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  • San Marino. Juvenes dogana k.o. col Pennarossa in coppa, ma tutto è ancora aperto

    I biancorossoblù cadono per 3-2 nell’andata degli ottavi. Levani: “Abbiamo sbagliato tutto”

    Al terzo impegno stagionale, la Juvenes Dogana trova la prima sconfitta, dopo due vittorie, battuta per 3-2 dal Pennarossa nell’andata degli ottavi di finale di Titano Futsal Cup. Uno stop non indolore, perché fa male per come sia arrivato, frutto anche un approccio sbagliato alla partita, ma che comunque potrà essere recuperato nel ritorno del doppio confronto: il singolo goal di scarto lascia aperta ogni possibilità di qualificazione. “Abbiamo sbagliato tutto, non facendo nulla di quanto avessimo preparato – commenta Roberto Levani, allenatore dei biancorossoblù –. In campo c’era il caos, ognuno era per sé, e sono rimasto deluso: siamo stati ciò che non dev’essere una squadra. Bravissimo l’avversario, che ha fatto la propria degna partita, ma per noi, a parte i primi minuti del secondo tempo, in cui abbiamo condotto il gioco, è stato buio totale”.

    A sbloccare l’incontro è proprio il Pennarossa, dopo 26 minuti, con la rete di Alessandro Podeschi. Rientrati dagli spogliatoi, i biancorossoblù tornano in campo con un altro spunto, ribaltando il risultato nel giro di 11 minuti, grazie alle reti dei soliti Simone Chezzi (al 36′) e Nicolò Gianni (al 41′), a segno in tutte e tre le prime uscite stagionali. La rimonta della Juvenes Dogana, però, si ferma qui e la riscossa del Pennarossa transita per i piedi dei due pivot, Alex Maiani e di nuovo Podeschi, che, tra il 52′ e il 58′, costruiscono il controsorpasso e portano sul +1 la squadra di Chiesanuova in vista del ritorno degli ottavi, in programma il 9 novembre.

    Incassata la delusione, con la consapevolezza che ancora ci sia tanto da lavorare e che la stagione sia solo all’inizio, Levani prova a trovare un lato positivo nella brutta serata di Acquaviva: “Tutto serve, perciò spero che quest’incontro sarà utile ai ragazzi per capire come non approcciare le partite e che dovremo essere sempre molto umili. Questo è ciò che dirò loro: serviranno umiltà e lavoro, perché in campo ho visto una squadra che non aveva voglia di giocare. Io mi prendo la responsabilità di questa serataccia perché, se succedono queste cose, la colpa è dell’allenatore, ma voglio che anche i ragazzi si assumano le proprie. Giocare così, senza determinazione e senza concentrazione, non è possibile”.

    Comunicato Stampa