Che i sammarinesi avessero la memoria corta è cosa risaputa e comprovata, ma a destare tutti noi e a far tornare alla mente fatti tutto sommato recenti, ma già inghiottiti da questa strana nebbia che a volte avvolge il Monte Titano e tutto nasconde e sopisce, ci ha pensato una Interpellanza del Gruppo Consiliare di Repubblica Futura che ha messo nel mirino un quotidiano telematico, “Giornale.sm”, che, mi corre l’obbligo di specificarlo, ospita da anni la mia rubrica settimanale, probabilmente reo di essere stato fastidioso rispetto alla visione delle cose di R.F.
Ovviamente, la risposta da parte del Direttore del quotidiano non si è fatta attendere e da giorni la “querelle” continua senza soste. Ora, senza entrare nel merito della questione, anche se forse sarebbe sufficiente rendere pubblica la risposta ottenuta all’interpellanza, il risultato vero di tutta la faccenda è che dalle nebbie del Titano sono riemersi fatti certamente gravi, accaduti, confermati, e che riguardano tutti i sammarinesi, nessuno escluso.
Mi riferisco agli accadimenti che si rifanno alla così detta “CRICCA”, e che hanno coinvolto imprenditori, politici, esponenti di Banca Centrale e giudici in una operazione effettivamente inquietante. Gli uomini della “cricca” si sono insinuati fortemente nel sistema Sammarinese, tentando di occuparlo definitivamente.
Un finanziere lucano, grazie a connivenze e complicità, addirittura attraverso i suoi uffici, aveva la possibilità di aggiustare, a proprio uso e consumo, decreti con forza di legge prima che arrivassero in Consiglio Grande e Generale. E questo è un fatto gravissimo, ma quel che è peggio è che è stato possibile grazie ad una serie di “spalloni” e, soprattutto, alla compiacenza politica di qualche esponente, altrimenti tutto ciò non sarebbe stato possibile.
Quegli accadimenti hanno prodotto danni consistenti: soldi persi, si dice circa un MILIARDO DI EURO; la illegittima liquidazione di Asset Banca, alla quale il Tribunale ha dato ampia ragione, anche se, a tutt’oggi, nessuna azione di indennizzo sembra essere avviata a favore degli azionisti ingiustamente colpiti; i danni di immagine e di credibilità nei confronti del sistema San Marino sono stati davvero notevoli, con riverbero sia interno che esterno, e con le intuibili ricadute negative.
E quel che affermo non è una mia semplice convinzione, ma è confermata da alcuni fatti concreti: Un esposto della D.C del 2017, con il quale denunciava ai Capitani reggenti e ai membri del Congresso di Stato, l’esistenza di un gruppo eversivo; la Relazione finale della Commissione Consiliare sulle banche, approvata all’unanimità dal Consiglio Grande e Generale, la quale aveva scoperchiato la pentola; le risultanze giudiziarie dei procedimenti avviati dal Tribunale.
Ora però c’è un fatto nuovo, a seguito della “querelle” di cui già ho detto, il Direttore di “Giornale.sm” ha presentato alla Reggenza, una richiesta di istituzione di una nuova Commissione Consiliare d’Inchiesta per fare chiarezza definitiva su quanto è successo e per fare emergere le responsabilità di coloro i quali lo hanno permesso.
Non so quale sia l’iter istituzionale in questo caso in cui la richiesta avviene da parte di una singola persona, ma sono curioso di sapere come reagiranno le forze politiche, soprattutto chi ha presentato l’esposto denuncia nel 2017.
D’altronde il tema della richiesta esula dalla schermaglia in atto, ma pone l’attenzione sui fatti e accadimenti veramente pregnanti rispetto al diritto dei cittadini di vivere in un Paese dove non sia il connubio politica/affari a dettare le regole e le leggi.
Quindi non ci vedrei nulla di irrituale se le forze politiche presenti in Consiglio Grande e Generale facessero propria la richiesta di istituzione di una nuova Commissione d’Inchiesta, in quanto la questione è estremamente seria e la ricerca della verità non dovrebbe fare paura a nessuno dei sessanta Consiglieri che siedono in Consiglio in rappresentanza del popolo.
Augusto Casali
Leggi anche: