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  • San Marino. “Intrecci” fra Cricca e politica. “Decreti-Confuorti”: se Mimma Zavoli e Vanessa D’Ambrosio li firmarono, Roberto Giorgetti oggi candidato di REPUBBLICA FUTURA li “blindò” in Consiglio … di Enrico Lazzari

    Nell’ambito della serie di analisi ed approfondimenti delle responsabilità politiche che hanno permesso sia la scalata nell’occupazione di posti chiave della gestione pubblica e dello Stato, che l’influenza della “cricca” in delicate scelte politico-finanziarie sammarinesi, abbiamo ricordato ieri (leggi qui) il ruolo che Mimma Zavoli, candidata di Libera per le prossime elezioni, (assieme a Vanessa D’Ambrosio – non candidata, ma UDS e vicina alle posizioni di Area Democratica, ora confluita in Repubblica Futura ndr) ha avuto durante il suo semestre reggenziale nel non aver bloccato i controversi e cosiddetti “decreti-Confuorti”, ovvero i decreti “urgenti a sostegno del sistema bancario” n. 78, 79 e 80 presentati dalla Segreteria di Stato alle Finanze all’epoca guidata da Simone Celli (SSD) ma la cui definizione dei contenuti -alla luce degli atti emersi nel corso dei recenti processi, nel caso delle precise comunicazioni fra lo stesso Celli e chi si celava dietro la mail “*@adfinancial.net” (dominio riconducibile ad una società a sua volta riconducibile al finanziere lucano Francesco Confuorti)- sarebbe stata influenzata e supervisionata, direttamente o tramite suoi tecnici, dallo stesso Confuorti, in altri atti indicato come il vero “capo” occulto di Banca Centrale in quel periodo e, dal Segretario agli Interni attuale, Gian Nicola Berti (Alleanza Riformista), in Consiglio Grande e Generale come “capo” occulto del governo AdessoSm, almeno in materia di politica economica e finanziaria.

    Per meglio comprendere ricordiamo il contenuto di una di queste email (leggi qui), inviata il 31 maggio 2017 alle ore 12:20 da tal “Rosy” della -si presume dall’indirizzo mail stesso- Segreteria Advantage Financial, società riconducibile a Confuorti: “Buongiorno, Le invio in allegato l’ultima versione del comunicato per la Cassa di risparmio e Le comunico che non c’è bisogno di fare due comunicati in quanto ne basta uno. Inoltre Le chiedo di chiamare il Presidente Confuorti appena possibile. Grazie, Rosy”. Una mail che non ha pertinenza nel caso specifico, i “decreti-Confuorti”, ma che appare quanto mai eloquente sull’influenza ingiustificabile che viene esercitata sul governo AdessoSm in materie bancario-finanziarie da un finanziere italiano che non risulta avere alcun mandato o consulenza governativa.

    A rafforzare ulteriormente il sospetto di influenze indebite esercitate da Confuorti sul governo AdessoSm ci sono altre mail, Ricordiamone una, questa volta inviata da Celli direttamente alla casella della stessa AdF, ma personale di Confuorti, il 5 giugno 2017 alle 17:15, in cui il “mittente” chiede al finanziere lucano se “per garantire l’operazione Asset” deve “promulgare decreto dove” riconosce “a Carisp credito di imposta per accollarsi short-fall di patrimonio”. “Fate sapere -conclude Celli- così inizio a lavorarci”!.

    Ma torniamo ai cosiddetti “decreti Confuorti”, tre decreti governativi emanati con procedura di urgenza, che l’allora Reggenza composta da Mimma Zavoli e Vanessa D’Ambrosio ha “firmato” nonostante una manifestazione che ha portato sul Pianello parte della cittadinanza e le decise critiche dell’opposizione che presentò, nella sessione 17/21 luglio 2017 del Consiglio Grande e Generale, un ordine del giorno per bloccarli.

    E oggi parliamo proprio di questo, di come questo odg, che se approvato dai “Sessanta” avrebbe bloccato i controversi decreti 78, 79 e 80, è stato bocciato dalla maggioranza. Una bocciatura che, col senno di poi, alla luce di quanto emerso successivamente in atti processuali o giudiziari, rappresenta una pesante responsabilità per chi l’ha voluta e favorita, poiché ha determinato -nel concreto- il recepimento nella legislazione, nell’ordinamento sammarinese, di norme volute o influenzate da quel Francesco Confuorti oggi a processo nonché indagato in una indagine che ruota attorno ad una vera e propria associazione a delinquere al fianco di Daniele Guidi, Marino Grandoni, Alberto Buriani e ampia parte della governance dell’epoca di Banca Centrale.

    L’odg di opposizione, infatti, venne bocciato con 32 voti contrari e 20 favorevoli. Ma chi votò contro? Facile, la maggioranza di AdessoSm, composta da Repubblica Futura, Civico 10 e SSD.

    L’Odg -dichiarò Stefano Canti (Pdcs) in Aula, a margine dell’illustrazione ai “Sessanta” dei contenuti del medesimo documento- va nella direzione di ricostruire condivisione su tematiche che riguardano il sistema bancario e finanziario. Solo con la condivisione su un tema così importante potrà essere ristabilita la normale dialettica tra maggioranza e opposizione e sarà possibile delineare un indirizzo in quest’Aula per Banca Centrale e non continuare più, come succede ad oggi, con il contrario, con un governo che prende per buono quanto gli dice Bcsm e il Consiglio deve solo ratificarlo”.

    Notate bene: “…e non continuare più, come succede ad oggi, con un governo che prende per buono quanto gli dice Bcsm e il Consiglio deve solo ratificarlo”!!! A conferma che segnali di una sorta di “eterodirezione” esterna al governo erano individuabili anche all’epoca. Non averli colti è senza dubbio una pesante macchia per tutti i consiglieri che non lo fecero

    Ma responsabilità ancora maggiore è essersi battuti contro quell’odg, senza lasciare alcuno spiraglio di dialogo con la minoranza parlamentare che li criticava aspramente, come fatto da chi in quella seduta consigliare prese la parola per invitare l’Aula a bocciare l’odg di minoranza senza se e senza ma: Roberto Giorgetti (oggi candidato di Repubblica Futura) che fu lapidario relativamente alla posizione del suo gruppo: “…Non siamo disponibili assolutamente al ritiro”!!!

    L’Odg così come formulato non può essere assolutamente accolto”, ammoniva Giuseppe Morganti, esprimendo la posizione dell’allora SSD, evidenziando, comunque, in ampi passaggi dell’intervento che esprimeva la posizione del gruppo, una concreta apertura al confronto, in materia, con le opposizioni. Contrarietà all’approvazione anche dall’allora Civico 10, espressa dal capogruppo Matteo Ciacci con una ancor più convinta apertura al confronto con la minoranza parlamentare su questa delicata materia.

    Dunque, mentre negli interventi di Morganti e, soprattutto, Ciacci si intraveda una sorta di palese intento di apertura al dialogo con la minoranza -ovvero nessun “arroccamento” su quei decreti, pur nella fermezza di respingere l’odg che avrebbe bloccato i decreti, l’intervento di Roberto Giorgetti di Repubblica Futura lascia intravedere una posizione ben meno dialogante con la minoranza e ben più “arroccata” in difesa dei cosiddetti “decreti-Confuorti”: “Il ritiro dei decreti -si legge testualmente nel resoconto dei lavori consigliari- vorrebbe dire azzerare un progetto già ampiamente discusso in questi mesi, e non c’è altro al suo posto se non il ‘tanto peggio tanto meglio’. Non siamo disponibili assolutamente al ritiro…Nessuna apertura, quindi, dai banchi di RF, perchè ciò avrebbe significato, secondo le parole di Giorgetti, “azzerare un progetto”… Peccato che oggi -grazie a precisi atti processuali e giudiziari- tutti abbiano compreso che quel progetto, quei decreti, era “progettato” sì da Celli, ma unitamente a Francesco Confuorti

    Noiconcludeva Giorgetti il suo intervento- non cerchiamo lo scontro con i 30 mila cittadini di questo Stato, abbiamo delle idee, può darsi non ci si trovi d’accordo, ma non è scontro, è diversità di idee…

    Enrico Lazzari

     

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