San Marino. Le opposizioni in coro: “Non si fermi il processo sul Conto Mazzini”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Sono tutte condensate attorno al tema della giustizia le preoccupazioni delle ex opposizioni che ieri mattina hanno chiesto un incontro agli Eccellentissimi Capitani Reggenti che hanno poi effettivamente incontrato nel pomeriggio. Ne abbiamo parlato con il consigliere di Rete Roberto Ciavatta.

    Perché le ex opposizioni hanno ritenuto di incontrare la Reggenza?
    “Abbiamo voluto esprimere la nostra vicinanza all’Eccellentissima Reggenza perché, essendo l’unico organismo politico in carica, consideriamo le pressioni di questi giorni sulla giustizia un vero e proprio attacco. Mi riferisco ai due fatti gravissimi che sono accaduti, da un lato la lettera del giudice Caprioli che mette in relazione i lavori del Mazzini rispetto alla presa d’atto dei due giudici d’appello; dall’altro all’atto che reputiamo ancor più grave del dirigente Guzzetta che anziché risolvere il problema che gli era stato posto da un sottoposto ha pensato invece di divulgarlo a istituzioni politiche (e non) che peraltro al momento non ci sono, fatta eccezione per la Reggenza. Atti che reputiamo gravissimi perché segnalano l’esistenza di una volontà di aprire una spaccatura e una guerra tra poteri dello Stato”.

    Anche Repubblica Futura ha incontrato la Reggenza.
    “Si tratta di due incontri del tutto indipendenti e dove ho ragione di credere siano state espresse posizioni molto distanti. Noi abbiamo espresso vicinanza alla Reggenza anche perché siamo molto preoccupati per le posizioni che alcuni partiti tengono a loro dire a tutela del tribunale e contro le istituzioni politiche”.

    Quale è stata la vostra richiesta?
    “Abbiamo chiesto che ci si adoperi affinché il Mazzini venga portato a termine nei tempi più stretti possibili. Se c’è da posticipare qualcosa, si tengano indietro magari le multe ma si vada avanti con il Mazzini. Il giudice Caprioli del resto era stato assunto due anni fa proprio per seguire il processo Mazzini e in questo tempo negli organismi preposti le ex opposizioni hanno sempre domandato come mai i tempi fossero così lunghi, ci sembrava inspiegabile. Quello che viene avanti ha il sapore di un vero e proprio ricatto. Se fossimo in una fase ordinaria partirebbero i sindacati verso questi signori, non è possibile trattare così le istituzioni, colpire la Reggenza che è sì la suprema magistratura ma che con gli organismi che al momento non esistono non ha nemmeno la facoltà di convocarli per poter accedere ai dati”.

    C’è un problema di carenza di informazioni?
    “Sì, il problema è tutto legato alla mancanza di informazioni. Non abbiamo dati ufficiali. Ora Guzzetta convoca una conferenza e parla di centinaia di arretrati nell’amministrativo. Lo fa in maniera inusuale essendo peraltro inadempiente perché per l’anno 2018 non abbiamo ancora la relazione sullo stato della giustizia. In quella del 2017 non risultavano arretrati nell’amministrativo. E’ dunque necessario un controllo e che questi possano esser fatti dagli organismi preposti che al momento, a Consiglio sciolto, non ci sono. La presa d’atto dei giudici da parte del Consiglio Grande e Generale contempla anche un ruolo di controllo sullo svolgimento dei bandi. Non si può pensare di prescindere da una verifica che per esser fatta ha necessità che gli organismi siano in carica e che non può assolutamente avvenire in questa fase”. Una posizione, quella di Ciavatta, condivisa da tutte le ex opposizioni che assieme si stanno battendo contro l’ennesima forzatura che, ha concluso Ciavatta: “sarebbe inimmaginabile in qualunque Paese democratico”.

    Repubblica Sm