Un grave incidente sul lavoro ha scosso la Repubblica di San Marino martedì 25 marzo, riproponendo il drammatico tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Purtroppo, nello stesso giorno, in Italia si sono registrate tre morti sul lavoro, evidenziando ancora una volta la necessità di un’azione incisiva per fermare questa piaga sociale che colpisce lavoratori in tutto il mondo.
La Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi (CDLS) ha espresso profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e massima solidarietà ai lavoratori coinvolti. In un comunicato, la CDLS ha sottolineato come sia inaccettabile che nel 2025 ancora si muoia mentre si svolge il proprio mestiere. Ogni infortunio e morte sul lavoro non deve essere visto come una fatalità, ma come il risultato di scelte sbagliate che troppo spesso antepongono il profitto alla sicurezza e alla vita umana.
Dati sugli incidenti sul lavoro: un quadro comparativo
I numeri parlano chiaro: tra il 2014 e il 2023, gli incidenti sul lavoro a San Marino sono diminuiti del 26%, ma la tendenza in aumento nel 2023 e 2024, conseguente alla stagnazione causata dalla pandemia, preoccupa. Tra il 2022 e il 2024, San Marino ha registrato un decesso sul lavoro, un dato che, purtroppo, conferma la necessità di interventi più mirati.
In Italia, secondo i dati INAIL, nel 2024 si sono verificati 1.077 casi mortali, un incremento rispetto ai 1.029 morti del 2023. Il totale degli infortuni denunciati nel 2023 ha superato i 590.000, con una tendenza al rialzo nei primi mesi del 2024.
Se si confrontano questi dati con quelli dei principali paesi europei, emerge una situazione preoccupante: la Germania, pur con una popolazione lavorativa maggiore, registra un tasso di mortalità sul lavoro inferiore (0,9 per 100.000 lavoratori) rispetto all’Italia, che segna 1,5 morti ogni 100.000 lavoratori. La Francia ha valori simili all’Italia, mentre la Spagna si attesta a 1,3 per 100.000. Sebbene la situazione in Italia sia particolarmente grave, la mortalità sul lavoro è una sfida comune a livello europeo, con differenze legate a normative, controlli e investimenti nella prevenzione.
Un impegno per la sicurezza nei luoghi di lavoro
“Il risultato positivo di San Marino, in controtendenza rispetto ad altri paesi, è frutto anche della valenza erga omnes dei Contratti Collettivi Unici Generali di lavoro”, ha dichiarato il Segretario Generale Aggiunto Nicola Canti. L’assenza di contratti paralleli ha favorito la diffusione di una cultura condivisa della salute e della prevenzione sul lavoro, una cultura che deve essere ulteriormente valorizzata.
Il P.S. sottolinea l’importanza di strategie efficaci per ridurre gli incidenti, come l’innovazione tecnologica, la formazione continua, l’applicazione rigorosa delle normative esistenti e un controllo più stringente da parte degli organi preposti. Inoltre, l’attività dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) deve essere potenziata per migliorare costantemente le condizioni lavorative.
La sicurezza non è un costo, ma un dovere
La CDLS ribadisce che la sicurezza nei luoghi di lavoro non deve essere considerata un obbligo burocratico, ma un investimento imprescindibile. Garantire ambienti di lavoro sicuri significa tutelare la dignità e la vita dei lavoratori, migliorare la produttività e ridurre i costi sociali ed economici legati agli infortuni. Nessun datore di lavoro può sottrarsi a questa responsabilità.
L’organizzazione chiede con urgenza che vengano intensificati i controlli nei luoghi di lavoro, con un potenziamento dell’ispettorato e l’introduzione di sanzioni severe per chi non rispetta le norme di sicurezza. È essenziale promuovere una cultura della prevenzione e della responsabilità condivisa, affinché tragedie come quelle recenti non si ripetano mai più.