
Sulla propria bacheca Facebook Eugenio Giani, candidato del Pd alla presidenza della Regione Toscana, pubblica la foto di un fiammante treno Frecciarossa, con una frase a corredo: “Ecco la Toscana di domani: collegata al resto d’Italia da trasporti veloci e sostenibili. Dal 14 giugno, tutti i giorni, un Frecciarossa 1000 collegherà Milano e Roma con la straordinaria costa toscana. Farà fermata in Versilia e all’Argentario a Grosseto, Pisa e Livorno e anche da Campiglia per agevolare i collegamenti per l’Isola d’Elba. Questa è una conquista importante. Il nostro turismo avrà un’opportunità in più per rilanciarsi e presentare al resto d’Italia la propria capacità di accogliere. E la Toscana tutta avrà fatto un passo importante verso il futuro. Avanti!”.
La notizia è stata annunciata dall’ad e direttore generale di Fs italiane, Gianfranco Battisti: “Il rilancio del turismo nazionale è una delle priorità del Gruppo Fs Italiane. Per la prima volta il Frecciarossa 1000 unirà in estate Roma e Milano passando per la Versilia, l’Argentario e il Levante Ligure, territori ad altissima attrattività turistica che saranno collegati direttamente all’Alta velocità italiana. Un nuovo servizio che permetterà di scoprire e riscoprire le bellezze culturali e paesaggistiche del nostro Paese, distribuendo i flussi turistici non solo nelle grandi città ma anche nelle località di medie e piccole dimensioni. Contribuiamo in questo modo a un vero e proprio rilancio dell’economia e del settore turistico di tutta l’Italia”.
Una buona notizia quando aumentano (o migliorano) i collegamenti. Il problema, però, sta nei dettagli. Andiamo sul sito di Trenitalia e cerchiamo il Freccia Rossa. Partenza alle 13.10 da Milano Centrale, arrivo a Forte dei Marmi-Seravezza-Querceta alle 16.37. Tre ore e 27 minuti non sono niente male rispetto ai tempi di percorrenza “normali”. Pensate, infatti, che per la stessa tratta possono volerci tra le quattro e le cinque ore, con almeno due cambi: prima un Intercity per arrivare da Milano a Genova, poi un Freccia Bianca fino a La Spezia e infine, dalla città ligure un Regionale fino a Forte dei Marmi. Partendo alle 9.10 da Milano si arriva in Versilia alle 13.54, dopo 4 ore e 44 minuti.
Il problema, però, è che un Frecciarossa, che può tranquillamente viaggiare sopra i 300 km/h, normalmente collega Milano a Roma in tre ore. Com’è possibile, dunque, che per andare da Milano a Forte dei Marmi ce ne vogliano 3 e mezzo? Semplice, dipende dalla linea ferroviaria. Non esiste l’alta velocità su questa linea, quindi anche il treno più moderno e veloce di tutti non può sfrecciare più di tanto. E dovendo fare diverse fermate (Pavia, Genova Piazza Principe, Genova Brignole, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Sestri Levante, Monterosso, La Spezia Centrale, Forte dei Marmi) metterci meno di quel tempo è praticamente impossibile.
Che senso ha, dunque, parlare come fa Giani di “Toscana di domani collegata al resto d’Italia da trasporti veloci e sostenibili?”. Non avrebbe (molto) più senso, per un candidato alla guida di una Regione, impegnarsi per quanto di sua competenza nella realizzazione di una vera alta velocità?
—
Fonte originale: Leggi ora la fonte