San Marino. Intervista al Consigliere Savoretti (Rf): “Esigenza di un piano di salvezza nazionale”

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  • Parola alle opposizioni con una intervista a Maria Katia Savoretti di Repubblica Futura.

     

    Consigliere Savoretti, che aria tira in Consiglio dopo lo Sciopero generale?

     

    “Una brutta aria! Al netto di risolini e tentativi di sminuire il forte e deciso messaggio che i sammarinesi hanno lanciato a governo e maggioranza, credo proprio che tutti abbiano compreso che così non si può andare avanti, che la gente è davvero stufa di questa navigazione a vista verso il baratro”.

     

    Qual è la critica più grande che si sente di fare al governo?

     

    “Molte purtroppo. Lo sfascio assoluto della sanità è la più evidente, perché tutti i sammarinesi la provano sulla loro pelle. Ma c’è anche un clima generalizzato di intimidazione – basta vedere l’uso reiterato delle denunce nei confronti di cittadini o giornalisti fatta dal governo! – e di incertezza e paura. Il caro-vita – inflazione, bollette, aumento delle tasse – sta colpendo con forza i cittadini. Da mesi Repubblica Futura denuncia questa situazione ed il governo non fa assolutamente nulla per risolverla, anzi, la peggiora”.

     

    In maggioranza comincia a farsi strada il cosiddetto Distretto economico speciale (Des): opportunità o progetto pericoloso?

     

    “Ad oggi possiamo dire ben poco. Rf non è contraria a priori a progetti-paese. Certo però ci vuole vedere chiaro. Abbiamo già un modello: quando, anche insieme alla Dc abbiamo concretizzato il polo della moda lo abbiamo fatto in trasparenza, senza sotterfugi, ed addirittura abbiamo vinto un referendum. Non si possono fare le cose all’oscuro dei sammarinesi. Inoltre mi lasci dire che se questo è il progetto-paese di questa maggioranza e di questo governo, sono proprio loro i primi a dover dimostrare compattezza e convinzione, cosa che -a sentire vari interventi in Consiglio- non pare proprio esserci”.

     

    Cercherete di mandare la Dc all’opposizione nella prossima tornata elettorale o ci sono possibilità di dialogo e perché no, di convergenze?

     

    “Il nostro Congresso è stato chiarissimo. Rf è una forza politica liberale e riformista, convinta della doverosa laicità dello Stato ed attenta agli insegnamenti culturali della dottrina sociale della Chiesa. Il nostro capogruppo Nicola Renzi, ha evidenziato già qualche mese fa l’esigenza di un piano di salvezza nazionale. Il quadro politico attuale evidentemente non è in grado di produrlo, anzi, sta peggiorando consistentemente le nostre condizioni di vita. Quindi la sfida è aperta, senza preclusioni. Noi diciamo alle forze politiche e specialmente ai cittadini: vogliamo cogliere insieme questa sfida? Vogliamo salvare il nostro Paese?”.

     

    A proposito, quanto manca secondo lei alla fine della legislatura?

     

    “In ogni momento potrebbe terminare. Sono ormai troppe le tensioni nella maggioranza. È venuto meno il rispetto personale e la fiducia, ci pare. Chi urlava all’opposizione si è reso conto delle difficoltà dell’esperienza di governo; chi avrebbe il compito di guidare la maggioranza -visti i consensi ottenuti- sembra non sia in grado di farlo, cadendo quotidianamente su gaffe o incapacità di gestione del Paese: guardi ad esempio il caso delle bollette o della gestione del territorio! Insomma, siamo ormai alla fine, ma nessuno nella maggioranza ha il coraggio di dirlo”.

     

    Insistete nell’attaccare Marco Gatti sullo stato di salute di conti pubblici, ma il Fondo Monetario ha promosso San Marino. Chi ha ragione?

     

    “Noi non attacchiamo Gatti! Noi attacchiamo il governo e per motivi ben specifici. Come è possibile che sui dati del bilancio la Segreteria finanze dica che abbiamo un avanzo di 5 milioni e il Consigliere Santi dica che abbiamo un deficit di 76? Il Governo dovrebbe avere un piano generale di salvezza e rilancio del paese, invece ognuno va per conto proprio, alcuni non sapendo neppure dove. Il report del Fmi è chiarissimo: quella del debito estero è una enorme sfida e se continueremo così, purtroppo, la perderemo, con un danno enorme per il Paese, che, mai come in questo caso, ha visto davvero a rischio la sua esistenza!”.

     

    E proprio sul ricorso al debito estero siete stati e siete critici. Non crede tuttavia che il suo partito sia particolarmente responsabile della situazione odierna per quanto successo nella passata legislatura?

     

    “Il Segretario Gatti ha ammesso chiaramente -cosa che abbiamo apprezzato- che proprio per collocare il debito estero non ha fatto altro che riattivare i contatti che noi, quando eravamo al governo, avevamo creato. Insomma Rf aveva proposto agli alleati di allora di andare sui mercati, dimostrare la nostra capacità di rispondere a questa sfida e lasciare liquidità a chi fosse venuto dopo di noi. Probabilmente lo avremmo fatto a tassi assai più convenienti, rendendo un servizio importante al paese. Purtroppo ci è stato impedito.

    Circa le responsabilità di Rf, la prego, siamo seri. Tutti sanno che i dissesti del Paese dipendono dalle scelte scellerate degli anni ‘90. Concessioni di licenze bancarie, spesso in cambio di libretti, che hanno portato al dissesto del nostro sistema. Varie commissioni di inchiesta e vari processi lo hanno dimostrato con chiarezza e, non credo sia un caso, in nessuno di questi è stato tirato in ballo un esponente di Rf”.

     

    Qual è il settore dove interverrebbe immediatamente e che cosa farebbe?

     

    “Le dico tre cose: 1) Abolizione immediata del COT (il famoso “centralino” dell’Iss, ndr). 2) interventi sul caro-vita tramite la Smac card per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie. Queste si possono fare immediatamente. 3) lavorare ad un progetto per l’indipendenza idrica ed energetica della Repubblica. Noi lo stiamo predisponendo e speriamo in qualche mese di essere pronti a proporlo alla cittadinanza”.

    David Oddone

    (La Serenissima)