San Marino. La tenuta del governo ruota attorno a Bcsm? (di David Oddone da La Serenissima)

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    Ha lasciato grossi strascichi la vicenda delle dimissioni di Giacomo Volpinari dal Condir di Banca Centrale.

    Fra i passaggi della lettera con cui ha salutato Via del Voltone ce ne sono alcuni emblematici: “(…) numerosi sono gli accadimenti avvenuti negli ultimi anni che hanno certamente creato quel cerchio di costante tensione attorno a Bcsm, i cui tratti sono anche stati resi pubblici nelle cronache nazionali, come ad esempio gli atti delle commissioni di inchiesta e quelli dei procedimenti giudiziari. A mio parere, queste situazioni hanno fatto emergere le diverse distorsioni del modello per come impostato, le pesanti e negative conseguenze per coloro che lo hanno contrastato e le altrettanto pesanti ricadute per il Paese che, in ultima istanza, è stato (e continua ad essere) costantemente chiamato a farvi fronte”.

    E ancora Volpinari parla della “(…) presenza di importanti professionalità all’interno di questo Organismo che meriterebbero di essere impiegate e valorizzate profondamente e concretamente e (…) come siano presenti oggettivi problemi strutturali che riguardano, l’architettura dell’impianto giuridico e sostanziale del sistema che è stato via via delineato e che dovrebbe essere concretamente rivisto”.

    Le critiche dell’ormai ex membro del Consiglio Direttivo appaiono certamente più rivolte al passato, che alla attuale gestione della Tomasetti. Mentre per quanto riguarda il presente, si legge un invito alla politica ad intervenire direttamente sulla “struttura” dell’ente di vigilanza.

    Quel che è certo è che i tempi della discussione danno di che pensare.

    Da un lato c’è in gioco la conferma del Direttore Generale Andrea Vivoli. Dall’altro c’è chi legge il mal di pancia del membro indicato da Rete, come l’inizio della fine dell’esecutivo.

    Un modo insomma, per il movimento, di cominciare a defilarsi e riconquistare quel consenso che giorno dopo giorno viene eroso da Demos e Libera.

    C’è infine una ultima chiave di lettura, ovvero quella che parla di attriti fra Gianfranco Vento (Carisp) e il Presidente Bcsm, Catia Tomasetti. Con quest’ultima che avrebbe assunto provvedimenti non proprio graditi dai vertici di Cassa.

    Tanto che gli osservatori scommettono nella volontà di Vento di prendere il posto della Tomasetti al vertice di Bcsm.

    Maggio però, mese della sua possibile riconferma alla guida di Banca Centrale, non è assolutamente dietro l’angolo e l’impressione è che ne succederanno parecchie prima di questa scadenza.

    La sensazione allora è che qualcuno voglia utilizzare – politicamente parlando – il posto ricoperto dalla Tomasetti come “moneta di scambio” per la tenuta dell’attuale maggioranza.

    Una risposta a parte di queste domande si avrà probabilmente con la decisione finale di Volpinari: dimissioni irrevocabili o “avvertimento”? Vedremo.

    Uscendo dal gossip politico e passando alla cronaca, certamente più reale e tangibile, rileviamo le dichiarazioni di Matteo Ciacci, leader di Libera, in conferenza stampa: “Il membro di Rete nel direttivo si dimette davvero o le ritira come Ciavatta o altri Segretari?”.

    Libera ci va giù ancora più dura nella sua impietosa analisi: “In un periodo in cui deve essere confermato il Direttore Generale Vivoli e con il mandato della Tomasetti che scade a primavera ci si chiede se dietro all’attacco alla Presidente ci sia uno scontro tra vertici sui progetti principali del settore bancario”. Con Ciacci che parla apertamente di disaccordo con l’Ad di Carisp.

    Una cosa è certa. Con l’arrivo dell’attuale governance in Banca Centrale si è assistito ad un taglio netto col passato. Un passato non proprio esente da polemiche, per utilizzare un eufemismo.

    Lascia pertanto piuttosto interdetti la volontà di mettere oggi in discussione il tandem Tomasetti-Vivoli. Soprattutto da parte di chi quel “passato” lo ha fortemente e lecitamente osteggiato.

    Punti di vista.

     

    David Oddone

    (La Serenissima)