San Marino. Sospensione bilanci di salute. ANSIA PER I PIÙ PICCINI: “IN PEDIATRIA POCHI ‘SUPERSTITI’ CORAGGIOSI GARANTISCONO UN ‘MINIMO’ DI SERVIZIO”

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Grazia Zafferani (Rete): “Ci sono i diritti fondamentali anche in questo Paese e il diritto alla cura è uno di questi, diritto alla cura non significa che essa debba essere approssimativa, discontinua e superficiale, ogni essere umano ha il diritto alla sanità, povero o ricco che sia, allo stesso modo e con la stessa qualità garantita”.

Due chiacchiere con il consigliere di Rete Grazia Zafferani, diventata negli anni un punto di riferimento importante per tante mamme che non sono riuscite a trovare risposte adeguate rispetto all’esigenza primaria di vedere tutelata la salute dei propri figli.

Quali sono i problemi di pediatria?
“I problemi del servizio pediatrico sono molteplici, si parla di problemi strutturali, organizzativi e di mancanza di personale. Sono stata una delle fondatrici e presidente dell’associazione ProBimbi fino al 2012 nata proprio per sollecitare le Istituzioni nel risolvere le criticità che interessavano i minori, tra queste il servizio di pediatria, alcuni esempi sono: la necessità di avere un pronto soccorso pediatrico, mai preso in considerazione e che ritengo necessario ancora oggi, la necessità di un adeguamento degli spazi, c’era all’epoca un progetto per la realizzazione di nuovi ambulatori e non si sa che ne abbia fatto, e un altro tema, a me caro e anche agli ex fondatori della Pro bimbi, era ed è la continuità assistenziale, ossia un reciproco rapporto di conoscenza e fiducia tra bambino, famiglia e pediatra, sul modello di quanto avviene per gli adulti con il proprio medico di base e se all’epoca questo tema sembrava prossimo a realizzarsi, negli ultimi anni è diventato l’ultimo dei problemi della pediatria, visto che non si è neanche più certi di chi sarà il tuo pediatra da un giorno all’altro o se i bilanci di salute verranno effettuati. Anno dopo anno c’è stato un calo drammatico dei servizi primari pediatrici. Pediatri dileguati, turnazioni infernali per chi era ed è rimasto, sospensione dei bilanci di salute, comunicazione con i pediatri via mail, ecc. Eppure il primario di pediatria insiste e tranquillizza le famiglie dicendo che va tutto bene. Io sono una mamma di quattro figli quindi negli ultimi 23 anni ho vissuto e visto in prima persona il deterioramento del servizio, e probabilmente per chi ha più gli di età diverse sa bene di cosa sto parlando”.

Dopo la raccolta firme dell’estate scorsa qualcosa è cambiato?

“Prima di rispondere a questa domanda ci tengo a ringraziare i firmatari della lettera, perché chi vive le criticità in prima persona sa cosa significa non avere servizi adeguati, ed è giusto e lecito sollecitare le Istituzioni a trovare soluzioni. Dopo la raccolta firme nulla è cambiato anzi la risposta da parte del Primario di pediatria sulla stampa è stata quella della “rassicurazione” e “del va tutto bene”, la definirei una risposta “politica”, un modo per declassare le responsabilità delle criticità elencate in quella lettera. La cosa che più mi spaventa è la possibilità di adattamento alle criticità delle famiglie, purtroppo ci si abitua anche a convivere con i disservizi e forse questo la politica lo sa. Ci sono i diritti fondamentali anche in questo Paese e il diritto alla cura è uno di questo, diritto alla cura non significa che debba essere approssimativa, discontinua e superficiale, ogni essere umano ha il diritto alla sanità, povero o ricco che sia allo stesso modo e con la stessa qualità garantita”.

Perché i pediatri continuano a lasciare il nostro ospedale?
“Bella domanda, anche perché è risaputo della grande difficoltà a reperire pediatri e noi non riusciamo neanche a trattenere quelli che ci sono; se ai medici del nostro ospedale gli si offrisse una struttura ben organizzata e contratti di lavoro a lungo termine, si riuscirebbe di certo non solo a reperirli ma anche a trattenerli a lungo e vista la nostra piccola realtà e la diminuzione di natalità, per un buon servizio non ne servono tanti ma certamente più dei “superstiti” coraggiosi rimasti e che ringrazio in infinitamente perché è proprio grazie a loro se si riesce ancora in qualche modo a garantire un minimo di servizio”.

Il suo movimento ha puntato il dito contro la nuova legge sulla dirigenza medica perché non avrebbe centrato il bersaglio e non sarebbe utile a risolvere le criticità. Quali sono o potrebbero essere a suo avviso le soluzioni?

“La legge sulla dirigenza medica è il chiaro esempio di come chi gestisce le politiche sanitarie intende risolvere le criticità dell’ISS, in modo superficiale, approssimativo e pensando che indennizzi e aumenti di stipendio possano sopperire a tutti i problemi, senza tenere conto, quanto meritocrazia, esperienza, raggiungimento degli obbiettivi, organizzazione e una visione di prospettiva futura possano realmente portare eccellenza e professionalità al nostro ospedale. L’assenza e l’inadeguatezza delle politiche sanitarie si respirano sempre di più e l’utenza ne è consapevole, visto i disagi che quotidianamente si trova a dover affrontare grazie all’ Iperburocratizzazione e alla disumanizzazione dei servizi, criticità che anche gli stessi medici e gli operatori sanitari dimissionari hanno evidenziato contro l’ISS. Abbiamo urgente necessità di istituzioni capaci di essere dei punti di riferimento con progetti che mettono al centro la persona. Purtroppo la discrezionalità fa da padrona nel nostro paese e si continua a rispondere a dinamiche legate ai partiti piuttosto che a criteri meritocratici”.

Sempre dal vostro movimento è partita la denuncia che si starebbe facendo in modo di andare verso la privatizzazione. Sono i numeri a dirlo?

“Un dubbio lecito visto ciò che sta accadendo in Italia e visto l’aumento di cliniche private nel nostro piccolo territorio, il dubbio nasce spontaneo. Sono contenta che nascono anche servizi privati e specializzati nel campo della Sanità se questi non derivino però da politiche distruttive sulla nostra sanità pubblica ma semplicemente per interesse a investire e ad ampliare specializzazioni e casistica che ovviamente il nostro ospedale non può del tutto offrire. Ma è ovvio e scontato che, dove la Sanità pubblica non può più garantire le cure e la prevenzione per il benessere della persona la stessa persona è disposta a pagare per curarsi. La preoccupazione è che i cittadini usufruiscono sempre più di cliniche private per visite di consultorio o bilanci di salute, analisi di routine o visite specialistiche primarie e non visite straordinarie o per avere consulti ulteriori per patologie importanti, ma richieste di normale routine, se ciò succede è perché i servizi dell’ISS pagati con le tasse dei cittadini non riescono più a garantire le cure primarie e di prevenzione per il benessere della persona ed è questo che mi preoccupa e credo che Istituzioni e politica debbano seriamente riflettere su questo aspetto”.

Come reagirà la cittadinanza alla sospensione, dal 1 gennaio 2019, dei bilanci di salute dai due anni in poi e quali potrebbero essere le conseguenze?

”Quando si parla di bilanci di salute si parla inevitabilmente di prevenzione, che è importantissima, perché come obbiettivo ha lo scopo di intervenire preventivamente per favorire e mantenere lo stato di benessere della persona, evitando, per quanto possibile l’insorgere di malattie, è essenziale ed è fondamentale per il benessere della collettività. Quindi a mio avviso, è obbiettivo primario delle Istituzioni, prevenire costa molto meno che curare, se vogliamo purtroppo parlare in termini anche economici. I Genitori devono pretendere continuità assistenziale e garanzie per la salute dei loro gli e non ci si può sostituire a chi ha il dovere e l’obbligo di trovare soluzioni. Ora attendo le risposte a una mia interrogazione per riuscire a reperire dati, poter analizzare gli accessi, per sapere le modalità di ricorso al servizio sanitario della popolazione sammarinese in età pediatrica e per avere un quadro più dettagliato delle necessità e delle criticità del servizio, spero così di riuscire a portare per le prossime elezioni un piano di riordino e riorganizzazione chiaro necessario per il servizio pediatrico e che riesca finalmente a garantire professionalità, medicina d’urgenza e continuità assistenziale pediatrica”.

Olga Mattioli, RepubblicaSM

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