseguire le opere lo decidono gli uffici e non certo il Governo, secondo perché ne vengono ripiantati molti di più di quelli abbattuti”.

Parole che lascerebbero il tempo che trovano se non fossero state scritte da chi ha o ha avuto responsabilità di governo. I cittadini sono invasati? Il taglio degli alberi lo decidono gli uffici? Non è di questo avviso il consigliere della Dc Stefano Canti che ha voluto precisare: “E’ inutile scaricare sugli uffici, le scelte sono politiche. Nel momento in cui viene portato avanti un progetto, c’è la scelta politica. Su Murata il progetto prevede l’abbattimento di 21 pini marittimi mentre sulla piantumazione di nuovi alberi non si sa né se né quando avverrà. E’ inoltre sotto gli occhi di tutti il fatto che sono stati sbagliati i tempi per l’esecuzione del lavoro, che senso ha far partire un cantiere a 5 giorni dalla pausa estiva delle imprese? L’unico risultato è quello che nel periodo più importante dell’anno per il turismo, proprio nel picco del flusso, si creeranno disagi. Inutile che il segretario Michelotti si scusi per i disagi quando si potevano evitare. Michelotti ha anche disatteso una delibera del Congresso di Stato degli anni novanta che vietava l’esecuzione degli interventi nel centro e a ridosso del centro nel periodo estivo. Via Paolo III è rimasta chiusa per il completamente dei lavori per ben 3 giorni”.

Canti torna poi su un altro tema a lui caro, quello del piano regolatore. “La consegna del lavoro sul piano regolatore è prevista da parte dello studio Boeri a fine settembre. Nel frattempo il Segretario ha portato avanti progetti sui quali lo studio Boeri non è stato messo al corrente. Buon senso invece avrebbe voluto che il Segretario si confrontasse con chi ha la responsabilità dello studio del piano regolatore invece di procedere con progetti che ne vincoleranno la realizzazione. Parlo solo per fare degli esempi della riqualicazione del parcheggio 6 e 7, del centro ippico di Gaviano, del centro di multiraccolta a San Giovanni, tutte scelte che dovevano essere prese in considerazione nel nuovo prg”.

Infine il consigliere della Dc batte sul chiodo della sanatoria: “anche qui è necessaria e doverosa una proroga stante il lungo lasso di tempo trascorso tra l’emissione del decreto a gennaio, la sua ratifica e l’emissione, lo scorso giugno, delle linee guida. Le pratiche presentate sono circa 1200 e le stesse dovranno essere riviste alla luce dell’approvazione di nuovi provvedimenti. Inoltre non è dato sapere l’entità delle pratiche che devono ancora essere presentate”.

La RepubblicaSM

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