San Marino Innovation: il “becchino” delle idee che ha sepolto il futuro del Titano

San Marino, solo un puntino sulla mappa, ma che potrebbe sognare in grande… Un piccolo puntino che, però, ha un grande talento nascosto: trasformare il futuro in un ricordo sbiadito prima ancora che arrivi. 

Questa serie – blockchain, AI, stablecoin, banche, PA (“San Marino e ‘tech’: l’ennesimo ‘treno perduto’…”, “Tutto il mondo punta sull’AI…”, “Le banche di San Marino…”, “San Marino e la stablecoin…”, “San Marino, la PA si digitalizza…”) – è stata un viaggio tra le occasioni perse, e ora eccoci al capolinea, con un colpevole che merita un riflettore tutto suo: San Marino Innovation. Il nostro “grande suggeritore” doveva essere il razzo che ci sparava nel domani. E invece? Secondo me è il “becchino” che ha scavato la fossa delle idee, lasciando il Titano a giocare con i soldatini di piombo.

Parliamoci chiaro: SMI aveva tutto per cambiare il gioco. Il Decreto Delegato n. 86/2019 – ve lo ricordate? – era un ubn razzo per arrivare in orbita: blockchain per snellire la PA, una stablecoin SMR per far girare l’economia, un trampolino per attirare startup e investitori. E cosa ha fatto? Niente, zero, un buco nell’acqua che farebbe invidia a un pescatore sfortunato. Altrove, posti come l’Estonia o Dubai (non mi stancherò mai di dirlo) hanno preso idee simili e le hanno trasformate in oro: sanità digitale, certificati su blockchain, AI che organizza tutto. San Marino? SMI ha lasciato quel decreto a marcire, come un souvenir dimenticato in cantina, mentre il resto del pianeta decollava.

E non è solo una questione di pigrizia. Pensate a VeChain, quel colosso che ha piantato una sede a Dogana e poi è “scappato” con una filiale in Irlanda perché le banche qui non sapevano che farsene di un token… SMI dov’era? E il governo? A lucidare la targa dell’ufficio, forse. O alla stablecoin SMR, un’idea che poteva farci pagare il caffè con un tap sul telefono, che poteva rappresentare una forte attrattiva per gli investitori internazionali massacrati dai cambi valuta, SMI l’ha sepolta sotto una pila di “vedremo”. L’Università? Poteva essere il nostro motore tech, ma SMI non ha mai acceso la scintilla. La PA? Un groviglio che blockchain e AI potevano sbrogliare, ma SMI ha preferito fare aeroplanini di carta invece di lanciare un razzo. È un fallimento totale, un “suggeritore” che ha suggerito solo immobilismo. …Mettendoci mesi, per di più, per farlo.

I vantaggi del tech li abbiamo visti: startup che si insediano, cittadini che non bestemmiano più, un’economia che respira. Ma senza SMI che fa il suo lavoro, restano miraggi. È come avere un’astronave pronta al decollo e lasciare il pilota a casa a lucidare la visiera del casco. Estonia e Svizzera ci ridono in faccia, mentre noi stiamo ancora a chiederci se il futuro sia un film di Spielberg o una barzelletta. E il bello? SMI aveva la chiave – il Decreto, le idee, il mandato – ma l’ha buttata nel fosso, troppo impegnata a lucidare torri invece di costruirne di nuove.

Non è troppo tardi, però. Serve un colpo di scena, un lanciafiamme che bruci questo “becchino” e lo resusciti, come un’Araba Fenici, dalle sue ceneri, che lo rifondi da zero. Ma, questa volta, con un piano vero e che cancelli in batter d’occhio tutti gli “intoppi” che bloccano l’inovazione della Repubblica, sia economica che in termini di servizi e finanza. 

Immaginate un SMI che del vecchio ha solo la sede: un team di 20 teste sveglie – ingegneri, esperti tech, non i soliti amici degli amici – con un budget da 5 milioni annui, non le briciole di oggi. Si vantano di chiudere un bilancio positivo… E’ l’ennesima colpa. Una struttura come San Marino Innovation per centrare i suoi obiettivi i soldi deve “bruciarli”, per creare prima le giuste condizioni sul Titano e per, poi, raccontare al mondo quanto il Titano è bello start-up friendly. 

E del Governo, dei governi che si  sono succeduti, che dire se non chiedere che cacchio se ne fanno le start-up, che per anni non fanno utili se serie, degli sgravi fiscali. Ricordate che Microsoft è nata in garage? Cosa potrebbe nascere oggi in un contesto ben organizzato?

Sostengo che il primo passo da fare sia usare il “lanciafiamme” contro questa Saan Marino Innovation… Per poi permetterle di fare di San Marino un hub tech europeo in tre anni: una stablecoin SMR attiva entro sei mesi, gestita con la Banca Centrale e usata per tutto, dalle tasse ai tortellini; un sandbox per startup blockchain e AI, con sgravi fiscali al 50% per chi si insedia qui. SMI diventerebbe un acceleratore che pompa 10 progetti pilota – PA digitale, sanità smart, turismo tech – da testare con l’Università. Governo e Consiglio Grande e Generale devono fare la loro parte: un decreto legge entro 90 giorni che dia a SMI poteri veri – non suggerire, ma fare – e un fondo da 15 milioni in tre anni, preso dai proventi del turismo o dalle tasse sui furbetti che una SMI che funziona, un sistema ben digitalizzato riuscirebbe da solo a stanare. Basta con i burocrati che dormono in piedi: dentro gente che distingue un algoritmo da un affogliato. Sì, Mazzini docet, ricordate?, il caos è lo stesso.

San Marino potrebbe brillare: un mini-Dubai con torri e cervello, non solo cartoline. Ma SMI, così com’è, è il peso morto, la zavorra che la tira giù. È ora di scegliere: o lo facciamo saltare in aria con un bel botto e decolliamo, o restiamo a contare i turisti col pallottoliere mentre il mondo vola. Governo e Parlamento hanno la miccia in mano: la accendano, o sarà l’ennesimo “vedremo” che ci seppellisce. Questa serie finisce qui, ma la partita no… Sempre che qualcuno abbia il coraggio di pigiare il bottone rosso che sta sul detonatore…

Enrico Lazzari