Sentite che scrive David Oddone a Roberto Galullo e fatevi la vostra idea.

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  • Caro Roberto,
    La nostra è una realtà strana, difficile. Aleggia un cultura mafiosa per la quale c’è paura anche di esprimere le proprie idee. C’è chi addirittura per protestare lecitamente per qualcosa di cui ha diritto, non vuole apparire sul giornale. Una situazione propria di alcune zone del sud Italia. La colpa però non è della gente. O meglio non è tutta della gente. Il Paese è piccolo e il potente di turno l’ha sempre fatta pagare al cittadino che quando si rivolgeva alle autorità preposte prendeva pure “il resto” visto che tutto era o è ancora sotto il controllo della politica. Non è da biasimare dunque chi non si firma. Noi giornalisti seri stiamo cercando di cambiare questo modo di fare e per questo alcuni di noi sono oggetto di aspre vendette. Io personalmente sono stato minacciato di morte e sono oggi bersaglio di attacchi pesanti e diffamatori, naturalmente anonimi e nessuno, se non il mio direttore e i miei colleghi della redazione de L’Informazione, ha preso le mie difese. Non che m’importi pe carità. Di quel dittatore che tanto male ha fatto all’Italia mi è sempre piaciuto un motto: “Molti nemici, molto onore”. Salvo solo e questo e poco altro di lui. A San Marino c’è un vero e proprio muro di gomma e finché non sarà rotto difficilmente la gente troverà il coraggio per uscire allo scoperto. Vedi, io negli scorsi mesi ho fatto emergere un certo modo di fare, un sistema che non poteva non essere denunciato. L’ho scritto e sono stato tacciato di non voler bene a San Marino. Addirittuta qualcuno mi ha detto che ho ispirato te e il collega del Corsera Mario Gerevini! Io dico: magari! Magari fossi tanto bravo e avessi così tanto potere per “ispirare” due professionisti del vostro calibro che scrivono nei due più importanti giornali d’Italia. E’ la mentalità che è sbagliata: colpevole non è chi commette un illecito, ma chi lo porta allo scoperto mettendo in cattiva luce il Paeae. Tu pensa: è stato proprio un segretario di Stato a farmi questo ragionamento! Io non credo di essere un paladino della moralità. Credo solo di essere un giornalista ed il mio lavoro è anche quello di tirare fuori le magagne. Anche e soprattutto nell’interesse dei miei lettori. Finché continueremo a coprire il sistema e il politico di turno come fanno molti colleghi o meglio certi scribacchini da quattro soldi, la gente continuerà a non firmarsi e noi vivremo in un Paese finto, di cartone. Ci sarà pure un motivo se dall’Italia e dalle organizzazioni internazionali ci continuano a guardare con diffidenza. Io per il lavoro che sto portando avanti sono il bersaglio preferito di colleghi, anonime macchiette e addirittura segretari di Stato che mi attaccano dagli scranni del consiglio grande e generale e con comunicati stampa personali: un accanimento senza precedenti. Segno che sto facendo bene e di certo non mi fermerò. Sono tante, sempre di più le persone che mi fermano e mi fanno i complimenti e sono sempre di più i nostri lettori. Caro Roberto, in definitiva ti ho scritto questa lunga missiva per farti capire che se i sammarinesi non si firmano la responsabilità è anche dei giornali e dei giornalisti che non hanno fatto e non stanno facendo ancora abbastanza per rompere il “muro di gomma”, ma che anzi sono conniventi con il potere e con la “mafia” intesa come mentalità.
    Colgo l’occasione per augurare e te e al blog un Santo Natale e un felice anno nuovo.
    David Oddone
    L’Informazione di San Marino

    fonte:http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2009/12/titano-sul-titanic-san-marino-interpreta-la-lotta-alla-mafia-brucia-120mila-pagine-di-accuse-e-600-mila-assegni.html

    UNA DOMANDA? Ma perchè non ha detto, dato che la mail è di ieri, di che cosa sta succedendo all’Informazione? Che hanno fatto un sacco di abusi? come mai? la colpa è sempre degli altri? Oppure perchè il ns. Segretario agli Esteri se l’è presa tanto con lui? Come mai? Non va bene ad essere generici….e, grazie per gli insulti. Sono un onore essere definiti delle macchiette da Lei caro Oddone.