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  • San Marino. Violenza di genere “Occorre avviare una seria indagine demoscopica nazionale”

    Sta avendo un’ampia eco la serata organizzata lo scorso 14 gennaio da Associazione Culturale Comunità sulla violenza di genere. Riportiamo dunque con piacere una parte dell’intervento del vicepresidente di Comitato Civico Rispetto Alba Montanari.
    “Ringraziamo l’Associazione Culturale Comunità, che peraltro ho visto nascere e di cui mi vanto di essere fra i suoi fondatori, per averci permesso di unire il nostro pensiero e la nostra voce a quelli di altre espressioni della nostra vita politica, istituzionale e sociale su di un tema – quello della violenza di genere, in particolare sulle donne e sulle bambine- che non accenna a diminuire, che continua ad essere un fenomeno allarmante, che coinvolge madri, mogli, sorelle, amiche, donne della porta accanto o donne della parte opposta del mondo: tutte vite umiliate, stroncate, ferite, spezzate da una violenza che non ammette giustificazione, non trova giustificazione. Eppure c’è e si continuano a ricevere informazioni di numeri impressionanti relativi a casi di donne e di bambine che hanno subìto violenza. Questo in Italia (o in altri paesi europei) dove ogni anno l’Istat aggiorna dati che arrivano anche a noi, che però non conosciamo la nostra reale situazione. Casi di femminicidio o uxoricidio non risultano, grazie a Dio, se non un paio di casi nell’ormai lontano passato (uno sammarinese.. uno italiano di passaggio a San Marino). Ma delle altre tipologie di violenza, soprattutto di quelle che vengono definite violenza entro le mura domestiche, spesso in presenza di figli, sarà bene parlarne, anche fuori dalle mura degli addetti ai lavori. Il problema è come parlarne, se non possediamo la reale dimensione della presenza di questo odioso crimine anche in Repubblica. Se in Italia l’Istat ogni anno aggiorna i dati, significa che a monte è stata fatta una indagine demoscopica nazionale. A San Marino non risulta che sia stata fatta questa indagine, totalmente al femminile con le dovute forme dell’anonimato e del generico, ma col crisma dell’ufficialità ( quindi al bando lo strumento telefonico o del web ). Siamo in grado di rappresentare non il dato –che tanto c’è – ma l’ esatta entità del fenomeno e di tutte le sue sfaccettature, compresi i silenzi, le vergogne, le umiliazioni, le omertà, per distinguere gli strumenti idonei d’intervento per meglio affrontarlo, combatterlo e vincerlo? Inoltre le donne sammarinesi, non certo le giovani che sono molto più informate, hanno la consapevolezza del significato di violenza morale, psicologica, economica: sanno come affrontarla? non diamo tutto per scontato e non lasciamo cadere frasi come questa che si raccoglie a volte nelle confidenze…del tipo…mi sta portando lentamente al suicidio …sono campanelli importanti… Allora..
    1. Il Comitato Civico RISPETTO, se tale operazione non è stata compiuta o pensata, porta questa sera – in ambito di prospettiva, questo primo suggerimento: avviare una seria indagine demoscopica nazionale.
    Magari, perché no, con l’aiuto delle 9 giunte di castello, che conoscendo il territorio e le residenti potrebbero fare un lavoro encomiabile, non dispendioso, se non per il tempo da dedicare a tale operazione.
    Nel contempo, proposta n° 2, sarebbe opportuno fare alcune riflessioni sul come attivare una fondamentale opera di informazione (a tutt’oggi inesistente) che raggiunga – come accadeva un tempo con Notizia, organo ufficiale del Congresso di Stato, – tutte le famiglie sammarinesi e residenti. La Convenzione di Istanbul è nota solo agli addetti ai lavori o alle persone che amano tenersi informate, ma ai più è sconosciuta nei suoi contenuti e nel fatto che, essendo questo uno strumento internazionale vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, riconosce la violenza come violazione dei diritti umani. Quindi certi atti violano i diritti umani e sono dunque perseguibili. Questo i Sammarinesi devono saperlo: non sono sufficienti iniziative, pur lodevolissime messe in campo dall’autority pari opportunità, che svolge un lavoro encomiabile e che forse potrebbe fare qualcosa di più se in San Marino ci fosse la Segreteria di Stato alle Pari Opportunità a sé e non come delega……o altre iniziative come il 25 novembre: una giornata contro la violenza sulle donne, il Flashmob del 14 febbraio (al quale partecipo anch’io nonostante l’età), …oppure tutte le iniziative organizzate –lo scorso anno- dal Dipartimento Scienze Umane dell’Università di San Marino, le iniziative collaterali, come quella avviata dalla Titancoop. Tutte iniziative importantissime…ma come fuochi d’artificio che si magnificano ( teniamo in conto che a qualcuno danno anche fastidio) quando si mostrano….per poi cadere nel buio dell’oblio.
    I sammarinesi dunque devono conoscere i risvolti di una violazione e devono essere posti nelle condizioni di affrontare l’argomento prima di tutto conoscendolo ..poi con il massimo della responsabilità. Inoltre i non addetti ai lavori, quindi i più, hanno appreso di recente dal Comunicato –Fonte Congresso di Stato- che “… si stanno mettendo in campo interventi che danno risposte concrete e strumenti operativi per tutti gli attori protagonisti della lotta contro la violenza di genere – i Servizi Socio Sanitari, le Forze dell’Ordine, il Tribunale – per poter attuare al meglio i percorsi e le procedure necessarie per dare le risposte che la Convenzione di Istanbul chiede “.
    Come definire questa informazione vaga, che rimane nel generico e che pertanto aiuta, ma aiuta poco. Il Comitato Rispetto la ritiene anche molto parziale e lontana dalla soluzione del problema violenza…..perché fa leva solo sulla coercizione e la cura, ….. dati i soggetti elencati. Ed abbiamo visto come nel mondo, compreso quello che ci circonda, queste non paghino, dati i numeri che ci vengono sciorinati ogni anno. Aumentano grazie a Dio le denunce ma non diminuiscono i reati. Ne manca uno che è l’agenzia principe: ed è la scuola. Il Comitato Civico Rispetto è già intervenuto pubblicamente sulla BUONA SCUOLA e, proposta n° 3, suggerisce di mettere a sistema tutte quelle azioni rivolt , come prima detto, alla informazione, alla prevenzione, alla educazione. Alla prevenzione grazie alla educazione e alla conoscenza: per questo il Comitato chiede di valutare attentamente la proposta di inserire nelle programmazioni scolastiche di ogni ordine e grado l’educazione alla parità, al rispetto, all’amore, col coinvolgimento delle famiglie, per giungere alla riscoperta dei sentimenti positivi ed alla promozione di processi culturali che abbiano a cuore un vero piano comune di rinascita. Una Buona San Marino, virtuosa e vivibile, rispettosa e ricca di valori positivi deve diventare la priorità di tutti, meglio farlo insieme”.

    Repubblica Sm