Durante la conferenza stampa del Congresso di Stato dell’11 febbraio 2025, il Segretario di Stato per il Lavoro e l’Istruzione, Teodoro Lonfernini, ha affrontato il tema della crisi demografica che sta investendo la Repubblica di San Marino e le sue conseguenze sul sistema scolastico. Con soli 149 bambini nati nel 2024, la necessità di un intervento strutturale diventa sempre più evidente.
Lonfernini ha evidenziato che il calo delle nascite ha un impatto diretto sulle scuole e sull’intero sistema socio-economico, rendendo necessaria una riorganizzazione dei 38 plessi scolastici esistenti. A tal proposito, ha annunciato che entro il 28 febbraio un gruppo di lavoro presenterà una relazione dettagliata sulle soluzioni più idonee per garantire l’equilibrio del sistema educativo e l’ottimizzazione delle risorse.
Il Segretario ha sottolineato che il problema della denatalità non riguarda solo San Marino, ma coinvolge anche i territori circostanti, in particolare l’entroterra italiano, dove molte scuole stanno chiudendo a causa della diminuzione degli studenti. Per questo motivo, nel corso della conferenza stampa è stata avanzata l’ipotesi di una maggiore collaborazione con i comuni limitrofi, un tema già in discussione da tempo e che potrebbe offrire nuove opportunità per entrambe le parti.
Rispondendo a una domanda sulla possibilità di accogliere studenti provenienti dall’Italia, Lonfernini ha ricordato che il sistema scolastico sammarinese è già aperto a questa eventualità e che, data la situazione attuale, si potrebbe valutare un ampliamento di questa opportunità. “Il nostro sistema è assolutamente accogliente su quel fronte” – ha dichiarato – “e sarà sicuramente una delle strade su cui potremo lavorare per mantenere un equilibrio eccellente nelle nostre scuole.”
Lonfernini ha poi ribadito l’importanza di un approccio sistemico alla questione, che tenga conto non solo dell’istruzione, ma anche dell’impatto della crisi demografica sul mondo del lavoro e sul sistema contributivo. “Se non nascono bambini – ha spiegato – non si riduce solo il numero di studenti, ma si compromette anche il futuro del nostro tessuto economico e sociale.” Per affrontare questa sfida, il Congresso di Stato punta su una strategia di riorganizzazione delle scuole basata su dati concreti e studi approfonditi, con l’obiettivo di garantire un’offerta formativa di qualità, adeguata alle esigenze del Paese e in grado di rispondere ai cambiamenti demografici in corso.