
La Guardia di Finanza di Rimini ha denunciato i titolari di due aziende riminesi accusati di evasione fiscale e frode, per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti del valore di 100 milioni.
I tre sono titolari di aziende che operavano da poco più di un anno ma avevano conseguito volumi di affari milionari. Circa un anno fa l’inizio della verifica fiscale a carico di due aziende riminesi operanti nel settore del commercio all’ ingrosso di apparecchiature telefoniche ed elettroniche. Le società sono amministrate da due cittadine romene, G.M. di 55 anni e V.M. di 28, residenti in Italia. Le due imprese, benché sostanzialmente in regola, non erano dotate di fatto di nessuna struttura aziendale, mancando di personale, attrezzature e logistiche. Le indagini hanno appurato che di fatto le due aziende erano gestite da un terzo soggetto, un riminese di 51 anni, M.B., cognato e genero delle due romene, risultate quindi prestanomi. L’uomo teneva contatti con circa 50 aziende italiane presenti su tutto il territorio nazionale, accomunate dal fatto di essere evasori totali, quando non attive o in situazione fallimentare, nonché con 40 aziende estere, prevalentemente sammarinesi. E soprattutto non c’era nessuna traccia delle apparecchiature elettroniche. La frode, comunemente detta ‘carosello’, consisteva nella cessione fittizia dei beni mediante l’emissione di fatture ad aziende compiacenti, dette ‘filtro’, create per frapporsi tra le stesse e il beneficiario finale che acquistando ed esportando fittiziamente i beni verso le aziende sammarinesi, poteva maturare un rilevante plafond Iva da utilizzare in acquisti in esenzione d’imposta dai reali fornitori, con grave danno per l’ erario, che ha perso svariati milioni di euro di Iva. Naturalmente questo penalizzava anche le imprese sane dello stesso settore, colpite da una concorrenza sleale e illecita. Il giro di fatture false era di circa 100 milioni, oltre a 12 milioni di evasione dell’Iva. La Repubblica di San Marino, negli ultimi mesi al centro di numerose polemiche sulla trasparenza, ha detto di aver “collaborato fattivamente con la Guardia di Finanza”. Grazie a questa collaborazione si sarebbe arrivati al risultato di intercettare, colpire e bloccare il giro di frodi carosello, nonché la revoca della licenza di una società che operava con una delle due aziende.