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  • Sicurezza e rimpatri: il Governo predica bene e razzola male, copi da Ravenna….di Eugenio Fusignani

    Le direttive del Ministro Piantedosi, dall’attenzionamento delle stazioni all’istituzione delle zone rosse fino all’ultimo appello a Prefetti e Questori per aumentare i rimpatri dei migranti irregolari, confermano ancora una volta che le criticità di Ravenna, non dipendono dalle istituzioni locali, ma dalle carenze strutturali dello Stato.

    Il problema non è la mancanza di provvedimenti, ma l’assenza di strumenti concreti per renderli effettivi, a partire proprio dalle espulsioni degli irregolari, molto spesso segnalati proprio dalla nostra Polizia Locale. Purtroppo, nella quale totalità dei casi, le questure non possono far altro che consegnare fogli di via che non hanno alcuna efficacia, perché mancano organici adeguati, dotazioni efficienti e risorse per eseguire materialmente i rimpatri. Il caso Al Masry dimostra che, quando lo Stato vuole, i mezzi si trovano, perché se non si mettono risorse adeguate, i grandi proclami restano solo lettera morta.

    Il problema non è la mancanza di segnalazioni o provvedimenti, ma l’assenza di strumenti concreti per rendere effettive le espulsioni. Non servono solo proclami, ma azioni concrete: il Governo deve garantire alle forze di polizia ciò di cui hanno bisogno per far rispettare le leggi e tutelare la sicurezza dei cittadini.

    Voglio esprimere il mio ringraziamento e il mio apprezzamento per il lavoro del Questore, del Prefetto e di tutte le forze dello Stato, che anche a Ravenna riescono davvero a fare le nozze con i fichi secchi, lavorando con risorse limitate.

    Niente più delle proposte del Ministro dimostra come l’amministrazione di Ravenna abbia agito bene, gestendo al meglio le poche leve di sicurezza di cui ha competenza.

    Se lo Stato copiasse il modello delle politiche di sicurezza del Comune di Ravenna, potenziando gli organici delle forze di polizia a competenza generale, dotandole di strumenti più efficaci e infrastrutturando il territorio con telecamere e quant’altro utile a rendere maggiormente efficiente la loro preziosa e non surrogabile azione, la sicurezza e l’ordine pubblico sarebbero un’altra cosa in tutto il Paese.

    Parliamo spesso di degrado in alcune zone come il quartiere Farini, ma non si può dipingere Ravenna come un Bronx apocalittico.

    E proprio il quartiere Farini dimostra ancora di più dove sta il vero problema: è vero che esiste il comando della Polizia Locale, ma innegabile come nel raggio di poche decine di metri esistono la Caserma dei Carabinieri di via Alberoni, la sede della Guardia di Finanza e il presidio della Polizia Ferroviaria.

    Non è quindi un problema di presenze istituzionali, ma di organici insufficienti e risorse inadeguate. Se il Governo vuole davvero affrontare la questione sicurezza, deve aumentare gli organici delle forze dell’ordine su scala nazionale, non limitarsi a proclami.

    Una politica che voglia davvero contribuire al bene comune, soprattutto quella che si riconosce nelle forze di governo, dovrebbe puntare il dito contro chi ha le maggiori responsabilità invece di strumentalizzare singoli episodi che non rappresentano un sistema criminoso.

    Aiutare l’amministrazione comunale in questa battaglia significherebbe aiutare i cittadini, che sono i primi a subire le conseguenze di un sistema di sicurezza nazionale inadeguato.

    E una politica seria e intellettualmente onesta dovrebbe spingere tutti a lavorare in questa direzione, non cavalcare le paure alimentando insicurezza.

    Eugenio Fusignani