San Marino. La nuova stagione del sistema finanziario, di Cassa di Risparmio e degli NPL … di Alberto Forcellini

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    Che sia cambiata l’aria nel sistema bancario sammarinese, lo hanno percepito un po’ tutti. Lo certifica il risultato dei recenti incontri al vertice a Roma, dove l’argomento è stato sul tavolo dei lavori tra il Segretario Marco Gatti, il Presidente Draghi e il Ministro Franco. Il primo dato è relativo all’accreditamento dell’azione di governo, che ha posto le basi per un obiettivo agognato da oltre tre lustri: la libera circolazione dei servizi finanziari. Ovvero la possibilità per le banche sammarinesi di operare anche fuori confine. Il che si tradurrà con l’avvio di un progetto di integrazione bancaria e finanziaria inserita nel quadro italiano ed europeo. In parole povere, si dovrà realizzare un sistema di vigilanza secondo canoni internazionali.

    È davvero una nuova stagione per il sistema bancario sammarinese, che ormai da qualche tempo si respira soprattutto in Cassa di Risparmio dopo tre anni orribili, che l’avevano posta nella condizione di una banca decotta, se non addirittura fallita.

    A ridurla in quelle condizioni, il presunto “progetto di rilancio” messo in atto dal governo di Adesso.sm, probabilmente ispirato dai “grandoniani” come rivela la relazione della commissione di inchiesta, e perseguito pervicacemente dagli allora vertici di Banca Centrale. Ma anche Celli e colleghi hanno fatto la loro parte. Cominciando dalla chiamata alle armi di Nicolino Romito, il montepaschiano che ha firmato il passivo di bilancio da oltre mezzo miliardo di euro. C’è poi la storia dell’annessione di Asset, fatta chiudere con una procedura talmente veloce e sopra le righe, da essere ancora all’esame del tribunale. Ci sono i debiti di Cassa assorbiti dal bilancio dello Stato e spalmati per 25 anni, con gravissimo nocumento per le finanze pubbliche.

    Ma soprattutto c’è la vendita degli NPL, anche questa perseguita con procedure molto discutibili. Ma la sostanza è che oltre due miliardi di euro sono stati praticamente regalati ad una percentuale ben al di sotto delle quote di mercato. Le cronache raccontano di una percentuale del 7 per cento, contro il 20 / 30 per cento delle quotazioni correnti. Nel pacchetto erano compresi i crediti sanitari, che non erano crediti non esigibili, bensì investimenti fruttiferi all’8 per cento di interesse. Neanche un bambino avrebbe fatto un affare del genere.

    Alla fine dei conti, a Cassa è tornata una percentuale del 3 per cento su oltre due miliardi. Tolte le spese, è rimasto quello che si dice “un piatto di lenticchie”. Senza neanche il classico zampone natalizio.

    Non stiamo a raccontare le promesse, le assicurazioni, i mega progetti di sviluppo raccontati dal governo Adesso.sm, mescolati al super obiettivo di fusioni bancarie. Molti se li saranno perfino dimenticati, ma forse è meglio così, perché scrivono una pagina davvero brutta della storia recente.

    Ad oggi ci sono altri NPL in Cassa di Risparmio. Che sono comunque un peso, ma la loro gestione passerà per ben altro pettine. Innanzi tutto, la nuova governance presieduta dal professor Gianfranco Vento, ha deciso per una gestione interna, creando un circolo virtuoso professionale ed economico. Questo in particolare per quello che riguarda i crediti sanitari rimasti, che in effetti non sono NPL perché quasi totalmente esigibili. Le strade sono due: o la gestione interna, come si diceva; oppure la vendita, però per una cifra pressoché vicina al loro valore reale. Si parla di una sessantina di milioni, che non sono noccioline. E che sarebbero come miele in una situazione innestata sul pregresso che abbiamo visto e in un contesto economico che per un anno e mezzo è stato strozzato dall’emergenza sanitaria.

    Sicuramente non è il quadro che dipinge Repubblica Futura nelle sue comunicazioni, sempre improntate ad una visione distorta di quanto accaduto e di continuo livore rispetto al cambio di rotta impresso dal nuovo governo. Come se fosse dispiaciuta, RF, della risoluzione dei problemi e di quel recupero di immagine e di credibilità che ormai tutti riconoscono a San Marino. A cominciare dal Fondo Monetario Internazionale, che per la prima volta, dopo anni di sottolineature critiche e di elenchi di problematicità, ha lodato l’azione di Cassa e del governo, che rappresenta la proprietà pubblica dell’istituto. Si è appena aggiunta anche l’Italia, che si porrà al fianco di un “vero” progetto di sviluppo e di rilancio, che accompagnerà non solo Carisp, ma l’intero sistema bancario sammarinese.

    a/f