In molti l’hanno notata: elegantissima, bella, sorridente. E subito la voce è corsa di bocca in bocca: c’è anche la fidanzata.
Nel corteo reggenziale del 1 aprile, dietro alle due coppie dei Capi di Stato, c’era la fidanzata di Giacomo Simoncini. L’ormai ex Capitano Reggente accusato di molestie sessuali nei confronti di una dipendente della Segreteria Istituzionale, messo sugli scudi da alcuni giornali e giudicato immediatamente colpevole da alcune frange oltranziste. Peraltro senza che nessuno conoscesse né la posizione della presunta vittima, né quella del presunto colpevole. Ricostruzioni comunque fantasiose sulla base di chiacchiere e pseudo informazioni giornalistiche.
Ma il viso fresco, la leggerezza di Beatrice (questo il nome della fidanzatina di Giacomo) è stato un messaggio potentissimo verso quella verità nascosta che ora solo il tribunale potrà ristabilire. Il richiamo alla Beatrice dantesca viene quasi immediato: messaggera di quel lumen gloriae che avvicina a Dio, che per sua stessa natura è verità assoluta.
Più prosaicamente viene da pensare che i due fidanzati si siano parlati, confidati, consigliati tra di loro, che abbiano rinsaldato il loro legame e non si siano lasciati come avevano preconizzato alcune malelingue, tentando di dimostrare l’impossibile e alimentando ulteriore gossip. È probabile che Giacomo Simoncini, pienamente convinto del suo agire, abbia manifestato la sua posizione appena due minuti dopo aver smesso i panni del Reggente, forte di questo prezioso sostegno.
“Non ho fatto niente di male”. Semplice, diretto, franco. Un linguaggio esplicito e sincero, volto a smontare l’impalcatura di fake, peggio ancora di strumentalizzazioni politiche, che sono state costruite su una storia brutta da qualunque parte la si guardi. E lo dice lui stesso, quando fa riferimento all’istituto reggenziale immolato sull’altare del bieco interesse politico.
Purtroppo, i suoi accusatori a prescindere, con la scusa di tutelare la presunta vittima, la danneggiano sempre più pesantemente con il loro modo di fare. Perché la stanno usando senza scrupoli, come se non avesse le capacità di farsi le sue ragioni. La tutela della donna, passa attraverso altri canali, il primo dei quali è proprio la discrezione, il tatto, la delicatezza, il rispetto della sua intimità. Le ultime notizie raccontano che si sta spingendo per un’azione di Sindacato della Reggenza. È così che si difende una donna, con la pubblicità ad oltranza?
La violenza passa attraverso altri registri. Ne abbiamo avuto un saggio con l’altra vicenda che coinvolge un altro giovane politico, il quale però non ha avuto la schiettezza e l’onestà imposte dal suo ruolo istituzionale, di intervenire pubblicamente e che continua ad ammantarsi di silenzio. Perché quegli stessi media così puntualmente informati, che ora si stracciano le vesti, non hanno detto nulla e continuano a non dire nulla?
In ogni caso, le più recenti evoluzioni della storia di Palazzo sembrano confermare che non c’è ancora nessuna denuncia depositata in tribunale. Allora: chi ha fatto uscire la notizia e perché? Quale scopo aveva? Si è reso conto che, oltre a colpire le persone e a far loro danno, avrebbe gettato una luce terribile anche sulle istituzioni e più in generale su tutto il Paese? Si è reso conto che dando in pasto al pubblico una siffatta notizia si sarebbe scatenata la morbosità più bieca? Oppure, era proprio questo che voleva? Perché ha messo in piedi una tempistica a dir poco sospetta? Non poteva aspettare una decina di giorni? E se adesso fosse lo stesso Simoncini a prendere la situazione in mano, denunciando tutti gli attori coinvolti per diffamazione e vilipendio? E magari lo facesse anche l’Avvocatura dello Stato?
Siamo arrivati a un punto tale di degrado che, per rispetto di entrambi i soggetti coinvolti nella vicenda di Palazzo e dello stesso istituto reggenziale, sarebbe bene che tacessero giornali e media, affinché giustizia sia fatta e la verità possa a venire a galla. Dei tribunali issati in piazza abbiamo tutti un triste ricordo, perché non hanno mai scritto belle pagine di storia umana. E comunque, Beatrice, ha dato a tutti una grandissima lezione.
a/f