Riceviamo e pubblichiamo
Speravo con tutto il cuore di non dover vedere abbattere le nostre piante. Certo, in situazioni particolari la cosa si rende necessaria ma in questo caso, e mi riferisco all’abbattimento odierno delle piante situate vicino all’ incrocio di Murata, mi sembra proprio inopportuno.
La domanda è quella solita: perché?
Allora: c’è davvero tutta questa necessità di fare la rotatoria a Murata?
E per farla c’è tutta questa necessità ( ovviamente ) di abbattere il verde pubblico? Senza contare la spesa…anch’essa pubblica.
Adesso direte “ecco la solita manfrina, tutti che blaterano sulla funzione del verde…(e poi dopo i fuochi)”.
Ma vi pare poco? Nel nostro piccolo abbiamo un patrimonio naturale importante! Senza contare che piante sono quelle che ci permettono di respirare. Già l’aria è inquinata, figuriamoci se continuiamo a tagliare gli alberi!
E ci sarebbe da dire qualcosa anche sull’ abbattimento di piante di Via Paolo III.
All’esame di italiano della maturità, ho scelto il tema libero. A costo di apparire sdolcinata (allora come ora), ho parlato proprio di questo argomento, concludendo con la riflessione che gli alberi saranno la nostra salvezza e che non sarà un caso se sono verdi: nella tradizione il verde è il colore della speranza.
Speranza per la vita futura. Oggi, a maggior ragione, aggiungerei un punto esclamativo.
Sylva Savoretti