San Marino. Intervista a Mancini (Ps): “Tagli, cosa faranno ora i dipendenti di Banca Centrale che siedono in Consiglio e Congresso”? (Da Repubblica Sm)

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  • Se ne è parlato in sordina come se la cosa non riguardasse tutti i cittadini o fosse comunque un fatto di poco conto. Il ricorso all’indebitamento estero al contrario è qualcosa che cambierà radicalmente la società sammarinese e i suoi cittadini. Ne abbiamo parlato con il Consigliere Alessandro Mancini.
    Dunque ormai è certo, ricorreremo all’indebitamento?
    “Sembra proprio che ai piani alti sia stata presa questa decisione amarissima e che ci sia poco da fare perché chi ha il potere di decidere cambi idea. Dalle pagine del Corriere della Sera siamo stati avvertiti di avere un’unica strada, quella dell’indebitamento e a parte le tardive denunce che sarebbero partite mi sembra che ci sia tutta la buona volontà da parte del governo di non fare arrabbiare e di non scombinare i piani di chi da tempo aveva già stabilito come San Marino dovesse andare verso l’indebitamento”.

    A scorrere la relazione sul piano di stabilità si leggono considerazione forti sul fatto che i sacrifici attuali ci porteranno dritti verso un futuro più radioso. Un modo sicuramente originale di interpretare il ricorso all’indebitamento. Lei come la vede?
    “Si dovrebbe piuttosto chiedere scusa ai cittadini perché dopo aver messo in campo azioni che hanno drenato fiducia e soprattutto liquidità ora ricorriamo all’indebitamento. Invece succede addirittura che si dica che dovremmo esser contenti, che stiamo avendo un’opportunità. Si ha l’impressione di essere continuamente presi in giro”.

    In generale cosa c’è di nuovo nella relazione sul piano di stabilità che abbiamo letto ieri?
    “Di cose nuove ne ho viste ben poche, molte parole e progetti riesumati che saranno di difficile realizzazione in un contesto dove mancano soprattutto le competenze e dove è proprio l’incompetenza a creare i maggiori problemi al Paese”.

    Era ora che si provasse a ripensare la struttura di Banca Centrale anche se restano tutti i dubbi sul perché si sia voluti intervenire dopo che il sistema e la sua reputazione hanno subito gravi danni. Si troverà il modo di passare effettivamente dalle parole ai fatti? O ci saranno delle resistenze?
    “Era ora che si intervenisse su Banca Centrale ma sarebbe stato opportuno farlo prima e non dopo l’aver arrecato al sistema danni irreparabili. Si è commissariata una banca senza avere il quadro preciso che sarebbe dovuto emergere dall’asset quality review la cui consegna non si capisce il perché continui a slittare di mese in mese. Ora apprendiamo che sarebbe attesa per giugno.”.

    Nella conferenza stampa delle opposizioni sulla relazione di Savorelli si è detto che questa Banca Centrale è peggiore della precedente. In che senso?
    “Come dicevo prima si sta rimandando di mese in mese la consegna di documenti vitali per il sistema tra cui l’asset quality review. Poi è chiaro che si è voluto cambiare tutto per non cambiare evidentemente nulla. Gli atti presi da Savorelli nessuno mai li ha messi in discussione. Tornando a Banca Centrale mi sia consentita una considerazione finale. Oggi abbiamo avuto modo di indicare alcune ‘derive’ presenti nel progetto di riorganizzazione di Bcsm. C’è però una questione di metodo e di sostanza. E’ bene far notare che tra i proponenti del presente progetto ci sono membri di governo e segretari di partito dipendenti di Bcsm. Sono molto curioso di vedere quanta coerenza metteranno in campo. Mi spiego meglio. Staranno, come si suol dire, ‘nel macchione’ oppure si assumeranno pienamente le responsabilità delle loro scelte fino in fondo? Podeschi, Zafferani e Guidi saranno in prima fila a argomentare le ragioni di questi tagli? Avranno il coraggio, di fronte all’istituzione di cui sono dipendenti, di fare anche passi dolorosi? Avranno il coraggio di porsi ad esempio decurtandosi drasticamente lo stipendio? Oppure, qualora la riorganizzazione indicasse la loro posizione non utile in Bcsm, avrebbero la coerenza di licenziarsi? Io ho i miei dubbi. Sono convinto che li vedremo, stavolta, parlare molto poco. Su Cassa, Asset e sistema bancario ci hanno deliziato di tanti discorsi in aula consigliare. Per me, questa volta, si asterranno in nome del conflitto di interesse. D’altronde ci sono conflitti e conflitti… A pensarci bene, però, non ci sarebbe nulla di cui stupirsi. Continueremo, infatti, a essere spettatori dell’ennesimo bluff”.

    Olga Mattioli (Repubblica Sm)